My Life in UK · MyStrangeLife

Tutto Casa e College

La pioggia sta cadendo su Oxford.

i più diranno sai che novità, non sapendo che sono quasi due mesi che qui non piove e la cosa stava diventando preoccupante

Il ticchettio sulle foglie degli alberi nel giardino è quanto di più rilassante ci possa essere, considerato che nel frattempo è tornato il mio padrone di casa ed è uscito un putiferio.

Ormai abito in questa casa da dieci giorni, gli ultimi quattro dei quali passati da sola. Quando sono arrivata –spero lo ricorderete– avevo commentato che c’era roba ovunque, su ogni superficie disponibile, fiori ovunque –con conseguenze non sempre positivissime– e anche cibo ovunque, un po’ portato dagli ospiti un po’ –supponevo io– lasciato in giro per abitudine dal padrone di casa.

A quanto pare prima del mio arrivo il padrone di casa era stato già all’ospedale qualche giorno, periodo nel quale nessuno si era premurato di venire a prendersi cura della casa –per esempio in vista dell’arrivo di un ospite in affitto, non sia mai– e quindi il disordine e la poca pulizia –non mi spingerei a definirla sporcizia, non ancora– regnavano sovrani.

E dovrà mica uno che arriva, per la prima volta, in una casa che non conosce con persone che non conosce mettersi a pulire e mettere ordine, no?

Io ho pulito ogni singola superficie sulla quale mi sono seduta o sulla quale ho mangiato, ogni piatto posata tazza e bicchiere. Se nel resto della casa il mio padrone di casa vuole tenere disordine io che ci posso fare?

A quanto pare quando il mio padrone di casa è tornato oggi c’era un’invasione di vermi in tutta la cucina.

cosa della quale dubito seriamente perché è vero, il bidone del riciclabile puzzava, ma da lì a chiamarla invasione ce ne passa

Quindi in un raptus questa misteriosa amica del mio padrone di casa –ha avuto più ospiti lui nei 10 giorni in cui sono stata qui che io nell’anno in cui ho abitato in Frenchay Road– ha sterilizzato tutta la cucina –di questo non possiamo lamentarci– sfatando una teoria che ormai davo per confermata: il mio padrone di casa non è naturalmente così disordinato come mi sembrava.

momento di realizzazione meravigliosa: con questo freschino potrei andare a letto a guardare i Borgia già ora!

A parte questo oggi è stata una giornata tranquilla nella quale mi sono divertita a rispondere spavaldamente al telefono dicendo Trinity College, M speaking, how can I help you? pur sapendo che per metà delle richieste all’altro capo del telefono sarei dovuta ancora ricorrere ai miei colleghi, dei quali vi parlerò prossimamente in modo che entriate ancora di più nella mia dimensione.

A quanto pare oggi abbiamo avuto grosse difficoltà con i turisti cinesi: ben due gruppi avevano prenotato e pagato per una visita oggi e non sono stati in grado di organizzarsi, con il risultato che il primo ha finito per pagare due volte -ma l’abbiamo prontamente rimborsato– e il secondo si è perso chissà dove, riuscendo perfino a chiamarci sostenendo che non lo facevamo entrare.

Se fosse stato davvero fuori dal nostro college l’avremmo fatto entrare…

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Si parte presto

Ieri è rimasta una bozza, nel compositore di WordPress.

Sono rimasta seduta al mio tavolo dieci minuti, cercando di spremere dalla mia giornata qualcosa di interessante, qualcosa che fosse più delle prime tre righe: il cielo fuori dalla mia finestra è tutto rosa, il mio davanzale è pieno di piantine grasse e il bidone della spazzatura riciclabile, in cucina, puzza da far venire il vomito. Mi sono arresa, ho chiuso il pc e sono andata a letto a leggere.

Nello spegnere la luce per addormentarmi mi sono chiesta se questa sarebbe stata la mia vita d’ora in poi, un susseguirsi di giornate nelle quali non succede niente di nuovo. Cosi l’Universo mi ha dato oggi.

Dovete sapere che ogni mattina, scendendo dal bus, attraverso il cuore della città più bella del mondo e me ne innamoro di più a ogni passo. E’ più forte di me, l’architettura è così splendente e meravigliosa che il semplice guardarla mi riempie il cuore. Credo che una mattina potrei mettermi d’impegno e fare un timelapse o una foto ogni sei passi: meriterebbe tremendamente.

Anyway. Mi guardavo intorno come un turista, perché ogni dettaglio è meraviglioso e ogni edificio è tutto da scoprire, finché ad un certo punto per salire un marciapiede ho guardato in basso e ho visto una manciata di carta arrotolata insieme.

Centotrenta sterline.

Ora.

Mi è successo ancora di trovare soldi per terra ma il minimo mai raggiunto è stato venti euro in un lontano pomeriggio invernale. Li ho raccolti con un movimento fluido, incredula, e li ho stretti a lungo in mano prima di controllare quanti effettivamente fossero. Sono tante, centotrenta sterline, ancora di più se trovate in un colpo solo all’angolo di una strada.

Mi sono sentita molto in colpa e mi ci sento tuttora ma non posso evitare di pensare che in un momento di necessità come questo l’Universo abbia guardato giù e abbia deciso di pensarci lui.

Oggi è stata una mattina molto tranquilla, al contrario di quella di ieri nella quale sembrava che niente filasse liscio. Abbiamo fatto un’ennesima ronda attorno al college –immaginate che vi bombardino di informazioni che dovete processare tutte insieme e che vi portino dentro e fuori da edifici che visitate per la prima volta e vi chiedano magari anche di ricordarsi dove si va– ma per il resto a parte una lezione sui nuovi sistemi informatici del college non c’è stato molto da fare.

Finché non mi hanno lasciata da sola e sono andati a giocare a squash.

Non sto scherzando.

in realtà nell’altra stanza c’era la collega che devo sostituire, H, la mia amica americana che mi ha trovato il lavoro, quindi non era una tragedia così grossa, ma l’idea di essere lì da sola al bancone con così tante cose ancora da imparare mi inquietava un po’

Ad un certo punto una bella ragazza con i capelli neri è venuta dentro e ha detto sono una studentessa del college, posso entrare con degli ospiti? L’ambasciatore indiano vorrebbe farsi un giretto.

più tardi il Mago, uno dei miei tutori al college, ha detto roba da tutti i giorni, abbiamo avuto anche Katy Perry l’anno scorso-

Devo dire che sono molto soddisfatta di come sta andando la cosa… oggi uno dei due mi stava mostrando le docce di servizio che abbiamo –cosa che potrei dover sfruttare a breve– e prima mi ha chiesto dove ho studiato il mio incredibile inglese –momento in cui me la tiro tantissimo– e mi ha detto che siccome tra due anni lui andrà in pensione se decido di restare nei dintorni non ha nessun dubbio che io possa diventare vicecapo portiere, sono bei soldi e come vedi è un lavoro tranquillo.

Just saying.

Dopodiché ho concluso la giornata andando a bere con i miei colleghi –e rimpiangendo i giorni in cui a versarmi il Baileys era il mio host father Garry: chiaramente qui nei bar non capiscono che il bicchiere può essere riempito e non solo sgocciolato di Baileys– e uscendo poi con un gruppo di italiani che vogliono praticare l’inglese/inglesi che vogliono praticare l’italiano, dove ho fatto amicizia con una ragazza appassionata di libri, L.

La mia zietta adottiva di Oxford, la migliore amica della mia ex padrona di casa, mi ha poi accompagnato fino alla mia stanzetta, alla quale strano a dirsi sono quasi riuscita ad abituarmi.

quello a cui non sono abituata e al quale dubito che mi abituerò è il padrone di casa…

Questa è una di quelle giornate nelle quali succedono così tante cose che sei a posto per il resto della settimana…

…o anche no. Chissà cos’ha in serbo per noi l’Universo domani…

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Solo Martedì

Secondo giorno di lavoro.

A quanto pare ho afferrato già il secondo giorno cose che avrei iniziato ad affrontare la seconda settimana. Un punto in più per me, I guess.

Oggi è venuto An, il fratello gemello del mio ex collega dell’altro college, e io ho dovuto fare uno sforzo sovrumano per rendermi conto che si trattava di lui e non del fratello, Al. Abbiamo scambiato due piacevolissime chiacchiere durante le quali io cercavo disperatamente di non sovrapporre le loro due immagini e mi chiedevo che genere di esperienza possa essere uscire con qualcuno che ha un fratello gemello identico.

Oggi, siccome noi non ci annoiamo mai, ho ricevuto una mail dalla mia futura padrona di casa che metteva leggermente in forse il mio trasferimento, dato che al colloquio con lei non ne è seguito uno con l’altro coinquilino… Ora, capisco la necessità di mantenere la pace e l’ordine ma non avendo io la faccia del malvivente e avendo io avuto ottime referenze da una ragazza che ha vissuto con loro per quasi due anni mi aspettavo che questo passaggio mi venisse risparmiato… ma a quanto pare non è questo il caso, quindi per un’altra manciata di giorni viviamo nell’incertezza, in una casa vuota che inizia a puzzare e in una stanza troppo soffocante.

Ieri, rinfrancata dal fatto che verrò pagata per la mia prima settimana di lavoro –spazio per stupirsi di come una sola settimana di paga, in questo lavoro, possa cambiarti la vita– mi sono permessa la minuscola spesa di 4 sterline per una bottiglia graduata ad orari anziché a millilitri, in modo da sapere sempre in qualunque momento quanta acqua dovrei bere. Consideriamolo il primo, minuscolo passo verso un’alimentazione più consapevole.

Nel frattempo i Borgia hanno sempre i loro casini e io inizio ad affezionarmi al giovane Cesare, interpretato da un attore abbastanza carino che, noto solo ora, è nato lo stesso giorno in cui sono nata io.

Vogliamo fare uno sforzo e ringraziare l’Universo?

Ringraziamo l’Universo per la meravigliosa architettura di Oxford, che stamattina nel tragitto fino al college ad un certo punto mi ha riempito il cuore di bellezza al punto che lo sentivo quasi scoppiarmi nel petto.

Ringraziamo l’Universo per i sudoku del mattino, recuperati a caso sul Metro quotidiano.

Ringraziamo l’Universo per l’usanza inglese di abbassare il prezzo degli alimenti il giorno della loro data di scadenza. Oggi, grazie a questa usanza, mi sono portata a casa una gigantesca forma di pane, una confezione di manzo salato, un’enorme busta di spinaci in foglia e una decina di pancake per la mirabolante cifra di 3 sterline.

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Di Lunedì

I Borgia sono taaaaaanto in crisi. Poveretti.

mi diverto tremendamente a farmi spoiler andando a riguardarmi com’è andata la storia

Se fossi una persona più seria a questo punto andrei a farmi una doccia e andrei a nanna, invece sono ancora qui, a godere del fatto che il mio padrone di casa non c’è e delle disgrazie dei Borgia.

Oggi è stato il mio primo giorno di lavoro.

Devo dire che sorridere e aiutare le persone mi mancava parecchio… la gente entra, chiede delle chiavi, controlla la posta, questo genere di cose, e soddisfarli è molto facile. Inoltre mi diverto moltissimo a sorridere in un certo modo, sembra mandare le persone abbastanza in confusione.

Comunque.

La cosa più bella è che sono tutti molto rilassati: io parto con la mentalità molto italiana di mettere in dubbio qualunque cosa, chiedere ID a destra e a manca ed essere generalmente sospettosa mentre loro sono tranquillissimi. Il mio capo, Martin, ha detto che niente di quello con cui abbiamo a che fare è questione di vita o di morte, a differenza di come si faceva nell’altro college in cui praticamente ogni singolo dettaglio culinario lo era. Mi piace come mentalità e anche se io mantengo una sospettosità di base apprezzo l’ambiente.

Inoltre c’è una bella novità: non sono più così tirata con i soldi dato che avrò modo non solo di avere una settimana di stipendio già a fine luglio ma anche il primo stipendio completo proprio nel momento in cui mi trasferisco nell’altra stanza.

Non che adesso l’andazzo sia improvvisamente facciamo un banchetto tutti i giorni ma non ho più l’acqua alla gola e devo dire che non è una brutta sensazione.

Oggi ho tentato di visitare il mio vecchio college.

Sono passata vicino al parcheggio e ho visto la macchina dello chef B, un ottimo motivo per non entrare… ma sono entrata lo stesso. Poi ho sbirciato nella zona di servizio e ho visto J, la mia nemesi al college, un altro ottimo motivo per non entrare. Il mio amico Mika non si vedeva da nessuna parte, poi non vedevo nessun altro dei miei preferiti e quindi ho fatto il giro largo, attraversando i giardini… e poi sono uscita e fine.

Sono ancora in quella fase in cui una cosa inizia e prima di prendere il ritmo ne subisci completamente tutta la fatica –che in questo momento consiste per lo più nello stare in piedi con un paio di scarpe non esattamente comode per le quali troverò presto un rimedio– e quando hai modo di riposarti stacchi completamente il cervello, quindi oggi ho navigato un po’ a orecchio –esiste come cosa?– distraendomi con la politica del sedicesimo secolo e con un generico far nulla…

Credo che in effetti l’unica cosa da fare sia prendere e andare a nanna adesso. Buonanotte!

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Barbecue Filippino

Lo ammetto, sto postando con un occhio solo: con l’altro sto guardando l’episodio quattro di Borgia, una cosa un po’ a caso per distrarmi un po’.

Domani è il mio primo giorno di lavoro e sono un po’ tesa nonostante tutti mi dicano che si tratta di un lavoro tranquillo e che mi si addice.

nel frattempo il mio padrone di casa dorme e russa…

E’ tutto pronto per domani, pantaloni, calzini, una camicetta nera… l’unica cosa che non è pronta sono io, che me ne sto qui a far tardi con i Borgia.

Oggi è stata una giornata tranquilla, ho mangiato meno possibile ma poi sono stata invitata ad un barbecue dai miei ex colleghi filippini del mio primo college… non mi aspettavo che nel rivederli dopo tempo mi sarei divertita così tanto!

Sono sempre stati un gruppetto abbastanza esclusivo e non mi aspettavo troppa confidenza questa sera, invece non solo abbiamo ripercorso insieme alcuni dei momenti più divertenti del lavoro svolto insieme ma hanno anche condiviso con me alcune delle ultime notizie e aneddoti inediti piuttosto interessanti.

La verità è che sono ancora molto affezionata a quel posto, come a molti dei luoghi nei quali ho lavorato, e nonostante tutto ho ancora molta voglia di vedere i miei colleghi.

ecco, qualcuno ne i Borgia ha appena pugnalato qualcuno in un occhio attraverso la grata di un confessionale

Nel frattempo la permanenza in questa casa non si fa meno assurda… ma almeno è passato un altro giorno, uno in meno prima del momento del trasloco!

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Weekend

Sono andata a letto troppo tardi per postare anche ieri? Ebbene, l’ho fatto. Le parole che state leggendo sono state scritte in un luminoso mattino domenicale, con una temperatura improbabile per la città di Oxford ma in una stanza tutto sommato ben servita dalle bizzarre correnti d’aria della zona.

leggi anche fa un caldo boia ma per qualche ragione al momento qui dentro si sta bene

Ieri è stata una giornata divertentissima: ieri mattina sono riuscita finalmente a recuperare la mia roba nel mio vecchio appartamento –nel quale non abitava più nessuno che mi conoscesse– e ho portato tutto nella mia stanza con l’aiuto della mia amica F, dopodiché siamo andate insieme a fare un brunch in un posto davvero tremendo, il Breakfast Club in cima al Westgate.

Lì ci hanno servito una pila di pancake davvero eccessiva –devo ricordarmi la prossima volta di farmene fare uno in meno– che abbiamo dovuto smaltire camminando a caso da John Lewis, il posto perfetto se vuoi sentirti davvero povero. Lì, tra una scemenza e l’altra –dirò solo che abbiamo fornito effetti sonori a parecchia della merce in esposizione– ho avuto modo di affrontare il mio amico Uno -“ma è brutto!” ha detto F con sdegno, al che ho ribattuto “non è un problema tuo”– e venire a sapere che forse torna pure in Spagna.

Ma come, arrivo io e tu te ne vai?

c’è anche da dire che non è che la conversazione fosse molto sciolta e spontanea, in un posto superlussuoso e dalle parti opposte del bancone di un bar

Dopodiché mi sono fatta traviare da F e sono finita su una barca da punting, una cosettina poco profonda che si manovra con un lungo palo e un piccolo remo. Abbiamo trascorso un’oretta molto interessante sul fiume, schivando altre barchette più esperte della nostra e godendoci la natura circostante.

La sera ho finalmente incontrato i miei amici per una cena thailandese –quanto mi era mancato il phad thai!!!– divertentissima nella quale è stato deciso che il mio amico Uno merita una seconda possibilità.

pausa di riflessione nella quale mi rendo conto che sto scrivendo un post a punti anziché uno sentito come dovrei invece fare

La verità è che sono molto sulle spine.

Non mi piace l’idea di vivere un altro mese in questa stanza soffocante e camminare in punta di piedi in una casa disordinatissima sporca e talmente ingombra da essere soffocante quanto la stanza, così ho deciso di trovarmi un altro posto e sostituire la mia amica F –esatto, proprio lei, mannaggiallei– nella sua bellissima casa. Per fortuna si tratta di una casa VERA, non un posto del quale affittano anche gli angoli per averne un profitto come questa, vicino al centro e con parecchio spazio. Non posso lamentarmi ma purtroppo il fatto che questa stanza costa molto di più dell’altra e la spesa improvvisa di un altro deposito mettono un po’ a rischio le mie finanze. Per un po’ dovrò vivere a mezzo servizio, stare attentissima a tutte le mie spese e cercare di comportarmi bene.

E’ la prima volta che mi trovo in questa situazione… non posso dire altro se non io non mi annoio mai

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A volte ritornano, di solito tutti insieme.

ero troppo stanca per postare giovedì sera? Ebbene sì! Mi sono alzata presto venerdì per scrivere un post e pubblicarlo retroattivamente? Ebbene sì, di nuovo!

Che Giornata.

A differenza di ieri, che ho preferito non uscire di casa sia per aspettare i miei bagagli sia perché nello stato in cui ero avevi paura di non sentire niente, stamattina mi sono decisa a prendere un bus e andare a Oxford.

Quale geniale intuizione!

A parte un tempo bellissimo, un cielo quasi sempre terso e un bellissimo sole, la città era meravigliosa. Quando sono a Oxford io non capisco più niente, mi aggiro con il sorriso sulle labbra e la sensazione di essere proprio dove dovrei essere. Ieri mattina ne ho approfittato per farmi un giro generale e vedere quei piccoli dettagli che sono cambiati nel tempo, poi sono stata invitata a pranzo da HH, la mia amica americana che sostituirò a partire da lunedì.

Il mio nuovo posto di lavoro è meraviglioso: il college in sé è molto antico e molto bello, l’ambiente è molto rilassato e ho conosciuto un paio dei miei colleghi che mi sembrano davvero amichevoli e gentili. Ero lì nell’area della portineria quando è entrato un ragazzo dall’aria molto familiare… mi sono fermata ad ascoltarlo e anche la voce sembrava familiare.

Avete presente quella sensazione, quando riconoscete dei dettagli che trovate attraenti? Ce n’erano parecchie tracce sul suo viso e io lo guardavo di sottecchi, cercando di capire perché la sua voce e il suo viso sembravano familiari, finché non mi si è accesa una lampadina… durante il periodo passato lavorando al college –ora che controllo, quasi esattamente un anno fa– ho lavorato con un ragazzo di origine esteuropea –questo perché ho una pessima memoria e non ricordo assolutamente che Paese fosse– che mi aveva molto colpito per la sua sicurezza di sé, per il modo preciso in cui lavorava e per come, in un mondo in cui quelli della sua età sono ancora ragazzini, lui era proprio molto uomo, maturo e responsabile. E mi piaceva parecchio. Ebbene…

“Scusa per questa domanda assurda ma tu hai un fratello no?”
“Sì…”
“E lavorava al St. Hugh’s, vero?”
“Sì…”
“Allora quando lo vedi digli che M lo saluta…”
“Bene M, nice to meet you!”

Una veloce stretta di mano e via. Poi la mia amica HH si gira verso di me, sorride e fa Guarda che anche il fratello lavora qui al college…

breve spazio in cui potete aggiungere la vostra reazione, la mia è stata come vedi trovo sempre il modo di mettermi nei guai-

Dopo questo breve e piacevolissimo pranzo al college ho fatto un salto da Starbucks per salutare i reduci dalla chiusura della mia sede –piantino sommesso– e sentire se c’era ancora lavoro –per via della mia amica M che mi piacerebbe tanto esportare qui. Oltre alla risposta positiva ho ricevuto anche l’incarico di portare una preziosissima pompa per il caffé nella sede di Headington, nella quale dovevo comunque recarmi.

questa cosa delle staffette tra una sede e l’altra è fantastica, adoravo farlo quando ero in servizio e lo adoro anche di più adesso che posso farlo solo per sport

Headington è come un piccolo villaggio in cima alla collina, con una pasticceria favolosa, una sede di Starbucks estremamente tranquilla, un bellissimo parco e una serie interminabile di charity shop. Pensandoci adesso potrebbe essere il posto perfetto dove abitare, giacché ho preso la decisione di lasciare questa stanza… ma proseguiamo con la narrazione, che ci sono ancora parecchie cose da dire.

L’accoglienza che ho ricevuto da Starbucks è stata molto calorosa. Ho la tentazione di aggiungere che è solo perché il personale in servizio era tutto straniero ma non lo farò: dopotutto anche Ali, la manager inglese, mi aveva accolta con calore nella sede principale. Seguono convenevoli e chiacchiere di rito, cos’hai fatto in questo tempo, com’è andata in Italia, cosa fai qui, dove abiti, e una serie di aggiornamenti più o meno richiesti durante la quale scopro che Mister Gatto ha lasciato Oxford –sono stata brava e ho evitato di commentare tanto era comunque morto per me- e, udite udite, il mio amico Uno è di nuovo in città.

vi lascerei un altro breve spazio per i commenti ma la realtà è che il post è già quasi troppo lungo

Dopodiché ho pensato bene di contattare la migliore amica della mia padrona di casa, una settantenne tunisina che ci ha messo poco a infilarsi nella lista delle mie ziette adottive, e dirle che ero nei paraggi. Mi ha subito invitato a casa sua –un posto bellissimo in un angolo di Oxford del quale non conoscevo l’esistenza e dove, a quanto pare, ha vissuto anche Tolkien– e il pomeriggio è rapidamente sfumato in una piacevolissima cenetta a base di insalata e un salmone meraviglioso.

notizia in tempo reale: ormai sono svariati minuti che fuori dalla finestra sento un tremendo gracchiare di uccellacci e mi sta venendo addosso una sensazione di apocalisse molto interessante

E’ ancora incredibile la quantità di cose ed eventi che può succedere quando uno esce di casa… quando mi sono messa a camminare verso casa di questa amica certo non mi aspettavo di trascorrere una tal serata o che avrebbe subito messo in azione una rete di conoscenze per trovarmi una stanza.

Tasto dolente questo… ieri ho trovato molto difficile addormentarmi, mi sembrava che mi mancasse l’aria, ma allo stesso tempo non so come affrontare l’argomento con il mio padrone di casa, che in questi giorni ho comunque visto pochissimo tra i miei impegni e i suoi ospiti.

Vedremo cosa ci riserva il venerdì, per intanto… restate sintonizzati!