Il Sapore delle Giornate Irrisolte

Sono le nove.

Di solito a quest’ora vado a letto ma stasera, anche se volessi, non potrei proprio.

Oggi ero libera, così stamattina ho fatto la spesa e poi ho trascorso il resto della giornata offline (non è del tutto esatto, ho avuto per tutto il tempo youtube attaccato sui video del Trio Lopez Solenghi Marchesini. Li adoro), a fare gioielli per la vendita di domani.

E non ero online nel momento in cui una persona molto, molto importante mi scriveva, quindi il primo dei miei sentimenti, stasera, è il rimpianto di non essere stata online nel momento in cui avrei dovuto (dato che io e questa persona non riusciamo mai a trovare il tempo di sentirci).

Il fatto è che ero con la gemellina. Che oggi voleva che giocassi con lei, che ha voluto vedere i miei gioielli, che ha voluto che, anche se oggi non ero “in servizio”, le leggessi la storia della buonanotte. E stasera il gemellino ha pensato, molto saggiamente, che vista la temperatura della giornata era il caso di mettersi una tutina per dormire. E lo so che questa ai più sembrerà una cretinata, ma quando un bambino di sei anni (che di solito fa un sacco di storie anche solo per dormire con un paio di mutandine) viene da te e dice sai, ho pensato che visto che oggi fa freddo metterò un pigiama pesante non puoi non squittire. Specie se poi, mentre scendi le scale, ti lanciano addosso un I love you, a tradimento.

Il fatto è che volevo arrivare a domani con molti più gioielli (specie perché uno di essi, una bellissima collana con bottoni di madreperla, è irrimediabilmente rovinato) e quindi mi chiedo che parte del mio tempo potevo gestire in maniera migliore.

Per quanto mi senta un po’ una merdina (perché durante la settimana magari qualcosa avrei potuto fare) proprio non riesco a pensare che il tempo passato con loro sia stato mal gestito.

Annunci

Doppio Lancio dei Dadi

Il primo dice “confida il tuo più pericoloso segreto ad una persona aperta di mente che dirà cose che guariranno metà delle tue ferite”.

Il secondo dice “la persona sarà ubriaca e lo dirà ad alta voce”.

Mi sto seriamente chiedendo come dovrei sentirmi.
Di fatto, però, il sonno vince sul resto.

Parlo con Te

Mi devi delle spiegazioni. Tante.

Alcune cose le capisco. Sì, capisco che certe cose dovevano succedere, come incontrare il Signore degli Idioti, il Principe dei Quattro Mesi (il conto alla rovescia è attualmente attivo). Il libro è là e senza Sua Maestà La Coerenza non credo che ci sarei arrivata.

Sì, questo lo capisco (anche se non condivido).

Posso capire anche l’Amore Della Mia Vita. Cioè, mi sforzo di trovarci un senso ma immagino che essere amata così intensamente per tutti quegli anni sia di per sé una benedizione, qualcosa che ti lascia addosso una sorta di incantesimo (Harry Potter docet) che poi ti porti avanti negli anni. Salvo che a volte nella notte mi sveglio con il veleno della nostalgia addosso, effetti collaterali.

Non capisco il Cavaliere del Corvo, però. Non capisco il senso di parole, gesti e canti se poi alla fine doveva friendzonarmi così. Voglio dire, certe cose non le fai per sbaglio. O per caso. E comunque, Signor Profilo Mozzafiato, smetti di comparire nelle foto altrui, specie se ti devi pure mettere in posa.

Me lo spieghi? Me lo spieghi il senso di inciampare in queste cose? Puoi allungare quel tuo bel braccio coperto di amuleti e indicare dove porta questa strada dissestata?

 

Certe volte vorrei veramente rovesciare i miei sogni e ritrovarmi in quel luogo in mezzo allo spazio da dove l’Universo amministra la mia vita. Perché so che c’è: c’è come una balconata bianca, da dove lui guarda e vede tutto, e poi ci sono le linee-anima, le persone che incrociano la mia strada, la legano, la ingarbugliano.

Lui vede dove stanno andando. Vede perché si intrecciano su di me, vede cosa mi lasciano addosso. A volte allunga le dita e fa cambiare direzione alle cose, impercettibilmente, ma un millimetro per lui equivale a interi disastri per me.

Mi chiedo se sarei capace di sbraitargli addosso. Ha bellissimi occhi scuri che vedono, e io non so se sarei in grado di essere arrabbiata con lui. Gli basterebbe indicarmi con un dito per farmi venire in mente la gemellina, oggi, che annusava il mio cuscino per capire da che parte del letto dormo. O la mia host-mum che mi ringrazia. O tutte le volte che, oltre la città, intravedo le colline. O il cane che mi appoggia la testa addosso mentre leggo.

Certe volte mi chiedo che consistenza hanno i suoi capelli color cannella. Sono lunghi ma dubito fortemente che siano come quelli di una persona normale. La verità è che, di quando in quando, ho il sospetto che lui mi ami.

Forse è meglio che mi fermi qui: non so se sopravviverei nel caso l’Universo mi friendzonasse.

Liebster Award -seconda nomination-

Interessante: per la seconda volta sono stata nominata ai Liebster Award (si tratta di una specie di catena di Sant’Antonio, ogni blog nominato ne nomina altri dieci che abbiano meno di 500 follower per aumentare un po’ la loro visibilità).

Visto che la giornata di oggi non è minimamente degna di nota (eccetto per il mirabile acquisto di un set di 8 pinze da gioielleria con le quali farò cose incredibili) accolgo ben volentieri la nomination di Lucky3 e passo a rispondere alle domande.

  • Quale sarebbe il tuo lavoro ideale?

Se mi pagassero per tener un blog o per scrivere una rubrica di riflessioni e/o storie per qualche rivista sarebbe veramente eccezionale. O un romanzo a puntate, come si faceva una volta. Come faceva Jo March, esattamente…

  • Qual era uno dei tuoi sogni infantili?

Qui non so se si riferisce ai sogni veri e propri, quelli notturni, o quelli a occhi aperti. Nel primo caso non ne ricordo nessuno…nel secondo, beh, etologa marina, o nella savana: avevo una passione sfrenata per i felini africani e i delfini. La passione per le orche ce l’ho ancora…

  • Quale libro consiglieresti?

Godbreak di Tarenzi l’ho consigliato l’altro giorno, oggi consiglio Il Circo della Notte, di Erin Morgenstern. Santo cielo, mi piace così tanto che l’altro giorno in libreria stavo per comprarne una copia anche se a casa, in Italia, già ce l’ho. Non ci posso fare niente, mi piace troppo. La storia è intrigante e lo stile è delizioso.

  • Se ti dessero tutti i soldi del mondo qual è la prima cosa che compreresti?

Facilissimo, l’unico capriccio che non mi sono ancora concessa proprio perché è un capriccio e non ho soldi da spenderci dietro: Lego The Hobbit An Unespected Gathering, una confezione Lego ispirata all’omonimo film che mi dicono essere bellissima e che muoio dalla voglia di avere, per il semplice sfizio di montarla e averla in casa.

  • Quale consiglio mi daresti (su qualsiasi cosa)?

Credere nell’Universo. Credere che se ti lasci andare galleggerai e qualcosa ti sosterrà.

  • Perché hai creato un blog?

Per sfogarmi, per esprimermi, per esercizio di scrittura.

  • Sei una persona mattiniera o un gufo notturno?

Well, è divertente: sono una delle poche persone al mondo che salta su dal letto al suono della sveglia, ma allo stesso tempo sono capacissima di stare sveglia fin anche alle quattro se c’è bisogno di parlare o finire di lavorare ad un concorso. Insomma, non so cosa rispondere a questa domanda.

  • Qual è il tuo show televisivo preferito?

Direi How I Met Your Mother, anche se non mi piace troppo com’è finito. Però sono così affezionata ai personaggi che quando li vedo mi intenerisco troppo.

  • Se potessi essere un personaggio di un libro, telefilm o film quale vorresti essere?

Non ci ho mai pensato. E’ strano ma neanche da piccola mi capitava di pensare voglio essere quel personaggio. Comunque, per restare in argomento, Jo March. Mi sembra una che ha realizzato i suoi sogni, ha fatto delle belle cose, ha vissuto la sua storia d’amore e ha lottato per ciò a cui teneva.

  • Qual è il tuo musicista preferito?

Una volta avrei risposto Nightwish, i custodi di gran parte delle mie storie. La verità è che ora come ora mi piacerebbe da morire essere stata ad un concerto delle Celtic Women con la formazione del 2006, cosa che non potrò mai più fare. Ho anche un debole per un certo tipo di musica classic, ma mi piacerebbe dedicare un intero post all’argomento.

  • Se tu potessi sterminare la società, lo faresti?

…alla faccia della domanda. Diciamo che abbiamo fatto tanti errori (tanti errori) ma non credo che la speranza sia morta. Non ancora.

E adesso, visto che ho fatto così tardi (direte voi che non è tardi, ma io domani ho un appuntamento per colazione), vado a nanna. Il resto al post di domani, ciaociao!

Nido e Ramo

Ho dei seri problemi a scrivere questo post.

Volevo parlare di viaggi, di come mi sia resa conto di avere abbastanza soldi per un viaggetto (non spendo quasi niente!), di come mi affascini l’idea di andare in Scozia e Irlanda, che sono così vicine e così intriganti.

E poi ho iniziato a sentirmi male. A breve sarà il mio compleanno e volevo usarlo come scusa per tornare a casa, ma quando penso a com’è andata l’ultima volta…beh, sto male. Da una parte forse non potrà proprio tornare, perché in quei giorni i bambini sono ancora a scuola e i genitori sono via per lavoro, dall’altra…

Dall’altra mi chiedo che razza di persona potrebbe sentirsi meglio qui che a casa.

E mi chiedo se quello che sto facendo, volare alto e contare solo sulle mie ali, non sia soltanto per evitare il rischio di posarmi esausta su un ramo, sentirlo cedere sotto gli artigli e crollare a terra. O, peggio, tornare nel nido e trovarlo freddo.

La verità è che, alla fine dei giorni, nel buio della notte e in fondo a tutte le canzoni, la vera distanza non è tra l’Italia e l’Inghilterra ma tra ora e un momento che è troppo, troppo distante nel passato.

E stasera sono troppo triste per accendere la torcia di LightBringer e sperare che domani inizi a crescere ciò che ho piantato in questo ultimo mese.

Ti prego, Universo.

Battaglie e Vittorie

Oggi era di nuovo bank holiday. Ho come la sensazione che la settimana sarà divertente…

Uno si aspetterebbe che le difficoltà di comunicazione più grandi siano quelle tra due persone che non parlano la stessa lingua. Io sono qui da un mese: ho usato le parole, quando non bastava ho usato le mani, quando non bastava ho usato la mia faccia tonda e quando ancora non bastava ho abbracciato dolcemente il bambino in questione e ho accantonato le parole.

Sono perfino stata capace di farmi capire da Rusty, che non è neanche umano.

La verità è che le battaglie più grandi le sto combattendo con persone della mia stessa nazionalità, persone che sono state vicine o che hanno preteso di esserlo, persone con le quali mi sembra davvero di parlare un’altra lingua. Che ironia…e pensare che molte di quelle persone sono state così vicine al mio cuore.

Sì, ok, adesso basta.

Poi ci sono le vittorie: quando qualcuno ti dice molto ben scritto, o mi salvi la vita, grazie! Quando delle bambine di sei anni ti entrano in camera e ti chiedono aiuto per dipingere un pupazzo a forma di coniglio. Quando il momento del bagnetto si conclude senza uccisioni né spargimenti di sangue. Quando ti fanno complimenti per il tuo inglese. Quando anche i due grandi ti bussano alla porta per avere la buonanotte.

Mi sento noiosa. Felice e noiosa, ma non posso farci niente. Com’è bella questa vita noiosa e felice…

Il Sole nel piatto

Sunday, il giorno del Sole.

Oggi per la prima volta ho portato a passeggio Rusty, il terrier irlandese della mia host-family, ma credo che sia l’unica cosa sensata che ho fatto. Ok, no, ne ho fatta anche un’altra che però non posso spiegare. Diciamo solo che a volte tento di piegare l’Universo in modo che punti in una direzione, per togliermi dei piccoli sfizi innocui, e oggi sono finalmente riuscita a mettere le mani su una cosa.

Ho già detto che il parco di Reigate è immenso e bellissimo?

Oggi la mia giornata è stata l’opposto di quello che doveva essere, riposante e produttiva: non ho scritto, non ho letto, non ho fatto gioielli, non ho studiato, non ho dormito. Ho solo preparato la collana per un’amica e cercato invano di acquistare delle pinze su Amazon, senza le quali col cavolo che farò dei gioielli da vendere la settimana prossima.

D’altronde non è che tutte le giornate possano essere meravigliose e splendenti. Di due cose, però, mi sono resa conto oggi: uno, la mia host-mum è una persona straordinaria (ogni volta me lo dimentico così ogni volta posso scodinzolare come se fosse la prima volta) e due, sto sperimentando qui un tipo di esperienza amicale che in Italia non mi era mai capitato di sperimentare, e sto conoscendo un sacco di persone nuove e amabili (prima tra tutte, appunto, la precedente au pair di questa famiglia, che mi ha ospitata, sfamata e…beh, in un certo senso anche consolata).

Oggi ho tagliato a fettine un’intera cipolla, l’ho messa a soffriggere con una lattina di zuppa di pomodoro -ahimè, nella mia stupidità sono incapace di distinguere la zuppa di pomodoro (tomato soup) dalla salsa di pomodoro (tomato sauce)- e ci ho sbriciolato dentro del tofu, poi ci ho farcito una tortilla messicana e sono andata in terrazzo a mangiare.

C’era qualcosa, nel modo in cui il sole morente mi riempiva il piatto, che mi ha fatto sentire infinita.