Il Cavaliere del Sole

Ma ecco che dal letto del dolore, dalle lacrime della vergogna si alzerà un cavaliere più forte, un guerriero che brandisce la spada della luce.
Egli percorre il sentiero del sole, cammina a testa alta e i suoi occhi brillano.

e io ho appena sbattuto il naso nell’angolo della tv perché, nel buio, ho dimenticato di averla messa sulla cassettiera

Caspita, per una volta che ho l’incipit pseudo-biblico e una grande ripresa da festeggiare vado a rovinare tutto facendomi male in maniera discutibile. Bah.

Dunque: la giornata è stata costellata di riflessioni e discussioni, con persone gentili e preparate sull’argomento. Diciamo pure che è quello di cui avevo bisogno, e credo che l’Universo lo sapesse bene.

Quello che ho imparato oggi: non si tratta di fare delle scelte ma di combattere al massimo delle proprie forze per raggiungere un obiettivo. Se la sfida è troppo difficile…beh, non c’è disonore nell’inchinarsi alla vittoria di un avversario che si è combattuto con tutte le proprie forze.

Ed ora qualcosa di completamente diverso!

Oggi ho giocato a tennis, nel parco. Ho spulciato in metà dei charity in cerca di libri, perché di libri a poche sterline non se ne comprano mai abbastanza. Ho guardato ShadowHunter, perché ho trovato il libro intrigante –anche se non eccezionale– ed ero molto curiosa. Ho interrotto il peculiare divertimento di due bambini che se la spassavano oltre l’ora della buonanotte ma nonostante questo ho ricevuto da entrambi l’abbraccio della buonanotte, ed è qualcosa che non succede molto spesso.

Oh, pensandoci ho capito come mai…interessante.

Comunque ShadowHunter ha sempre un sacco di spunti mostruosamente intriganti ed elementi innovativi ma…still non mi piace la protagonista, troppo MarySue. A parte che io, già per conto mio, non apprezzo mai i protagonisti…mi prendo sempre la cotta per la spalla gentile del protagonista, il ragazzo con gli occhiali o la ragazza dolce e/o brillante. I protagonisti…li trovo sempre eccessivi.

Ma prima o poi riuscirò a rendere interessante e utile questo blog, vero?

E Ora?

Oggi è stata la giornata del dubbio.

Ieri mi è stato detto che tutto il mio lavoro di questi 4 mesi non era sufficiente, che non lavoro abbastanza, principalmente per tenere ordine, e che, nel caso non me ne fossi resa conto, il 70% del mio lavoro è occuparmi della casa, che palesemente questo lavoro non mi piace e che forse sarebbe il caso che trovassi qualcosa che mi entusiasma di più.

Tutto questo, va detto, con una grande cortesia e molta tranquillità.

Ora.

Io sono una persona che ha bisogno di certezze. Se qualcuno inizia l’esperienza dicendomi Certo, prometto di farti sapere subito se qualcosa non va e poi mi lascia a cullarmi nella falsa sicurezza di star facendo le cose per bene e che finalmente so gestire bene qualcosa io cerco di costruirmi delle certezze.

E non è che mi faccia bene, dopo quattro mesi, vedermele distruggere.

Potrebbe non esser la tua strada, sei molto brava con i bambini e sei estremamente creativa. Mi è perfino stata offerta un’onorevole via di fuga. E, ripeto, con grande gentilezza e affabilità.

Ma è tutto il giorno che stare in questa casa mi fa venire mal di testa. Tutto il giorno che non so come parlare con queste persone, tutto il giorno che i bambini mi sembrano persone di un’altra galassia. Tutto il giorno che l’inglese è fastidioso.

Mi guardo intorno e c’è troppo.

Ieri sera ho messo tutto in ordine. Stamattina quando sono scesa era già un campo di battaglia, bucce di frutta sul tavolo, scarpe sui mobili, valige aperte e lasciate là, tazze mezze piene -almeno quattro- e tutti i cuscini per terra.

Ho passato il mio giorno libero a pulire e sistemare, ho fatto due lavatrici per prendermi avanti. Sono tornati a casa e non se ne sono resi conto neanche per scherzo. Che hai fatto di bello oggi? Ho riordinato il casino che hai lasciato cucinando.

E mi riscopro cattiva. Amara. Tagliente e villana, ed è un incubo.

Ho parlato con le persone a me più vicine e il verdetto si divide in due: ritorcermi contro il consiglio che sempre do, se non ti piace qualcosa cambialo, e l’evegreen cresci, questa è la vita, questo è il lavoro.

Così sono intrappolata tra il panico del non voglio fare questa cosa per altri otto mesi -neanche tanti, si potrebbe dire- e il non piangerti addosso e impara a stare al mondo.

Devo Meditare.

Orgoglio e wow.

Si arrivava alle undici con soddisfazione, con orgoglio.

Con il bagaglio di chi si è preso parole anche oggi, di chi ha lavorato tutta la mattina nella vergogna, di chi ha fatto tanti pensieri –e lo dico con la consapevolezza che suona malissimo ma che sì, non sono pensieri spontanei ma rimuginamenti– di chi ha avuto paura.

Perché quando pensi che le cose vadano bene e la gente viene a dirti che vanno male e tu non te n’eri reso conto poi hai paura. Paura di non avere giudizio, paura di non saperti gestire, di non saper valutare, di fare cose le cose male, di fare errori dovunque, di… sì, esatto. Seghe mentali.

mi perdonino il francesismo ma non c’è sinonimo, sono seghe mentali e fine

Siamo adulti. Siamo persone mature. Siamo perfettamente in grado di capire i nostri errori e riparare. Ogni tanto, veramente, mi devo fermare e ricordare che non sono più all’asilo, o circondata da persone alte così.

Quindi ho ingranato la marcia, ho fatto quello che dovevo fare, ho chiesto scusa e fatto del mio meglio.

Di più: ho scritto. Dopo aver scritto un capitolo ieri ne ho scritto uno anche oggi, e mi è uscito bene, pure!

Quindi, soddisfattissima di me stessa dopo un’intensa sessione di scrittura, approdavo qui, per dire che sì, sono stata incauta ma sì, ho sempre la host-family più bella del mondo, la host-mum più comprensiva della terra e la fortuna di essere Baciata dall’Universo per tante belle cose, non ultimo il mio letto con Peluco messo in una posizione tale che sembra stia pat-pattando il materasso per dire Ehi, c’è posto anche per te.

E stasera arriva questo.

Che scrive benissimo. Le parole ti si sciolgono nella mente.

Che mi specchia.

Ha iniziato lui, a dire Sei me se fossi donna.

Io ho guardato la sua presentazione e ho pensato Potrei averla scritta io.

Poi ho letto il resto. E letto. E letto.

Scrive come me, ma meglio.

E quindi non sono solo soddisfatta e orgogliosa, sono anche wow.

Rimproverata

Mettiamola così.

Se da una parte sto scrivendo come un treno e mi rendo conto sempre di più di quanto io sia stupida a stare sulla soglia della mia stanza della creatività, dato che quando ci entro mi sento come un topo nel formaggio, dall’altra mi sento in colpa per essere stata rimproverata.

Ho ventisei anni, dovrei sapere come comportarmi per non essere rimproverata, no?

Purtroppo mi sono lasciata prendere la mano da questa cosa dello scrivere e siccome i gemelli non ci sono sto lavorando un terzo.

Oggi però mi sono presa parole. My fault, lo ammetto. Però non è piacevole.

Bed Island

Oggi ho girato la mia scrivania –se tale può essere chiamata un tavolino Ikea 50×60– in modo da guardare l’interno della stanza anziché la finestra e quando mi sono seduta e mi è caduto l’occhio sul mio letto mi è venuto da ridere…

Innanzitutto, dato che qui usano i piumoni e non le lenzuola, è un letto volante: i piumoni vanno dovunque –anche se sopra hanno una coperta color vinaccia che credo pesi quanto me– e quindi più che un letto sembra una tempesta. Poi –siccome io nel letto non ci dormo solo, ci vivo– è pieno di oggetti…

La prima cosa che salta agli occhi sono le quattro pagine di mappa strappate all’atlante stradale del mio host-dad -lo stava buttando, io ho solo fermato qualche pagina– che voglio usare per farmi una cartina e iniziare un po’ a capire qualcosa della geografia del luogo.

La seconda sono le pagine –strappate stavolta alla guida della Loncon– dei tre articoli su Robin Hobb che sto traducendo dall’inglese per il mio forum, il Blood Memories, lucidi e pieni di annotazioni.

Ho contato tre penne, intanto, sparse per il letto.

Nell’angolo più vicino a me c’è un martello. Già, uno di quelli brutti, con la testa tonda da una parte e le due punte affilate dall’altra. E’ sottile e ha l’aria malefica…

C’è una coperta blu morbidissima, nell’angolo opposto, e il mio pigiama –quello che faccio finta di usare, dato che di notte mi piace sentire sulla pelle solo il piumone– mezzo sotto il cuscino.

Dormo con due cuscini: sono troppo morbidi per servire a qualcosa da soli e poi è bellissimo sovrapporli appena e dormire abbracciata ad uno dei due.

Nel terzo angolo c’è Fool’s Assassin, in compagnia del taccuino su cui da giorni scribacchio le idee per il mio nuovo progetto. Ah, c’è anche una quarta penna, non l’avevo vista. Poco più in basso ci sono anche tre fogli con gli schizzi delle protagoniste.

Da qualche parte, sotto le coperte, c’è la tecnologia: il mio cellulare di scorta –che funziona solo come MP3, praticamente– e Harlequin, che a dirla tutta mi sta chiamando da quando mi sono seduta.

 

Oggi mi sono iscritta a Ask, quindi se c’è qualche cosa che volete proporre su questo blog ora lo potete fare. Ecco il link: CLICK! Pare che possa lasciare messaggi anche chi non è iscritto quindi è una cosa anche facile. Buonanotte!

Almost There

Ma ecco…

…eh, niente. Faceva molto biblico e mi piaceva iniziare così.

 

Oggi mi sono impegnata.

Ho tenuto scrupolosamente in ordine la cucina, ho fatto tutte le lavatrici possibili immaginabili, ho steso tutta la biancheria possibile immaginabile, ho piegato tutto.

Ho perfino messo in ordine la mia camera!

Sono stata molto attenta a non piantarmi su internet a caso -l’ho fatto solo per documentazione- e a mettermi al pc solo dopo aver finito tutto quello che dovevo fare.

Ho passato anche un’oretta a lavorare sulle idee del mio attuale progetto –ho inserito una variegata controparte maschile alle mie eroine ma non so se si possa considerare un passo avanti o no– e ho perfino trovato il tempo di leggere una manciata di capitoli di Fool’s Assassin, giusto perché altrimenti la discussione di questo nuovissimo libro di Robin Hobb non avverrà mai.

 

Incredibilmente ho anche trovato il tempo per le mie sorelle, alcune amiche –specie una con cui sono stata su Skype per un’ora e mezza, a palleggiarci idee e ridere come sciocche– e i bambini grandi, che stasera sono tornati! Sarà un’esperienza nuova avere in casa solo loro e non i gemelli e voglio vedere se riescono a tenere la casa ad un livello gestibile almeno per un po’.

Sono soddisfatta? Direi di sì.

Ho fatto quello che dovevo fare? …eh…se si calcola che progettavo di pubblicare un nuovo capitolo anche stasera e che invece la suddivisione della trama in capitoli ancora non è pronta…no.

Però ho fatto tanto, in tante direzioni, e posso essere fiera di me stessa.