Arrivederci!

…che pare che quando sparo un titolo a caso alla fine sia più azzeccato di tanti.

Come sempre il post ha un fuso orario con la realtà: scrivo che sono le 5.22 ma pubblico retroattivamente per questioni pratiche. Del resto se ancora non sono andata a letto stiamo sempre parlando della giornata del 31 Dicembre, no?

Abbiamo riso, scherzato, giocato a carte, acceso le stelline di Capodanno, mangiato cose deliziose, preso tanti complimenti per la torta –la settima in un mese, credo– ricevuto qualche regalino e passato insomma una serata piacevole e colma d’amore. Eh sì, l’ennesima serata-che-non-ti-aspetti.

Oggi sono stata dalla psicologa.

Ho cominciato più di dieci anni fa, quando ho iniziato ad avere problemi a scuola, e non ho mai smesso, vuoi per il tentativo di mia madre di curare la mia confusione sentimentale vuoi per metabolizzare poi il lutto. Col tempo gli incontri sono stati sempre più sporadici e negli ultimi due anni sono stata forse a quattro incontri ma è sempre un’esperienza andare da qualcuno di cui ti fidi, sentire di poter dire tutto e riceverne una lettura competente ed equilibrata.

Da parte mia poi non ho mai pensato che andare dallo psicologo significasse essere matti o malati. Quando si hanno problemi alla pelle si va da un esperto finché non sono risolti, no? Ebbene, un po’ alla volta sto risolvendo anche i miei.

I risultati sono confortanti, comunque: da qualche anno a questa parte non faccio altro che fare rapporto sull’andamento di alcuni ambiti –famiglia, amore, lavoro…poi ci sono quei due tre punti fissi problematici che vanno sempre approfonditi– e ricevere approvazione dalla psicologa che mi segue. Non è compito suo trovare le soluzioni alle mie beghe ma cercare di fornirmi le risorse adatte perché io ci arrivi da sola.

Dunque stamattina ho preso e ho praticamente riassunto l’andamento di questo 2014, con l’esperienza in Inghilterra, il confronto con la mia ex dopo 3 anni, il ritorno a casa in una situazione non proprio idilliaca e alcune prese di posizione, manifestando come l’ultimo periodo mi abbia quasi gettata nella depressione –che è un po’ il motivo per cui avevo chiesto il colloquio– e le difficoltà di tipo sociale che sto avendo.

Mentre parlavo, naturalmente, è successa una cosa stranissima: più andavo avanti più mi rendevo conto di quello che ho veramente fatto quest’anno, in una visione d’insieme che non ha nulla a che vedere con la momentanea disperazione che fin troppo facilmente mi assale. E non mi sono sorpresa nel sentire che la mia psicologa guardava con approvazione a tutti questi mutamenti e ne era soddisfatta.

E’ vero, quando siamo impantanati nelle situazioni non siamo in grado di staccarcene nemmeno quel poco che basterebbe per farcele apparire molto meno opprimenti e insostenibili. Questa è un’altra delle cose che dimentico fin troppo facilmente.

E poi ho infranto il mio stesso giuramento.

Ci ho pensato a lungo…cos’è peggio, continuare a desiderare di contattare una persona –e per questo non togliersela mai dalla testa– o contattarla per comunicare le ultime cose più importanti e poi cercare di andare avanti? Quando l’Universo ha detto ben masticato è mezzo digerito pensavo si riferisse a questo, al fatto che eliminare quel rimpianto fosse il primo passo per la liberazione, quindi ho ceduto: ho mandato degli auguri speciali, sperando che tutto quel casino rimanga nel 2014 e non si faccia più vedere.

Arrivederci quindi, 2014: un altro gradino verso il futuro ma speriamo che il 2015 sia migliore!

 

PS: che ne dite della mia sorpresa? Vi piace? *_* Io la adoro!

Buon Anno Nuovo!

No, niente fuso orario, ho semplicemente guardato Capodanno a New York –altro che cinepanettoni– con le mie sorelle, stasera, e la mia mente è già oltre: l’idea che l’ultimo dell’anno sia in realtà domani non mi sfiora minimamente.

Non sono sicura di sapere in che punto della linea temporale mi sono persa.

Non sarò banale nel chiedervi cosa fate domani sera: ognuno ha la sua idea di festeggiamento, ognuno è libero di pensare al futuro –non è forse questo il senso dell’ultimo dell’anno?– nel modo che preferisce e con le persone che preferisce. Se il festeggiamento ideale include gatti per me pure va bene, perché no? Se ne avessi festeggerei anche io con loro.

Dunque, cosa avete in mente per il prossimo anno? So bene che il primo Gennaio è un momento come un altro per iniziare a costruire cose o fare propositi o iniziare diete e abbonamenti in palestra –perché, diciamocelo, dopo le feste metà delle persone lamenta certi problemi– ma non si può negare che sia una data simbolica che parecchi si ritrovano a sfruttare.

Io facevo questa lista di propositi con i miei amici, oggi:

  1. trovarmi un lavoretto in Inghilterra
  2. scrivere un altro libro
  3. entrare in un coro a cappella
  4. tornare alla mia fase uomo
  5. incontrare una persona speciale

Il punto 1 è semplice: con sole 4 ore di lavoro al giorno posso trovare un lavoretto, o mettermi a vendere i miei gioielli. Staremo a vedere.

Il punto 2 è altrettanto palese: archiviato –o messo da parte– Seareen vorrei tanto scrivere un F/F per una casa editrice scoperta di recente ma al momento sto masticando una storia in attesa di illuminazioni.

Il punto 3 è fondamentale, dopo la brutta sorpresa del mio coro qui in Italia, ma sono convinta che non ci vorrà molto.

Il mio preferito è il punto 4: in questi giorni mia sorella ha ripescato qualche vecchia foto di famiglia tra cui anche una foto di sei-sette anni fa –o anche di più, pensandoci– nella quale pesavo attorno ai 60 kg e avevo capelli lunghi un dito che tenevo alti con il gel.

Ero un figo.

No, veramente, stavo benissimo. Avevo una pelle che faceva spavento ma ero anche un’adolescente, non c’è molto da stupirsi. Vedermi così magra, così androgina, così spavalda e cool mi ha fatto venir voglia di tornare a quelle misure: se gioco bene le mie carte sono certa di riuscirci ma sarà una delle sfide più grosse.

oh, e si tratta di una confessione tra me e voi, naturalmente, una cosa privata

Il punto 5 non credo abbia bisogno di spiegazioni, no? Lasciarmi finalmente alle spalle la mia ex –come se non sentissi il suo richiamo ormai da due settimane– e incontrare qualcuno di speciale. Non la persona speciale –ammesso che esista– ma qualcuno di interessante e unico.

Ora, se io non avessi domani una giornata super impegnativa –tra inviti, imprese culinarie e altro– mi piacerebbe compilare la mia lista dei 101 desideri. Sono certissima di avervene parlato ma per i più distratti la ripeterò: si tratta di una lista di desideri che va letta ogni giorno e che dovrebbe spingere l’Universo a farli avverare.

Due cose bellissime ho imparato dal film che ho appena finito di vedere, due cose che hanno a che fare con il cibo e con la determinazione: la prima è non ne ho bisogno, la frase con cui l’infermiera Aimee –Halle Berry, by the way– rifiuta la fetta di torta offertale per festeggiare. E’ geniale: quante volte mangiamo con la mente invece che con la pancia? Una cosa che avevo cercato di ricordarmi –ma che inserirò nella mia routine quotidiana– è non è attraverso la bocca che nutrirai la tua anima.

Poi boh, io non ho un rapporto idilliaco con il mio corpo, quindi queste cose per me sono importantissime.

La seconda cosa, molto più bella, è pensate a cosa vorreste fare se aveste la certezza di riuscire, poi alzatevi in piedi e fatela. Secondo me è una cosa semplicemente fantastica, avere il coraggio di affrontare qualunque cosa senza preoccuparsi di fallire. Anche perché cade, ancora una volta, sotto i 4 accordi: tentare è fare del proprio meglio, se si vince è bene, se si perde…si ha comunque fatto del proprio meglio, senza avere niente da rimproverarsi.

Io, al momento, mi sto mangiando le mani: nello spirito vacanziero e festaiolo degli ultimi giorni non ho fatto nulla e oggi che mi sono venute in mente millemila cose –tra cui anche preparare un regalo per il nuovo anno per chi mi legge– mi ritrovo con zero tempo per farle.

Universo, mica che potresti, che ne so, offrirmi una tredicesima ora come quelle di Westerfield?

 

Si Danza di Nuovo

Cosa aspettavate a dirmi che dopodomani è l’ultimo dell’anno?

faccio questo errore ogni anno, abbasso la guardia dopo Natale e in un attimo vien Capodanno

Il fatto è che non sono abituata a usare il calendario. Nel 2015 lo dovrò fare, specie perché la carissima A me ne ha regalato uno che veramente non posso lasciare a casa, ma nel frattempo sono ancora in balia di mia sorella E, che alla fine di ogni mese dovrebbe disegnare il foglio del mese entrante ed attaccarlo sul calendario che ci stiamo costruendo ormai da cinque anni.

ebbene sì, appeso in cucina c’è questo cimelio che ad ogni mese riceve un foglio in più: ormai è possibile risalire in fretta agli impegni dello stesso mese nelle annate precedenti, le feste, i concerti e perfino le ore di babysitting

Ma sto effettivamente divagando, un po’ perché sono reduce da una mezz’ora di assurda pennichella sui divani più fantastici del mondo –argomento già sviscerato in precedenza– un po’ perché sono preda di una situazione un po’ bizzarra.

Sempre più spesso ormai mi capita di svegliarmi la mattina con i postumi del sogno in mente, o fermarmi durante il giorno con un ricordo in testa e senza ricordare se corrisponde a realtà o meno. Oggi ho avuto una conversazione su What’s App che potrebbe effettivamente essere parte di un sogno, o no. E’ una cosa che ho in qualche modo desiderato a lungo, una scoperta piacevole che offre scenari intriganti ma non riesco a togliermi dalla testa l’idea che sia solo un sogno.

sento l’Universo ridere. E’ in momenti come questi che mi chiedo se le notizie allettanti siano indicazioni tipo prendi questa strada o l’esatto contrario

Io stamattina ero partita bene: finalmente incontrata la mia amica E nella sua pausa natalizia in Veneto –quando di solito risiede a Domodossola– abbiamo condiviso delle adorabili chiacchiere di fronte ad una colazione perfetta ed un piacevole blitz al mercato. Avevo già il titolo del post di oggi, Toglietemi Tutto ma non i Calzini, giacché non posso farci niente, quando vado al mercato e vedo quei calzerotti di caldo cotone –non so che diavoleria sia ma per me sono semplicemente perfetti– a colori vivaci non riesco a resistere e ne devo comprare almeno un pacco –tre paia– se non di più.

nove paia, oggi, ma tre le ho regalate

E invece no, questa cosa mi è capitata tra capo e collo e ora bisogna rimettersi in pista per la danza della diplomazia, quel gioco al quale non ho mai imparato a giocare, quella cosa che fanno le persone normali, mi interessi ma non te lo dico, te lo faccio capire e vediamo se rispondi, mando segnali ma non mi espongo.

 

Non lo so fare. Non ce la posso fare.

Nuvole, Saggezza e una Lettera a Me

Qualche tempo fa la mia cara amica A mi passò un link ad una bellissima pagina che raccoglieva 45 lezioni di vita di una donna anziana. Ricordo che all’epoca le lessi con molto interesse e le trovai splendide, sentendo subito il desiderio di condividerle con voi in un post dedicato.

Credo che siano passati mesi da quel giorno e io non ho ancora trovato il tempo di scrivere un post serio e portarveli. In realtà credo che ognuno di loro meriti un post a sé stante, un post per camminare insieme e assaporare una per una quelle parole di saggezza.

Mi è tornato in mente questo mio intento perché oggi sono convinta di aver imparato una lezione molto importante, e cioè di lasciar scorrere. Mi sono sentita di cattivo umore per quale ora, oggi, di fronte ad una persona che non riuscivo a raggiungere, di fronte al coro dal quale mi sono dovuta allontanare, di fronte a rapporti che non posso condividere. Sì, quando una cosa mi fa soffrire mi inghiotte completamente e potreste quasi vedermi tutt’attorno una nuvoletta nera e colma di risentimento.

Il che non è molto furbo, perché quando sono di questo umore ho solo bisogno di abbracci. E allora cosa bisogna fare, indossare una felpa con scritto Ho Bisogno di Abbracci?

Probabilmente sì.

Sta di fatto che me ne stavo crogiolandomi nella mia nuvoletta nera, in preda alla cattiveria e all’astio, concedendomi unicamente qualche furtivo sguardo ai meravigliosi zigomi del Principe dei Corvi –io inizio a pensare che la cosa per me più sexy in un uomo, dopo la passione per i libri, siano gli zigomi– quand’ecco che sono stata liberata. Ho canticchiato qualcosa, credo Will You Be There, del quale il mio ex -bisogna ammetterlo- fa un’interpretazione sublime, e mi sono sentita meglio.

Perché mi sono detta farsi inghiottire da una nuvoletta, perché farsi del male così quando si può decidere di essere altro e lasciare da una parte la nuvoletta?

Sono abbastanza fiera di questo mio pensiero, perché è una cosa che sento sempre dire ma che non sono mai riuscita a sentire personalmente. Del resto se uno sta male cosa dovrebbe fare? E io, di fronte agli zigomi, stavo proprio male.

sto cercando di fare mente locale e ripensare a quali lettori del blog potrebbero conoscere il mio Principe dei Corvi. Mi sa che non ce ne sono…

Tutto questo per dire che a volte mi sento proprio scema. Qualche volta, come oggi, di fronte a grandi lezioni dell’Universo –perché sono sempre lezioni sue, non c’è dubbio– vorrei tatuarmi la sua saggezza addosso, vorrei appendere striscioni, vorrei dipingere gigantografie nella mia stanza in modo da tenermele sempre in mente.

Invece le dimentico di continuo.

Vola più in alto è quella che ricordo meno: significa cerca di vedere le cose da una prospettiva più elevata e vedrai che c’è un altro pezzo di strada da fare e che non avrai bisogno di quel peso.

sarebbe l’una e diciotto, se qualcosa non vi è chiaro sentitevi in diritto di chiedere lumi

Al momento, dato che la partenza è vicina –20 giorni più o meno– sarebbe opportuno per me fermarmi, meditare seriamente –se ci riesco– e scrivermi una lettera.

Qualcuno –il Principe degli Idioti, mi è stato detto– scrive lettere al sé stesso del futuro, qualcuno –Ted Mosby– le scrive per ricordarsi il motivo per cui stare con qualcuno non è una buona idea. Io dovrei approfittare di una giornata di sole –e parlo di sole psichico, naturalmente– e scrivermi una lettera di consolazione, di forza, di amore, per spronarmi e ricordarmi sempre le risorse che ho e che mi tireranno sempre fuori dai guai.

Lo dovrei proprio fare, mi sa. Fatelo anche voi!

Candore

Solo le 3.20.

No, così, tanto per calarvi nella situazione.

Oggi, come promesso dalle previsioni, ha nevicato per quasi tutto il giorno, smettendo solo durante il concerto di stasera. Lodiamo l’organizzazione della provincia di Vicenza perché, fiocchi dal cielo a parte, guidare non è stato per niente disagevole.

Ma comunque.

Mi sono chiesta per tutto il giorno come mai la vista della neve ci mette così di buon umore o ci affascina così tanto. Non ho trovato una risposta e certo non la troverò adesso che la mia mente glissa e gli occhi non riescono nemmeno a mettere a fuoco i tasti del pc.

Il fatto è che avevo in mente un discorso, che aveva a che fare con il confronto con la vita di altre persone, con l’idea di condividere il proprio corpo solo con persone che si sente di amare, con il tentativo di giudicare se una cosa sia normale o meno.

Ci sono state solo tre persone, nella mia vita, tre persone che ero convinta di amare, tre persone per le quali ho perso la testa e che mi hanno, in modi diversi, tradito e deluso. Tre storie che sono, di fatto, durate 8 anni, 8 mesi e 8 giorni. La prossima durerà 8 ore, quindi?

Volevo chiedermi se pecco di iniziativa. Se pecco di noia, se l’idea di concedersi solo a chi sia ama sia superata. Se il fatto che nessuna delle mie tre storie sia stata normale rispecchi l’anormalità della mia anima.

Ho guardato la vita di una conoscente, oggi, per il semplice fatto che il mio brevissimo elenco impallidisce di fronte alla sua lunga lista di baci. Ho baciato solo tre persone, persone in cui credevo, e mi chiedo se questo mio modo di fare sia…mi chiedo quale valore abbia questo modo do fare, se sia apprezzabile o meno.

E l’avrete capito anche voi che l’orario –al momento 3.45– mi mette in seria difficoltà e non so come proseguire.

Il Natale dell’Universo

Ho sonno e sono contenta. Ho l’impressione che l’Universo mi abbia impacchettato una bella giornata come regalo di Natale, colma di cose buone che mi sono goduta moltissimo.

Ho iniziato con un pane dolce speciale, fatto ieri sera dopo l’ennesima torta, inzuppato nel latte perché è il modo migliore per apprezzare la pasta del pandolce. Ho proseguito con un pranzo allegro con i miei cugini, pieno di follia, cose buone –anche se meno vegane di ieri. Le patate al forno erano deliziose– e giochi di società di dubbio gusto.

Voglio dire, abbiamo nei geni una malattia che potrebbe renderci tutti ciechi e ci siamo messi a giocare a Tactil. Tactil, presente? Si indossano delle maschere che coprono gli occhi e si toccano delle sagomine di cartoncino cercando di indovinare cosa rappresentano. Comunque ho vinto io.

Ho ricevuto dei soldini per Natale, con i quali procurarmi qualche interessante indumento da portare in Inghilterra o quelle piccole cose che mi servono prima di partire. Ho trascorso un po’ di tempo a coccolare la mia sorellina. Ho mangiato dei datteri deliziosi.

E poi –inaspettatamente, dato che le cose organizzate all’ultimo momento difficilmente hanno proseliti– sono riuscita ad organizzare di andare al cinema con un amico, a vedere lo Hobbit-La Battaglia delle Cinque Armate –e qualcuno mi spieghi quali sarebbero queste cinque armate– per chiudere la trilogia.

E’ stato bello: come per il secondo ci sono state polemiche, e francamente la credibilità di Legolas è andata a picco quando ha iniziato a scalare a balzi una torre che si sbriciolava sotto i suoi piedi ma in ogni caso è stato intenso, agghiacciante e molto…commovente? Quando si arriva alla fine, quando Bilbo torna a casa –lo sapevate tutti, solo che non sapete ancora a che prezzo– e tutto è verde nella Contea, tu senti il cuore alleggerirsi e pensi alla quercia che crescerà, e che lui…

…no, questo è fangirlare, e non si fa.

Quindi grazie, Universo, perché un pacchettino così speciale era proprio quello che mi serviva per andare bene incontro al nuovo anno.

Il Natale Che Non Ti Aspetti

Penso che metterò giù il pc e mi addormenterò sul divano.

Ho mai parlato del mio smodato amore per questo divano? Ora capisco tante cose, non avevo mai incontrato quello giusto. Questo è blu elettrico e ha cuscini fucsia, sabbia e marroni –detta così sembra un pugno in un occhio ma l’effetto è gradevolissimo, prima o poi farò una foto– a diversi gradi di morbidezza. Giuro, prima di andare via passerò una notte sul divano.

L’orologio fa l’una e un quarto e io ho appena finito di cucinare la terza in due giorni/sesta in dieci giorni Torta Stellata alla Nutella, perché domani –non paghi di quella di oggi– abbiamo una seconda riunione di famiglia: oggi siamo stati dalla nonna materna, domani dai nonni paterni.

Bello. La classica giornata a parlare con parenti che non vedi da mesi, di scuola, università, partner –notare che nessuno dei tre è argomento per me, sigh– fare i cretini e riprometterci di organizzare una cena di soli cugini che alla fine non facciamo mai.

Non posso lamentarmi della mia famiglia materna: la nonna ha avuto sette figli e anche le famiglie vivono in paesi diversi siamo ancora piuttosto legati. Noi cugini –siamo 15, spalmati tra il 1980 e il 2010– abbiamo un buon rapporto e ci divertiamo moltissimo quando ci troviamo. Oggi l’atmosfera era meravigliosa, il pranzo vegano era intrigante e leggero –la verza saltata con pomodori secchi è di una bontà che non ti aspetti– e anche la presenza della donna di mio padre, che normalmente mi avrebbe innervosito tutto il giorno, è stata meno problematica di quanto mi aspettassi.

E’ stato uno strano Natale: quest’anno non fa affatto freddo –anche se pare che dopodomani il Veneto sarà sommerso dalla neve– e oggi è stato bel tempo tutto il giorno. Non è il genere di Natale che ti aspetti e oggi, guardando fuori dalla finestra nel bel mezzo dei festeggiamenti, non potevo fare a meno di chiedermi se fosse veramente inverno.

Non che faccia caldo, intendiamoci ma siamo ben lontani da quel freddo pungente che viene in mente quando si parla di Natale.

Oggi mi ero rassegnata a non ricevere nulla in regalo: le mie sorelle potrebbero aver escogitato qualcosa ma credo che debba ancora arrivare, per posta, e quando siamo in famiglia sopra i 12 anni vale il regalo-famiglia, che in genere consiste in qualcosa di buono da mangiare.

no, non stile orfanelli di Dickens: sughi particolari, prodotti tipici o fatti in casa dalle famiglie stesse

Invece la donna di mio padre ha avuto per me un pensiero carinissimo e mi ha regalato due set di pirottini di silicone dell’Ikea, in modo che la prossima volta che ho voglia di fare cupcake posso usarli al posto di quelli di carta, che si deformano mostruosamente.

Sì, oggi ho avuto una bella giornata: ho pensato poco, ho abbracciato tanto e mi sono divertita anche di più. Ah, e sto preparando una sorpresa anche per il nuovo anno, restate sintonizzati!