Ancora tu?

Dalla mia finestra si vede solo cielo.

Sfumato, come una pietra preziosa grezza, così invitante da sembrare velluto, due tonalità di blu che sfumano l’una nell’altra, e se inclino la testa un po’ entra nel quadrato del lucernario la silhouette della cima di un albero.

E io amo le silhouette nere contro il cielo in maniera travolgente.

Dunque, ricordate quando ieri ho detto che l’Universo non poteva rendermi più felice?

Naturalmente poteva eccome, e dopo un paio di giorni di malinconia –eccetto che per il regalo più delizioso e tenero che si potesse avere in un momento di tristezza, grazie Maxim! ❤ – ha ben pensato di farmi vincere un concorso –al quale come al solito ho aderito senza sperarci troppo– che metteva in palio una maglietta con la –mezza– faccia dell’attore per cui ho una cotta mostruosa.

Sono poco felice, come potete immaginare.

Ieri poi l’ho fatta grossa: mentre preparavo la tavola ho inavvertitamente fatto cadere sul pavimento una busta di formaggio grattugiato. Ora, immaginatevi la scena, ero davanti ai miei bambini e mi sentivo una cretina, perché sono anni e anni e anni che ho degli ottimi riflessi e oggi ho fatto un numero di giocoleria pazzesco con Harlequin e il mio cellulare senza farne cadere nemmeno uno! Purtroppo però ieri metà del formaggio è finito per terra e io mi sono sentita una merdina.

I’m so so so so so stupid!

Neanche il tempo di finire e T, la maggiore –11 anni– si volta verso di me –avevamo appena finito di litigare per non so quale stupida ragione– e inizia scocciatissima dicendo che non sono stupida, che queste cose capitano a tutti, che un giorno J –il fratellino, 10 anni– ha combinato questo questo e questo e che non dovevo darmi della stupida ecc ecc ecc.

confesso candidamente di aver perso il filo del discorso dopo un po’, troppo commossa dalla cosa

Di oggi ricordo poco: momenti di ilarità dovuta a cose che leggo, momenti di tristezza per l’essermi trovata da sola in casa per un po’, momenti di estasi dovuta ai pezzi di avocado che rimangono nel mio frullato di avocado, fragole e banana, momenti in cui sarò troppo sfacciata? momenti in cui tutto ciò è un po’ sospetto -grazie Fe’– momenti in cui adesso scriviamo una fanfiction seria, un grandioso crossover –sempre grazie Fe’– e momenti in cui morditi la lingua per non dire quelle cose.

Prima o poi, ok?

Riso

Difficile che l’Universo mi renda più felice.

Non tanto perché non ne sia in grado quanto perché mi sento così soddisfatta e contenta che non c’è bisogno di andare oltre, quindi posto adesso, in preda all’estasi di fusa.

Sono appena tornata a casa dalla spesa, dove finalmente da brava bambina ho lasciato perdere i Doritos –sigh, pensare che son così buoni– per concentrarmi su verdura, frutta e riso.

Oggi Maxim stava mangiando qualcosa di così appetitoso –riso integrale, tonno e olive– che proprio non ce l’ho fatta a resistere e l’ho fatto anche io: ho saltato tonno, cipolla e olive mentre il riso bolliva e ho aggiunto un avanzo di salsa dolce-piccante che il mio host father non ha usato l’altra sera.

Credo che lo farò diventare il mio piatto nazionale.

 

Cosa lo rende tanto delizioso?

Sapere che è qualcosa di sano che mi sono fatta solo per me?
L’impegno che ci ho messo dopo tanti giorni di cibo fatto un po’ a caso?
Il sole che entrava dalle finestre nonostante il temo cretino?
Il fatto che, in differita di qualche ora, anche Maxim lo stesse mangiando?
La lettura –Mangia Prega, Ama– che lo ha accompagnato?

 

Non lo so e francamente poco m’interessa. So solo che oltre ad avere il pancino pieno, una volta finito il riso, anche il mio cuore era pieno.

 

Su Di Me, again

1.Do you want a boyfriend or girlfriend?
Al momento sto pensando ad una ragazza.

2.When did your last hug take place?
Mioddio. Troppo tempo fa. Probabilmente quando sono partita e mio padre mi ha abbracciato.

3.Are you a jealous person?
Moltissimo, specie di quello che non è mio.

4.Are you tired right now?
Moltissimo again. Di molte cose.

5.Do you chew on your straws?
Sì, ma solo alla fine.

6.Have you ever been called a tease?
Assolutamente!

7.Have you ever been awake for 48 hours straight?
Non ho ancora avuto il piacere.

8.Do you cry easily?
Decisamente sì.

9.What should you be doing right now?
Lavarmi i denti, mettermi il pigiama e finire l’ultimissima puntata di SPN.

10.Are you a heavy sleeper?
“Iku, tu dai al termine sonno pesante una dimensione mai vista prima”

11.Do you think you can last in a relationship for 6 months?
Assolutamente sì.

12.Are you mad at someone right now?
Me stessa.

13.Do you believe in love?
Forse una volta. Adesso è una cosa diversa.

14.What makes you laugh no matter what?
Jensen che ride.

15.Who was the last person you talked to?
La mia host mum. O Maxim, in chat.

16.Do you get butterflies around the person you like?
Certo. Grosse e anche violente.

17.Will you get married?
E’ una bellissima domanda.

18.When was the last time you smiled?
Due minuti fa, quando Sarfie è entrato in camera mia per la prima volta in tre settimane.

19.Does anyone like you?
Non credo proprio.

20.Do you secretly like someone?
Al momento sì.

21.Who was the first person you talked to today?
J, uno dei miei bambini, per svegliarlo.

22.Who do you feel most comfortable talking to about anything?
Ci sono un paio di persone…

23.What are you NOT looking forward to?
La fine della decima stagione di SPN.

24.What ARE you looking forward to?
La puntata di domani sera.

25.Has someone of the opposite sex ever told you they loved you, and meant it?
Sì. Peccato che non sia durata.

26.Suppose you see your ex kissing another person what would you do?
Impazzirei. Esploderei. Piangerei e implorerei perdono.

27.Do you plan on moving out within the next year?
Chi lo sa? Tutto può succedere.

28.Are you a forgiving person?
Sì. Anche troppo.

29.How many TRUE friends do you have?
Definiamo VERI. E’ una cosa che non ho mai saputo definire.

30.Do you fall for people easily?
Sì, anche troppo, again.

31.Have you ever fallen for your ex’s best friend?
Ma nemmeno per idea!

32.What’s the last thing you put in your mouth?
Una bottiglia d’acqua. E l’ultima cosa che ho mangiato è stata…un cucchiaino di yogurt.

33.Who was the last person you drove with?
Come passeggero il tassista, come autista…non mi ricordo. E’ passato almeno un mese.

34.How late did you stay up last night and why?
Ho spento le luci alle dieci, perché avevo sonno.

35.If you could move somewhere else, would you?
Mi piacerebbe tornare a vivere a Reigate ma sto benissimo anche qui.

36.Who was the last person you took a picture of?
Me stessa. Se conta, il gatto.

37.Can you live a day without TV?
Lo faccio ormai da anni.

38.When was the last time you were extremely disappointed?
Aha, stamattina. E che schifo.

39.Have you ever found it hard to tell someone you like them?
Certo. Ma poi alla fine lo faccio lo stesso. SEMPRE.

40.Are you currently in a relationship?
Assolutamente NO.

41.What is your all-time favorite romance movie?
Ieri mattina avrei risposto C’è posta per te, oggi potrei aggiungere anche Ten Inch Hero.

42.Do you believe that everyone has a soul-mate?
Sì, ma che sia quasi impossibile trovarla e che si possano amare anche altre persone.

43.What’s your current problem?
Che sono una persona senza uno scopo.

44.Have you ever had your heart broken?
Sì. Magari non tantissime volte ma quasi al punto di morire.

45.Your thoughts of long distance relationships?
Non saprei, sono una persona molto fisica.

46.How many kids do you want to have?
Lasciatemi avere il primo poi ne riparliamo.

 

Neanche si nota che stasera ero troppo sottotono per mettere in piedi un post decente.

Ten Inch Hero

Eccovi un post completamente asettico, per il semplice motivo che se qualcuno urtasse gli atomi di cui è composto il mio corpo essi schizzerebbero istantaneamente in tutte le direzioni.

Sto male, mi manca mia madre, mi manca la mia ex bla bla le solite cose, tutte insieme. Mi sento come se l’unica porta presso la quale ripararmi dalla pioggia sia stata murata, cancellata dalle mappe, assolutamente sparita.

Fingiamo che non sia mai accaduto e vi racconto un film.

 

C’è una paninoteca, a Santa Monica, dove lavorano solo persone strambe.

C’è Jess, timidissima, esperta di computer e perdutamente innamorata di Sfumato22, un misterioso individuo conosciuto in rete.

C’è Tish, meravigliosa creatura che raggira gli uomini fingendo di non aver mai raggiunto l’orgasmo per ottenere strepitose prestazioni sessuali.

C’è Piper, artista, che otto anni prima ha dato in adozione la figlia Julia ad una famiglia con cui ora vorrebbe rimettersi in contatto.

C’è Trucker, il proprietario, un surfista hippie innamorato perso di Zo, la bellissima donna che vende cristalli dall’altra parte della strada.

C’è Priestly, il cuoco, la cui cresta ha ogni giorno un colore diverso, le cui magliette hanno tonalità e motti incredibili e il cui viso ha più buchi di quelli che dovrebbe avere.

Un’allegra famiglia le cui storie sono frizzanti, assurde e impreviste.

Come quando Piper conosce la figlia Julia e si ritrova a darle lezioni d’arte.

Come quando Sfumato22 inizia a desiderare di conoscere Jess.

Come quando Trish finalmente si innamora.

Ho amato il tono del film, dolce ma profondo, crudo ma scanzonato, divertente e meno prevedibile di quello che credessi. Ho apprezzato come parla della bellezza, ne ho apprezzato i dialoghi non scontati, le dinamiche frizzanti e il modo in cui i personaggi legano tra di loro, l’atmosfera familiare, il sostegno incondizionato.

Non è mai stato doppiato in italiano –né, ho scoperto dopo, distribuito nelle sale cinematografiche– ma è un film bellissimo che mi ha commossa e che è saltato in un attimo in cima alla mia top ten.

Su youtube trovate il trailer –anche se non ve lo consiglio, per evitare spoiler– e l’intero film sottotitolato.

Fossi in voi mi affretterei.

Italiani ad Oxford

C’è una fiera di libri a Oxford, mi dicono, riuniamo gli italiani che abitano ad Oxford e andiamoci!

Non ero preparata. Non lo sono mai.

Oxford è bella.

Bella come Cambridge, con questi edifici di pietra color crema, gli alberi che non cederanno mai all’avanzata dell’uomo, i vicoli nei quali si nascondono pub e un mercato nascosto nel quale ahimé arriviamo troppo tardi.

Incontrare persone mai viste prima è sempre divertente: la titubanza, sarà italiano o no?, l’imbarazzo che svanisce poco a poco, la curiosità, ma tu come mai hai lasciato l’Italia?, la giostra dei nomi che non si riescono mai a ricordare tutti, le sciocchezze che si dicono, le risate inaspettate.

Occupiamo il fondo di un bus che va alla fiera, creando una specie di salottino tutto italiano e palleggiandoci aneddoti uno più inquietante dell’altro. Siamo in sette, età e backgound molto diversi, tutti però ugualmente interessati ai libri.

La fiera è…indescrivibile.

Quando ti dicono libri antichi tu non capisci. Io vivo in un mondo fatto di copertine rigide o tascabili un po’ sgualciti ma comunque ben tenuti, di cover brillanti e di fantasy.

Sono rimasta davanti ad uno scaffale, con la mano tesa ad un soffio dal dorso di un libro, per credo quattro minuti. Non avevo il coraggio di toccarlo. Il libro emanava un’aura potentissima che diceva non sei degna di toccarmi. Trasudava passato e le mie dita erano troppo giovani.

Ho sfogliato un libro sulla costruzione di Venezia datato 1800 e qualcosa con gli occhi pieni di stupore e lacrime, sfiorato un volume con la copertina laccata, lasciato il cuore su un libro fotografico di abbazie inglesi.

Ho camminato ovunque in punta di piedi, annusando la carta, cercando invano qualcosa. Un minuscolo libretto aveva una copertina così cesellata che per un attimo gli ho permesso di toccarmi e affascinarmi. Costava novanta sterline e non ne avevo mai sentito il titolo prima.

Mi sono chiesta cosa si nascondeva dietro la sua soglia, se c’era qualcosa che dovevo a tutti i costi sapere, qualcosa di incredibile e sconvolgente che avrebbe portato la mia vita ad un altro livello.

Poi sono tornata sulla terra, ho pensato che ho cose per cui risparmiare e ho deciso di dargli un bacino e posarlo di nuovo sul tavolo.

il mio pc sta vibrando in maniera molto, molto fastidiosa e io sono a tanto così dal pensare di prendermene uno nuovo, no matter the price

E’ bello parlare italiano.

E’ bello commentare la nostra permanenza qui, ascoltare le testimonianze di chi ha abitato qui per tanto tempo, le strade diverse che abbiamo fatto e gli interessi variegatinon mi piace usare questa parola, mi ricorda invariabilmente i gelati– diversificati di sette persone che hanno in comune solo il punto d’origine e quello d’incontro. I dialetti, poi, sono una gioia per le orecchie.

E io mi riscopro un animale sociale, come sempre succede quando riesco a dare un calcio alla pigrizia e uscire di casa. Mi riscopro contenta di ascoltare, di condividere, di ridere insieme, di confrontarmi con gli sconosciuti.

Da qualche parte bisogna pur iniziare, no?

Doccia

Ho tutte le mani secche ma sono fresca, pulita, profumata e vestita di spugna morbida perché gli asciugamani che ho in dotazione sono quasi nuovi.

Ah, che bellezza.

Oggi ho poltrito e non me ne vergogno: sono andata avanti con la decima stagione, ho chiacchierato con persone che non sentivo da un po’, ho pianificato la gita di domani, ho graficato gli ultimi elementi di una skin mai terminata e ho in mente nuove idee per una fanfiction.

Non male per una giornata di riposo, eh?

La cosa più bella di oggi però è stato, nella doccia, ritrovarmi a canticchiare questa canzone.

-chi mi conosce sa che al momento sono abbastanza ossessionata dalla persona che canta nel video e che, tra le altre cose, ha questa bellissima voce che mi fa venire i brividi-

Tra una cosa e l’altra sono tre settimane che la canticchio, nella versione originale o nella seconda voce con la quale –lo ammetto candidamente– mi diverto a fingere di duettare con lui.

Non è così semplice: ho sempre trovato estremamente complicato, una volta imparato il tema di una canzone, passare a cantarne le altre voci. Essendo io una soprano ho quasi sempre il tema, è vero, ma tante canzoni si presterebbero ad esperimenti interessanti e il fatto di non riuscire a scostarsi dal tema è frustrante.

Cantavo il tema, dicevo. Distrattamente, senza convinzione, mescolando frasi e parole e strofe eccetera.

Poi mi sono detta proviamo a cantare la seconda voce senza la base sotto, tanto per fare un esperimento.

Non sono stata capace. Senza la base sotto, nonostante gli sforzi, non ci riuscivo.

Questo in realtà vuol dire due cose:

  1. la parte che canticchio sempre con la base non è imparata a memoria ma improvvisata al momento
  2. senza Jensen questa canzone non riesco a cantarla

e questo smielamento insensato compensa il post asciutto di ieri, buonanotte a tutti

Buio e Nitido

Mi piace il modo in cui il buio fa sublimare le cose.

Non ho ancora capito se dipenda dal fatto che il buio è associato al riposo, quindi si smette di agire e ci si concentra sul pensare, se il buio stimoli la paura per il suo modo di celare le cose o se semplicemente si tratta di stanchezza, ma quando cala la notte, specie dopo la mezzanotte, il mio essere smette di funzionare ad azioni e a pensieri e passa ai concetti, con una vividezza così nitida da essere dolorosa.

I sentimenti sono taglienti, affilati, le idee sono dardi che ti si conficcano nel cuore. Le passioni diventano maree capaci di annegarti, il disagio e la tristezza cappi che ti soffocano.

Nonostante tutto è una sensazione che mi piace.

Oggi ho stretto i denti e sono andata avanti più che ho potuto, completamente da sola, presa tra due povere anime che non hanno ancora deciso se si amano o si odiano. Al momento non fanno altro che farsi dispetti, piccole vendette, recriminazioni.

J, vai a lavarti i denti.
E T, non se li deve lavare?
Io sto parlando con te.

Mapperfavore.

Comunque anche oggi ho camminato, godendomi la natura come poche cose nella vita, ho mangiato troppe schifezze –shame on me, big shame on me– ho fatto tutte le pulizie di rito e sono anche riuscita ad iniziare la decima stagione di SPN.

sto impazzendo sempre di più perché internet in questa casa è un terno al lotto ma va bene lo stesso

Soprattutto non ho tradotto niente –sebbene me lo fossi caldamente raccomandato– e ho speso una quantità di tempo francamente imbarazzante a cercare su internet una cosa che sapevo di aver visto e che volevo a tutti i costi recuperare.

Ma comunque.

Ad una certa ora della notte il desiderio, la passione, la dolcezza diventano soverchianti, traboccano. Mi ritrovo a desiderare qualcosa che somigli ai laser, qualcosa di preciso, incisivo, qualcosa di chiaro e lampante che esprima completamente questa tremenda emozione.

Molto ingenuo da parte mia: finché non inizierò ad integrare le lingue esistenti con parole da me inventate dubito fortemente che questo accadrà.

Quindi mi chiedo…con che lingua queste cose possono essere espresse?