Dopo Due Giorni

Sono due giorni che tento invano di postare.

Da quando sono ad Oxford –correzione, Abingdon- -correzione, Drayton– mi sono cadute addosso solo benedizioni ma l’internet che non funziona è una bella rogna.

Bella grossa.

In realtà non è male, se consideriamo che non avrei fatto altro che lamentarmi.

C’è qualcosa che non va in me, al momento, e non so dire perché.

Sono sempre stata una persona poco equilibrata ma almeno si trattava di uno squilibrio che conoscevo e sapevo gestire. Quello di questi ultimi due giorni è uno squilibrio nuovo e più profondo del solito.

Ho provato a cercare l’origine di questo squilibrio ma non l’ho trovata.

 

Una parte di me, oggi, avrebbe voluto rannicchiarsi tra le braccia dell’Universo –ha una faccia, lo sapevate?– e piangere e chiedere perché mi fai questo.

Nel bel mezzo di una via di Oxford, oggi, sono crollata, sul punto di piangere, di svenire, di esplodere e sgretolarmi, in preda al panico, alla solitudine, alla nostalgia, a qualcosa che non riuscivo a capire ma che mi scavava un buco enorme dentro.

E’ orribile pensare che con tutte le benedizioni degli ultimi tempi io sia capace di sentirmi ancora miserevole così ma è successo e non so cosa pensare.

 

Sono scesa dal bus a Drayton, cantando sommessamente Wild Mountain Thyme.

Avevo una borsa che conteneva tonno, avocado, shortbread, noodle istantanei e sushi, Harlequin in tasca, una nuova pagina di appunti completata e una marea di domande sulla mia psiche.

Ho preso la scorciatoia, un sentierino che porta ad un prato nascosto che porta ad un altro sentierino e taglia così la strada lunga, e…

…e c’erano due cavalli enormi nel prato nascosto.

La mia primissima reazione è stata come hanno fatto ad entrare? dato che il cancello è letteralmente a prova di cavallo –una cosa vista solo in Inghilterra, ideale per impedire alle cose più grandi di una persona magra di entrare– e la seconda, giusto un istante dopo, è stata perché diavolo questo cavallo mi sta venendo incontro.

di solito non lo fanno, se ne fregano e ci vuole una vita per attirare la loro attenzione-

-e sì, è stato un po’ spaventoso ma dopo che un cavallo mi ha quasi ucciso ho imparato tutte le precauzioni e so come cavarmela in situazioni simili

non che un cavallo sia aggressivo senza motivo ma diamine, sono così grossi che se volessero potrebbero staccarti una mano in un morso

Così mi ha annusato, me e la mia Speciale Sciarpa Verde –regalata dal Signore degli Idioti– poi ha deciso che non avevo niente di buono da mangiare e si è allontanato. Ho guardato il secondo, nero con qualche macchia bianca sul muso, e questo ha fatto lo stesso –con più attenzione per la Speciale Sciarpa Verde, stavolta– giungendo naturalmente alla stessa conclusione.

Però a me i cavalli piacciono anche se non hanno niente di buono da mangiare, così mi sono avvicinata al primo –marrone, color Cavallo Standard– e ho iniziato ad accarezzargli il muso, piano piano, il collo, le orecchie…sono animali talmente belli che starei ore a guardarli.

Così sono stata per dei minuti a fargli le coccole, estasiata, con reverente attenzione verso queste cose enormi e bellissime.

Finché dagli occhi del cavallo non hanno iniziato a scendere lacrime.

Giuro.

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