Le Catastrofi di questo Universo

Direi che anche i venerdì 5, nel loro piccolo, possono essere catastrofici.

Stamattina dovevano arrivare i materiali del bagno, piastrelle e quant’altro –e lo dico perché non ho idea di quello che deve veramente arrivare– mentre io ero a casa da sola perché la madre, despite il ginocchio, si è rimessa a guidare e ha preso un lavoro di tre giorni a Londra.

Porto i bambini a scuola, correndo a casa perché i materiali possono arrivare da un momento all’altro -la consegna è dalle 9.00 alle 13.00, ti dicono, e grazie tante– e arrivo in tempo per beccare una telefonata che dice che a causa dell’autista, che si è dato malato -called sick, si dice qui– metà delle cose non arriva oggi ma domani.

Beeene.

Nel frattempo faccio le pulizie, tipo aspirare su entrambi i piani e passare la vaporella ovunque –grazie Universo per quella vaporella verde che è adorabile leggera e maneggevolissima– e domare bagno e cucina, in tempo perché arrivassero i tuttofare –esatto, quei famosi tuttofare– a batter cassa.

Dopo che la madre mi aveva detto che non era contenta perché avevano lasciato segni su tutte le porte esterne.

Ho dovuto fare la finta tonta e dir loro che non avevo i soldi –anche se li avevo– e che dovevano chiamare lei perché voleva parlargli. Hanno fatto i finti tonti anche loro, dicendo che non avevano il loro numero, così gliel’ho dato e ciao ciao.

Poi quelli delle piastrelle sono arrivati, ma siccome il camion era gigantesco –ed era gigantesco– non poteva entrare di culo nella stradina né tantomeno attraversare la strada di sassetti per portare i pallet nel garage.

Indovinate chi si è dovuto fare avanti e indietro millemila volte con le piastrelle.

Indovinate chi ha scoperto che le piastrelle non erano nemmeno quelle giuste ma erano troppo grandi.

la prima risposta è corretta, la seconda no. Non avevo le capacità fisiche per accorgermene, non avendo progettato personalmente il bagno

Poi siamo andate a prendere i bambini, abbiamo mangiato salsicce e patate e abbiamo assistito allo spettacolo della settimana. Sedetevi prego.

Ieri la mia host mother ha ricevuto una richiesta di lavoro per qualcosa a Londra, la settimana prossima, in un arco di giorni in cui aveva già un impegno. Al momento si sta barcamenando tra impegni a brevissimo termine perché essendo convalescente fa un po’ fatica a prendere qualcosa di più impegnativo e la situazione è resa complicata dal mio host father, che al momento preferirebbe che lei non lavorasse affatto.

purtroppo in previsione dei lavori del bagno e altre cose la madre non ha scelta ma questo è puro gossip e poi si sta annoiando da morire a casa

Comunque di fatto stava cercando di temporeggiare e cercare di capire che genere di lavoro fosse, specie perché le è capitato tra capo e collo solo ieri e proprio in un momento in cui era di corsa e impegnata in altro.

Vorrei del tempo per pensare ha detto ieri distrattamente al telefono al momento non riesco a concentrarmi perché mio figlio ha perso le scarpe da calcio e non può andare ad allenamento.

Volevano un curriculum perché pare che il produttore fosse americano e volesse un curriculum fatto così e così, quindi ieri ho spiato da sopra la sua spalla mentre compilava l’elenco dei film in cui ha lavorato.

sono sbiancata. Stardust, Sherlock Holmes, Harry Potter, Hugo, St. Trinian, Pirati dei Caraibi…mi sono messa le mani tra i capelli e ho cercato di fingere di abitare in un universo normale

Il tutto seguito da una serie di sue bestemmie, perché sono tre giorni che si alza alle tre del mattino e non è che abbia tutto questo tempo per compilare curricula per produttori americani che si palesano all’ultimo momento.

Poi, mentre eravamo a cena con i bambini e un loro amichetto, l’abbiamo sentita esclamare qualcosa al telefono, ridere e infilare una serie di espressioni di sbigottimento una dietro l’altra, condite da I’m so embarassed e I had no idea.

Riattacca, si nasconde il viso tra le mani, mi guarda e fa Il produttore americano è Steven Spielberg. E io ho temporeggiato fino ad adesso. E io ho detto la cosa della scarpa.

Ho riso.

Ho tanto riso perché in un universo in cui Orlando Bloom compie gli anni lo stesso giorno della mia bambina e le ha per questo mandato una cartolina d’auguri, in cui Hugh Jackman è il photobomber nelle foto del mio host father –non riesco a smettere di stupirmene– e nella zona svago della casa è appesa una delle spade con cui hanno girato 47 Ronin o ridi o ridi.

Non c’è alternativa.

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