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Non ho postato ieri.

Mi ricorderò che era perché ieri ero stanca morta, dopo aver attraversato una prateria sterminata –non scherzo, ricordava vagamente i film di cowboy e la presenza di mucche e cavalli non aiutava– per raggiungere il luogo in cui si svolgeva un picnic internazionale di Oxford?

Mi ricorderò della sensazione di attraversare un branco di cavalli –di quelli bellissimi che piacciono a me, quelli con zamponi enormi e la criniera spettinata sugli occhi, come un branco di bellissime zingare– di venire avvicinata avventatamente e seguita con curiosità?

Mi ricorderò della condivisione delle cibarie, della mia frutta, della pagnotta di pane che sembrava un pollo, del succo che all’inizio sembrava favoloso ma poi…?

Di certo mi ricorderò del disappunto nel rendersi conto che i sandali che sono tornati da Londra sono inservibili, dolorosi, assolutamente devastanti –almeno dopo una giornata passata a camminare nella prateria.

Comunque.

Oggi era la giornata con cui si inizia la settimana ripulendo la casa dopo i bagordi del weekend. Non che i bagordi siano stati molti ma la stanchezza era tanta –e l’insolazione pure– quindi le cose sono state fatte con calma.

Ho iniziato –a leggere, poveri illusi, a leggere– una nuova, bellissima, disperatamente lunga storia che si sta rivelando meravigliosa, per la serie leggiamo qualcosa in inglese e illudiamoci che sia una valida alternativa allo scrivere che non ci riesce ma almeno stiamo facendo esercizio di lettura e traduzione, quindi non aspettatevi –Fe’, tesoro, mi dispiace– che io scriva qualcosa entro la fine della settimana.

Oltretutto è una buona distrazione dal pensiero che questo sabato si lancia la moneta: siamo dentro la JiBCon o non ci siamo?

Comunque la giornata è iniziata male: sul vialetto di casa, stamattina, quando sono uscita per raccogliere il litro di latte lasciato sulla porta dal lattaio, c’era un leprottino non più grande della mia mano aperta.

Brutalmente assassinato.

E quando succedono queste cose devi anche dare soddisfazione al predatore, perché è un segno di buona volontà, perché è premura da parte sua,  perché è effettivamente un’impresa catturare un leprotto, e io ho visto come corrono –e quanto è grosso lui.

Managgiatte, Sarfie.

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