Love and All the Things Around

Che, diciamocelo, sarebbe un titolo favoloso per un libro-film-qualcosa.

Ciao. Dopo aver lasciato il mio blog a prendere polvere per…più di tre settimane, ho sentito il bisogno di ripiombarci dentro stasera.

Perché stamattina mi sono svegliata con un’infinità di dubbi, su cosa, su come, su chi, su perché. Sull’essere una ragazza alla pari –oh, quel dubbio è ciclico e torna sempre– sul Gishwhes, sul mio posto nel Cerchio della Vita, sulle cose con Verde Acqua, sullo stare qui.

Poi ho passato la giornata a fare lavatrici, perché oggi sono tornati i miei dopo una settimana in Turchia.

Poi ho mangiato la cena di Garry, ed era passato tanto, tanto tempo dall’ultima volta che qualcuno aveva cucinato per me.

Poi ho coccolato Sarfie, che nonostante siano tornati i suoi amatissimi familiari annovera ancora me nella sua cerchia di favoriti.

Poi la mia HM -host mum da qui in poi– ha detto Ehi, una mia amica compie gli anni domani, mi fai una collana per lei? e io mi sono guadagnata i miei primi soldi da artigiana in questo Paese.

Poi T mi è saltata al collo e J era tutto carino con me.

Poi ho svuotato e riempito il misterioso sgabuzzino della mia stanza, nel quale c’erano non meno di sei valigie, cinque sacche sportive, una decina di cuscini di varie misure, costumi di carnevale a gogo, un tavolo pieghevole, un ferro da stiro, una teiera elettrica, una rana di cartapesta, un album di foto di sconosciuti e una lampada bruttissima.

Poi ho telefonato alla mia sorellina, e mi sono resa conto che parlo con mio padre da pari a pari.

Poi ho organizzato un altro piccolo pezzo della mia trasferta a Roma per la convention di uno dei miei telefilm preferiti.

Poi ho chattato allegramente con il mio Gishwhes Team, scoprendo che sono tutti molto amichevoli e pensano che io sia tremendamente carina. Ho detto loro che la colpa è di Verde Acqua che ha fatto la foto.

Poi ho raccontato la storia a Verde Acqua. Come dargli torto?

 

E ho aperto le mie ali, che sono sempre…beh, bluargentee, credo, e ho alzato la mia prospettiva di qualche manciata di centimetri.
Ho ricordato che la mia vita ha smesso di essere solo amore tanto, tanto tempo fa, che non amerò mai più nessuno al punto di perdere me stessa e che dovrei, a questo punto, solo esserne grata.
Ho ricordato che la mia vita è fatta di piccole soddisfazioni, piccoli tasselli, scintille che vibrano in direzioni diverse, cose che, come in un orto, semini quando puoi e raccogli quando meno te l’aspetti.
Ho ricordato che è veramente, veramente inutile rotolarsi nelle preoccupazioni immediate quando ci sono cose ben più interessanti da inseguire o nelle quali rotolarsi.

 

Quindi io e te possiamo andare a letto tranquilli, Universo.
Anche oggi abbiamo fatto la giornata.

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