Di Nuovo LightBringer

Non so quante ore di sonno ho all’attivo.

Tra il prendere sonno alle nove di sera, il tentativo di non russare per non infastidire Verde Acqua, il sognare di essere parte del team di Leverage, lo svegliarsi nel bel mezzo nella notte per ritrovarsi insieme a ridere come pazzi e la mia incapacità di dormire fino a tardi credo che non sia poi molte.

Tuttavia.

Fuori c’è il sole. Tanto sole. Il cielo è limpido, il tramonto sta riempiendo il giardino e tra un po’, finito il post, andrò a cantare all’Universo.

Perché aprire il cuore e mostrarne l’oscurità che vi si nasconde a volte serve perché qualcuno ci metta dentro una stellina. Meglio: serve perché qualcuno ti prenda per mano e dica No, va bene così. Ci sono io qui.

Così adesso sono tranquilla, pronta per combattere, di nuovo me stessa.

Di nuovo LightBringer.

Anche grazie a Verde Acqua.

Niente da Dire

La mia vita si è sbiadita e non ha più niente da dire.

Sono ormai mesi che ho abbandonato il blog, vittima di…di cosa? Vittima del silenzio di una voce che dovrebbe, almeno in teoria, aver trovato con chi parlare, ora che non sono più single?

La verità è che ho smesso di guardare il mondo con il filtro di LightBringer.

Ho smesso di prendere in mano la giornata ogni sera, di pettinarla per bene, di sottolineare i momenti migliori. Ho smesso di ricordare, di vivere con intensità, di tenere in ordine cose e orari.

E’ l’una, io devo ancora finire le pulizie del venerdì e vestirmi bene, perché stasera vado da Verde Acqua. Come ogni venerdì, per il weekend, a dormire insieme e guardare insieme Leverage.

E me ne sto su questa poltrona, con il pc in grembo, vestita di grigio perché è comodo, a perdere tempo in un mondo informatico che mi permette di viaggiare come le mie gambe non mi permettono. E ridere. E sentire persone. E spaventarmi di come anche le persone che amo e di cui pensavo di fidarmi…

Da quando ho scoperto che una delle mie amiche, una di quelle che non sento quasi più, legge questo blog, mi chiedo chi altri lo legga. Ci sono persone che sanno tutto della mia vita perché mi leggono qui e non perché me lo chiedono o si fanno vive. Questa cosa un po’ mi fa piacere un po’ mi inquieta: non avrebbe molto più senso venire a chiedermelo? Discuterne, invece di sbirciare e basta?

La cosa divertente è che quelle persone sanno benissimo che non ci sono filtri tra quello che mi succede veramente e quello che scrivo: non mento. Se sto male il mio blog gronderà sangue, se sono felice brillerà come una stella.

E ora la vera domanda: ma lei lo legge, questo blog?

sapete di chi sto parlando, e qualcuno di voi la conosce pure

La penso. La penso, senza dolore ma con tante domande. Con la preoccupazione di chi ha l’Ohana inciso a fuoco nel cuore. Nessuno Viene Abbandonato O Dimenticato.

tranne Sua Maestà La Coerenza, Il Principe Degli Idioti, ma questo perché non se lo merita e vive benissimo anche senza di me

Come stai?

Parole così semplici e così difficili. Perché una risposta porterebbe dolore, l’altra l’amore feroce.

Come posso restare impassibile sapendo che non sei felice?

Come posso restare impassibile sapendo che sei felice?

 

Sono una persona complicata con poche certezze nella vita: la pizza è pronta e io mi sono appena licenziata.

Maltempo, Meditazione e ancora l’Universo

Oh no, ecco che il mare si gonfia. Ecco, sta arrivando la tempesta. Perché mi sono messa in mare? Perché non sono rimasta a casa? Stavo tanto bene. Ecco, entra acqua da tutte le parti. Lo sapevo che non lo dovevo fare. Vedi, la pioggia si sta portando via tutto. Non volevo nemmeno venirci io.

Come? Siamo di nuovo in quel momento del mese a quelle coordinate?

Ah. Correggete la rotta, grazie.

Oggi Verde Acqua si è fatto un nuovo amico.

Io ho fatto del mio meglio per diventare amica della ragazza dell’amico del mio ragazzo –lo sapete che mi piacciono queste frasi, su– ma ad un certo punto ho avuto la tentazione di alzare un braccio come a scuola e dire a questo amico che alla fine della giornata doveva restituirlo, che non poteva portarselo a casa.

A dire la verità sono stata contentissima di fare amicizia con questa coppia: sono una persona vergognosa e non ricordo assolutamente né i loro nomi né le loro facce –shame on me, so much shame on me– ma credo che presto faremo un’uscita a quattro. Ho questa sensazione ed è bellissimo, considerando che è stato un piano dell’ultimo minuto e che Verde Acqua era colpitissimo da questo ragazzo.

Ieri abbiamo meditato insieme ed è stato…molto bello. Non solo per la condivisione ma anche perché quando sono entrata in quel luogo speciale in cui avviene la comunicazione prima mi sono sentita riempire di felicità e poi ho incontrato mia madre. Spero di non sbagliarmi ma ho l’impressione che fosse piuttosto fiera di me.

ok, il gatto mi sta fissando come se ci fosse qualcuno dietro di me. Non dirò nulla

E’ un momento topico della mia vita, lo sento.

Devo pensarci molto, molto bene.

Nuove Amicizie

A volte penso che dovrei registrarmi un messaggio vocale a me stessa, per quando sono in crisi e credo che il mondo non abbia più niente di buono per me.

Probabilmente direi cose come esci di casa, fai qualcosa, piccole cose di cui poi però ti sentirai orgogliosa. Ma falle, ma esci, ma guarda il sole, coccola i fiori, fatti un bagno, fa’ l’amore con l’acqua calda, lasciati baciare dall’Universo. Perché me le dimentico sempre, ogni santa volta. Mi piango addosso per ore, mettendo in dubbio ogni singola cosa della mia vita, dal lavorare qui all’accumulare quantità improbabili di pietre, perle e cristalli per fare gioielli.

Perché io sono così, c’è troppa acqua nel mio cuore e sempre ce ne sarà.

Così oggi sono uscita, sono finita al parco, come sempre, per guardare i cavalli che mangiavano e le persone che portavano a passeggio i cani, e mi sono ritrovata a coccolare una coppia di cagnolini a caso.

E poi a chiacchierare con la proprietaria.
E poi a parlare di lavoro, dato che ancora non so cosa farò quando e se avrò lasciato questo.
E poi a seguirla fino a casa sua, dove ho incontrato il suo gatto bengal.
E poi a giocare con i cani.
E poi a farmi dare consigli che di solito io do a tutti ma che per qualche motivo non seguo.

 

Così le camminate random, quelle che fai a caso, diventano ore di chiacchiere.
Così i versi cretini che fai per confondere i cani diventano cose che possono cambiarti la vita.

Così l’Universo ti sbriciola addosso cose carine per farti capire che non ti ha abbandonato, e io ho aggiunto Halo alla mia playlist Grazie Universo.

Guida, Spese e Godzilla

J sta guardando Godzilla. Credo di non averlo mai visto tutto, anche se qui pare lo guardino una volta al mese o giù di lì.

La cosa che più mi affascina è pensare a quanto erano grandi queste bestiacce, e cercare di immaginare come mi sentirei se una cosa grande come transatlantico mi attraversasse la strada.

A pensarci bene non ho nemmeno mai visto un transatlantico. Dovrei in qualche modo rimediare.

 

Oggi ho aggiunto un’altra voce alla lista di modalità di guida sperimentate finora:

  1. guida a sinistra con cambio manuale
  2. guida a destra con cambio automatico
  3. guida a destra con cambio manuale

La prossima cosa sarà guidare una macchina automatica italiana, poi guidare in Italia con una macchina inglese poi in Inghilterra con una macchina italiana.

E poi andare su Marte.

 

Ma ci pensate se una cosa simile dovesse veramente succedere? Vi immaginate uscire di casa un giorno e trovare un’essere gigantesco che ti cammina sopra la testa?

 

Non vi ho raccontato delle mie spese dello scorso weekend.

promemoria personale: stai spendendo troppi soldi. Che sia in trasporti, in cibo o in altro. Troppi Soldi

Dunque, dato che il freddo si avvicina ho pensato ehi, sarebbe il caso che io mi comprassi almeno un paio di indumenti caldini a maniche lunghe, o almeno ci provi. Il Negozio del Cashmire, per quanto lo adori, ha dei prezzi improponibili, quindi mi sono affidata come sempre ai miei adorati charity shop che finora non mi hanno mai delusa.

Il bottino di sette pezzi è stato il seguente

  1. camicia bianca con maniche a tre quarti
  2. cardigan beige lungo e piuttosto ampio, dato che non posso sempre mettere quello nero
  3. un maglioncino viola morbidissimo con uno scollo altrettanto morbidissimo
  4. un maglioncino beige morbidissimo ecc ecc, più o meno come sopra
  5. una maglia a maniche lunghe nera con camelie rossissime e uno scollo che ciao e arrivederci
  6. un paio di jeans che ne riparliamo tra un po’
  7. un maglione brutto e nero da uomo che tiene un caldo incredibile e di cui mi sono follemente innamorata. Potrebbe essere dell’Universo, o di qualcuno che l’ha amato quanto me, o di qualcuno che amava la comodità e i pancake e l’alba e non so. Lo amo da impazzire.

La mia spesa totale è stata QUARANTA STERLINE, per una media di CINQUE STERLINE A PEZZO. Aggiungiamo che la maggior parte delle cose è Mark&Spencer e quindi potrebbe anche essere che un singolo pezzo costasse in origine quaranta e più sterline.

 

Ad un certo punto non ne potevo più.

Ho segnalato alla madre che uscivo, mi sono sdraiata sul tappeto elastico per una decina di minuti e ho chiesto alle mie –attuali– canzoni preferite di distrarmi un po’.

Il fatto è che da qualche settimana sono un po’ in crisi con la mia missione di ragazza alla pari: pensavo che fosse solo una questione estiva ma a questo punto direi che non lo è e sto già cercando di correre ai ripari e crearmi un piano B.

Tante domande, come sempre, e poche risposte.

Ritorno

Mi fanno male gli occhi.

Temo che in questo angolo della stanza non ci sia abbastanza luce per scrivere ma lo sto facendo lo stesso.

Sopra la mia testa sento tre persone che camminano, una delle quali offesissima perché il gatto l’ha aggredita, le altre due che tentano disperatamente di convincere il gatto a scusarsi.

Il gatto era qui solo un attimo fa, intento a farsi un allegro bidet e chissene frega.

Mi sono appena fatta un’italian chocolate -consiglio, non ordinate mai una cioccolata calda qui in Inghilterra perché il massimo che sanno fare è mettere un po’ di Nesquik nel latte, e neanche il latte è particolarmente buono- perché la giornata lo richiedeva e sono di quell’umore contemplativo, un po’ come un vecchietto in un cantiere un po’ come il morboso testimone di un incidente.

Solo che il risultato è una me molto più vecchia di come ricordavo che guarda la mia vita con le mani dietro la schiena e si chiede come ci sono finita e se appartiene davvero a me.

Bel risultato, proprio.

Comunque.

Direi che sono stata via anche troppo, considerato che sono quasi andata fuori di testa nel frattempo, che ho perso la bussola quasi del tutto, che sto prendendo decisioni importanti e che ehi, è quasi ora di cambiare la grafica di nuovo! Questa mi sta annoiando un po’.

 

Stamattina, nella mia passeggiata quotidiana, ho visto una cosa che mi ha spaventata a morte.

C’era un gatto arancione, piuttosto peloso, con una gran codona e due belle orecchie. Ho subito fatto i rumori di rito per farlo avvicinare, emanando quell’aura amichevole che sui cani funziona benissimo ma che sui gatti…beh, qualche volta, e ho aspettato che muovesse quei due tre passetti nella mia direzione.

Poi l’ho guardato e il mio cervello ha detto SBAGLIATO! GATTO SBAGLIATO!

esatto, tipo allarme

Era amichevole, tranquillo, miagolava in maniera un po’ patetica. L’ho coccolato più che potevo, un po’ sotto il mento, un po’ tra le orecchie…lui curvava la testa lungo la conca della mia mano, si strofinava teneramente, faceva le fusa. Poi la tremenda realizzazione.

Non aveva neanche un dente.

E’ stata una delle cose più pietose, sbagliate e terrificanti che io abbia mai visto.