Ma io con chi parlo?

Il martedì non è un buon giorno per iniziare a scrivere di nuovo nel blog, no?

Di solito si inizia con le domeniche –quando sono così stanca e triste che ho solo voglia di nascondermi nel mio letto e addormentarmi– o con i lunedì –quando sono distrutta dall’impatto con il lavoro e semplicemente troppo grata all’Universo di essere sopravvissuta al lunedì per interrogarmi veramente sulla mia vita– o con qualche giorno che abbia un significato.

Questo non ne ha.

Questo mi vede seduta alla mia scrivania nella mia cameretta, uno sguardo distratto e preoccupato al lucernario –ha diluviato tutta la mattina e adesso il sole cerca di capire cosa vuol fare- -come me– un vago bruciore di stomaco, la maglia piena di briciole di cracker al formaggio e accanto una lista che recita Easyjet 28/30, Ryanair nonsense e Monarch merda.

Perché le compagnie aeree, le prenotazioni e i siti tipo Skyscanner sono il mio personale inferno.

 

Da una settimana io e J siamo ai ferri corti: il fatto che io voglia che lui faccia i compiti è un chiaro segno che lo odio, quando il mio solo dovere dovrebbe essere andare a recuperargli i calzini quando li lascia in giro la mattina, procurargli una spazzola perché due stanze di distanza sono troppe e accompagnarlo a scuola con la macchina. E guai a pretendere un arrivederci o un buona giornata quando smonta dalla suddetta macchina.

chiude gli occhi e mormora otto settimane, otto settimane, otto settimane….-

Ho smesso di parlare con l’Universo.

Per qualche motivo la sua voce si è persa sotto il rumore delle macchine che ho cercato freneticamente per settimane, dietro il ronzio del mio pc che mi fa venire il mal di testa, tra le pieghe della coperta rossa nella quale dormo nei weekend quando sono da Verde Acqua.

C’è ombra, nella mia vita, nonostante mi sia scritta LB sul braccio per ricordarmi di essere una Portatrice di Luce. C’è ombra, e vetro, qualcosa che mi impedisce di toccare quello che mi sta attorno. Un’ombra dalla quale forse non sono così impaziente di uscire.

Ma io con chi parlo?

Non sto parlando con l’Universo, questo è chiaro. Non sto postando regolarmente, quindi non sto neanche parlando con quel frammento di lei che è rimasto nella mia anima.

Non parlo con nessuno che non sia Verde Acqua o la mia host family. Spesso scrivo messaggi a persone che non vedo da tempo ma quelli che effettivamente rispondono spesso non riescono a raggiungermi.

Parlo con persone che afferrano le mie parole a mezz’aria e le lasciano cadere. Quando ti parlo vorrei che le mie parole ti colpissero, ti esplodessero in faccia come proiettili di paintball, colorassero la tua pelle e, per quanto possibile, anche i tuoi occhi!

scuote la testa

Sono tornata.

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