La Tenerezza Veste Lilla

Ecco un motivo in più per ricordarsi di postare sul prestino: apparentemente dopo le otto –anzi, le nove, dato che l’ora legale bla bla bla, ormai siete stanchi di sentirlo– internet inizia a dare di matto.

Dunque, come dicevo su Facebook, oggi è stato fatto un enorme errore: multiseed flatbreads con un buonissimo spalmino alle olive nere e verdi.

per chi non lo sapesse uno spalmino è qualunque cosa che si possa spalmare con un coltello su una superficie più o meno piana: maionese, Philadelphia, cremina stramba al formaggio e chives…

La mia host mother mi ha fatto conoscere una cosa buonissima, dei sottilissimi cracker molto croccanti coperti di semini vari –semi di lino bianchi e neri, semi di papavero, miglio e canapa. E quando dico coperti intendo proprio coperti. Tipo che con una leccata senti solo semini.

solo io posso fare le descrizioni così

Ne fanno anche una versione buonissima con pepe nero e cheddar ma con quelli lo spalmino non occorreva e io avevo bisogno di una base per provare un nuovo spalmino della Philadelphia alle olive verdi e nere.

Inutile dire che, tra l’orario cambiato, il digiuno dal mattino e i ritmi strambi del weekend –questi sono capaci di fare una colazione cretina alle undici e poi cenare direttamente alle sette– mi sono mangiata tutto il pacchetto.

cento grammi, peraltro, e quasi tutti in semini

Una volta tornati i genitori ho pensato Ecco, bene, mo’ prendetevi i bambini e occupatevene voi, io metterò in ordine la stanza, mediterò, scriverò un poema epico, ridipingerò le pareti del bagno, costruirò una libreria e scaverò una piscina.

-purtroppo questa è una citazione che proprio pochissimi coglieranno

Mi sono seduta al pc, ho controllato posta e fesserie varie e poi ho sentito una vocina che diceva più o meno M, visto che tu hai risistemato la tua camera così bene -ne vado proprio poco fiera- potresti darmi una mano a fare lo stesso anche alla mia?

T, adorabile agnellino mio, ti voglio tanto bene ma sono circa 24 ore che ti corro dietro invece che dormire con Verde Acqua e far niente. Abbi pietà di me.

Ma non ci vorrà tanto se mi dai una mano!

Eh sì.

Cose che sono successe nell’ora successiva:

  • colpi di tosse e starnuti miei, suoi e del gatto per colpa della polvere
  • lanci di mutandine da bambola coperti –per motivi a me sconosciuti– di paillettes
  • scoperta di un peluche a forma di scimmia che urla come un ossesso se gli si toglie una banana dalla mano
  • scoperta di un peluche a forma di cavallo che nitrisce sinistramente quando si pronuncia il nome Frau Blucher

eheheheheheheheheheheheheheh

  • acquisizione, da parte della sottoscritta, di un nuovo telaio per braccialetti con le perline
  • inaspettato dono, da parte della suddetta T, di un meraviglioso taccuino con copertina a fiori di cui non avevo assolutamente bisogno e al quale naturalmente non sono riuscita a resistere
  • lanci di scarpe da flamenco rosse provenienti dal famigerato Build-A-Bear
  • rinvenimento di un minuscolo gufo di peluche così somigliante a quello che mi ha regalato Verde Acqua da indurmi subito a fargli uno scherzo fotografico
  • recupero, dal fondo di una polverosissima scatola, di due neonate delle Silvanian Families, un coniglietto minuscolo e un gattino con il pannolino rosa. Come resistere a tanta pucciosità?
  • acquisizione, sempre da parte della sottoscritta, di un numero imprecisato di materiale per braccialetti dell’amicizia –they simply aren’t my thing
  • istantaneo, inaspettato e incontrollabile innamoramento per il peluche di un coniglietto color lilla

Cioè, non potete capire.

A parte l’impulso completamente irrazionale di baciare sulla testa tutti i peluche che finivano nella borsa destinata al charity shop e rassicurarli sul fatto che avrebbero trovato una nuova famiglia –sono sempre quella che raccoglieva i peluche dalla strada, ricordate?– mi sono ritrovata in mano questo…questo esserino peloso, con fiocchetti alle orecchie, il nasino cucito in viola ed enormi zampotte rifinite in stoffina con le rose viola. Ha una pancia enorme che nasconde un cuscino di semi di qualcosa, quelli che si mettono nel microonde un paio di minuti e poi ti tengono caldino.

L’ho guardata, un paio di volte.

L’ho messa da parte, dicendomi che no, non avevo bisogno di un altro peluche e che , certamente c’era qualche bambina che l’avrebbe voluta più di quanto la volevo io.

Ho proseguito con la cernita, un peluche dopo l’altro, una stramberia dopo l’altra.

Il fatto è che se la guardi dall’alto ha questa fronte infinita –come me– e questi occhietti lucidi e neri che ti guardano supplichevoli…e se la prendi in braccio ne intravedi il sorriso –sempre viola– e allunga verso di te queste zampotte che…

Te la porti via, vero?
Sì.

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