Piscine, Harry Potter, Inghilterra e Oxford

Fuochi d’artificio. Lo sciaguattio di un ragazzino nella vasca. Il rumore infernale del mio pc che insiste nel fare più rumore di qualunque altro elettrodomestico sano di mente.

Stamattina, come da schemino, siamo stati alle piscine pubbliche, che al modico prezzo di menodicinqueeuro ti garantiscono due ore e mezza di incredibile divertimento con i tubi nella vasca con le onde.

Ripeto per chi se lo fosse perso: la vasca con le onde.

Innanzitutto è inquietante, ma proprio tanto, non solo perché non si è mai visto che ci siano onde in piscina ma anche perché sono alte. Ma proprio alte alte.

Poi è irresistibile. Giuro. Io che ero seduta poso al di sopra della piscina, con tutti i vestiti addosso e immersa in una conversazione con Sinead –un appunto per chiunque non l’avesse saputo prima: la pronuncia è Scianid. La delusione della mia vita– ho sentito l’impulso di abbandonare ogni cosa e semplicemente buttarmi.

Non ho potuto farlo solo per motivi squisitamente femminili –squisitamente tua nonna, comunque– e ho già alzato il pugno al cielo urlando che prima o poi, prima di tornare a casa, ci avrei portato i bambini e ci sarei entrata io stessa. Alla facciaccia di chiunque, e chissenefrega se per colore e dimensioni ricordo vagamente Moby Dick.

Ma comunque.

La maratona di film di Harry Potter continua: Sky ha appena inaugurato un canale tutto per lui in cui fanno –non scherzo– praticamente solo gli otto film a ripetizione, intervallati qualche volta da documentari e similia. Così oggi ci siamo guardati la Camera dei Segreti e parte del Calice di Fuoco.

E io sono sempre qui ad aspettare che Pottermore apra i test dei Patronus e delle bacchette…

L’altroieri, prima di sprofondare in una tristezza incredibile, volevo parlare di un opuscolo trovato dal dentista per caso.

Pubblicizzava dimore inglesi, villazze mostruose, magioni con tipo 7 camere da letto e 5 saloni o cose così. C’erano un paio di posti su cui ho lasciato quasi letteralmente il cuore, come questoche disgraziatamente avevano già venduto– e altri che includevano acqua e cose simili.

Mi è venuta in mente la mia mamma, che nella lista dei desideri, oltre al famoso giro in mongolfiera, voleva anche una casetta inglese. Ogni tanto mi guardo in giro, mentre guido o sono in autobus, penso a quanto la mamma amasse l’autunno e a quanto vorrei che, attraverso i miei occhi, si godesse un po’ anche l’autunno inglese.

Finalmente posso dirlo: non questo weekend ma il prossimo i miei genitori verranno a trovarmi per tre giorni. Sono supercontentissima, innanzitutto, e anche emozionata e preoccupata: amo Oxford e spero che ci sia un bel tempo e che riusciamo ad organizzare tutto quello che vogliamo fare.

 

Vedete? Un po’ alla volta anche i miei post stanno tornando normali.

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