Domande Esistenziali

Ma hai un blog? Ma sei, tipo, famosa?

I bambini hanno scoperto che scrivo di loro e questa è stata la loro prima preoccupazione.

Al momento uno sta guardando Regular Show in tv –mi sto facendo una cultura di cartoni animati che credo metà basterebbe– e l’altra, dopo aver mangiato mezzo avocado, un’intera arancia e un bicchiere di frutti di bosco frullati, si sta preparando la cartella.

Oggi, dopo sette –ma che dico, tredici- anni di studio della lingua inglese e più di un anno di permanenza in questo Paese ho finalmente metabolizzato una regola grammaticale -odio la grammatica– che mi ha sempre dato del filo da torcere.

E no, non vi dirò qual è perché, nonostante tutto, anche io una dignità.

non ricordo dove l’ho messa, pensandoci

I genitori sono in cucina, preoccupati per il gatto –che stamattina ha vomitato poco elegantemente sul pavimento della cucina mentre facevamo colazione– lui che aspetta che il microonde chiami per il curry e lei che si frulla una serie di polveri proteiche e frutta congelata.

Il gatto segue fedelmente il padrone fino alla poltrona.

che ruffiano: stamattina è stato a farsi fare le coccole per un’ora abbondante, incastrato tra me e la poltrona dall’altra parte della stanza

Oggi, nel bel mezzo dell’ennesima spedizione a Didcot –città senz’anima. Con una bellissima piscina, un cinema, una valanga di charity shop e un The Works ma ugualmente senz’anima– mi sono ritrovata a ringraziare l’Universo.

Lo faccio spesso, in effetti, ma oggi era una cosa molto più…profonda. Qualcosa come grazie per avermi fatto nascere nell’emisfero boreale, grazie per avermi fatto nascere in una nazione tutto sommato ricca, grazie per avermi dato una famiglia benestante e una madre che mi ha insegnato tante cose.

-anche mio padre mi ha insegnato tante cose, che lo volessimo o no

Qualche giorno fa ho letto di come sia…diciamo velenoso passare troppo tempo vicino a qualcuno che continua a lamentarsi. Io ho effettivamente passato una settimana un po’ pesante in cui ho, in effetti, passato fin troppo tempo a lamentarmi.

Sono andata dalla mia amica A, la mano che tiene il palloncino, la parte razionale che bilancia la mia follia, e le ho chiesto se io fossi una di quelle persone.

E’ stato strano sedersi allo specchio e cercare di vedermi con gli occhi di qualcun altro. In genere sono talmente…beh, talmente menefreghista, talmente sono così, se la cosa ti offende prosegui pure, che francamente non perdo tempo a pensare a come sono.

Potrebbe essere un peccato di presunzione ma sono troppo fiera della strada che ho fatto finora, delle cose che ho guadagnato e imparato mentre la percorrevo, di ciò che ho abbandonato e sperimentato, per non essere fiera di me stessa. Troppo fiera di me stessa, forse.

Quindi sedersi per un attimo e chiedersi sto facendo del male alle persone che mi stanno attorno? è stato…veramente strano. In genere sono convinta di amare ferocemente le persone che amo, ricordare nel mio cuore tutti coloro a cui ho voluto bene e covare un rancore tremendo per una manciata di persone.

Credo siano forse cinque.

In genere –again– non ho vie di mezzo, se una persona mi piace la adoro e se una persona non mi convince non mi convince e basta: sarò sempre e comunque educata e cortese ma…

perde il filo del post per il sonno e la confusione tutt’attorno

In ogni caso, A ha detto che no, non mi lamento troppo.

Ne riparleremo quando posso scrivere due effettive righe tra uno sbadiglio e l’altro.

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