Fino Alla Fine Del Mondo

Oggi pomeriggio, mentre spulciavo su Facebook, ho scoperto un libro.

Il suo titolo è lo stesso di quello del post che state leggendo e la trama ruota attorno ad un asteroide che ha il 66% di possibilità di colpire la Terra.

Due possibilità su tre, quindi.

I protagonisti sono quattro ragazzi molto diversi tra di loro alle prese con l’idea che i prossimi due mesi potrebbero essere per loro gli ultimi.

Ho letto e ho iniziato a pensare. Pensateci anche voi:

cosa fareste se vi rimanessero solo due mesi di vita?

 

Non è una domanda semplice.

Probabilmente se non dovessi più preoccuparmi della sopravvivenza oltre un paio di mesi spenderei tutti i miei risparmi in esperienze e viaggi.

Ho una lista, da qualche parte, di cose che voglio vedere e fare, che includono posti come il Giappone –not surprising– e l’India, e Bali e cose così. Mi piacerebbe vedere il mare ai Caraibi, nuotare in quei posti dove ci sono i delfini, immergermi fino a toccare la sabbia sul fondo.

Due mesi. Cosa si può fare in due mesi?

Io sono il genere di persona che scriverebbe una letterina a tutte le persone a cui ha voluto bene, così, solo per far sapere loro che la loro esistenza ha significato per me qualcosa, solo per esprimere quanto tenga a loro.

Non posso fingere nemmeno per un attimo che non andrei in cerca di lei.

Non so cosa farei, francamente, perché apparentemente lei ha una vita che è andata avanti senza di me, un tizio con cui sta –uno che, a quanto pare, aveva già la patente prima che lei compisse quattro anni– e troppo poco tempo anche solo per pensare di restarmi amica.

E’ infinitamente triste che tutta questa amarezza conviva con quello che è ancora il sentimento più puro e inattaccabile mai provato. Mi dispiace molto.

Andrei in cerca di lei e credo mi piacerebbe portarla di nuovo al parco, sdraiarsi sull’erba, raccontarle le cose incredibili e folli che ho fatto in questi quattro anni senza di lei, le volte che ho volato, le volte che ho pianto sin quasi a strapparmi le corde vocali, le canzoni che ho cantato all’Universo perché le portasse a lei.

 

Ho anche pensato che, tutto sommato, non c’è niente che non faccio per paura delle conseguenze.

Ci sono persone che vivono la loro vita nascondendosi, fingendo, forzandosi in una direzione che non è la loro per paura delle conseguenze. E’ una cosa che non riesco a fare e affrontare le conseguenze delle mie azioni è una delle lezioni più grosse che mi ha insegnato mia madre.

Cielo, quante conseguenze che mi ha fatto affrontare mia madre…

 

Rimpiangerei, probabilmente, tutti i libri che non ho mai letto.

Ho una lista infinita che cresce praticamente ogni weekend e il pensiero di tutti i libri che ho sempre sognato leggere e non ho mai letto…

 

In conclusione…sfruttiamo a sufficienza il nostro tempo?

La cosa che più mi ha fatto pensare è che quella del libro è una tragedia annunciata, una disgrazia comune a tutta l’umanità, ma niente ci salva da quello che potrebbe succedere all’improvviso un giorno, come un automobilista distratto, una tegola smossa, un colpo apoplettico.

Stiamo vivendo la nostra vita come se ogni giorno fosse l’ultimo?

Nessuno se lo ricorda ma, potenzialmente, potrebbe proprio essere l’ultimo.

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