Calendario

Respira. Respira a fondo.

 

Qualche ora fa mi ritrovavo a fare due conti.

Mancano circa cinque settimane a Natale, e altre cinque sono le settimane che mi hanno chiesto di fare dopo Natale, dopo due meritate settimane di vacanza.

Non è così impossibile, e cinque settimane di lavoro sono mille sterline. Fa quasi 1500 euro.

Credo che, anche solo per amore del denaro, si possa fare.

 

Poi torna a casa il bambino, e si ammala.

Tipo tremori e freddo e altre belle cose.

Chiedo alla sorella di farsi un bagno veloce –lui non può fare il bagno per primo perché ha un qualche sfogo contagioso sulla pelle– così poi può lavarsi lui e stare un po’ a mollo e stare un po’ meglio.

esatto, qui in Inghilterra la gente condivide l’acqua del bagno

Continuava a fare storie.

Tuo fratello non sta bene.
Ma che sorpresa!
Tesoro, nemmeno tu stavi bene stamattina ma nessuno ha fatto storie.
Ma io avevo un motivo!
E cosa ti fa credere che lui non ce l’abbia? T, fai almeno finta che ti importi qualcosa, almeno per i prossimi sei minuti!

Ha tirato la corda, come la più egoista delle ragazzine. Ero delusa, amareggiata e disgustata.

Per tacere di stamattina, quando lui si è fatto chiamare dalla madre solo per dirle che aveva dovuto farsi la colazione da solo perché io non gliel’avevo fatta. Quando se e quando mi aveva chiesto un toast in più ero fuori dalla cucina.

Lo fa apposta.

Sa che sono mezza sorda e sussurra, borbotta o parla quando sono in un’altra stanza.

 

Respira.

 

Ora, dopo aver interrogato G, sto compilando un calendario, cercando di capire quando sarò libera, quando e quanto dovrò lavorare, se avrò una settimana di ferie pagate, se potrò tornare a casa un po’. Se.

Al momento pare che ci sia una settimana libera a partire da venerdì prossimo, tre attorno a Natale e poi sei da fare dall’undici gennaio. Sempre ammesso che non gli cambino i piani all’ultimo momento, come spesso fanno.

Con la differenza che lui non deve comprare nessun biglietto aereo.

 

E’ quello che mi frega: ci penso, mi dico che sì, in Italia non c’è niente per me, che dovrei solo impegnarmi per costruire la mia strada qui, che l’Inghilterra può offrirmi molte più possibilità e che in Italia mi impantanerei anche di più.

E poi succedono queste cose con i bambini, tutti i miei bei propositi crollano e dentro di me c’è solo una vocina che urla via, via, il prima possibile.

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