Tecnologia e Carte

A volte mi piacerebbe che i miei post fossero un po’ più multimediali, che nel leggerli poteste sentire i rumori, gli odori, il modo in cui le luci cambiano in base al punto in cui mi siedo per scrivere.

Se il mio post di oggi fosse multimediale sentireste l’odore di Verde Acqua –perché ho addosso la sua felpina dello Stregatto– il profumo del riso al limone che mi sono appena fatta e con tutta probabilità vi lamentereste della temperatura, perché in questa stanza fa davvero freddo.

Sono a casa di Verde Acqua!

non perché nella mia stanza non faccia freddo o perché Verde Acqua abbia veramente una casa ma avete capito

Al momento sono sola soletta, perché lui è al lavoro e ci resterà almeno per le prossime…eh, sono già le sette e mezza! Anyway, finirà presumibilmente alle dieci, e ora che torni mi aspetto di vederlo alle dieci e mezza o giù di li. Ancora tre ore. Povera bestiola.

Ieri avevo preparato un bellissimo post in cui parlavo di due libri che ho letto di recente, Magisterium-Il guanto di rame e Albion-Ombre, ma siccome ieri sera alla fine sono stata malissimo –vi risparmio i dettagli che è meglio– ho deciso che finirò di scriverlo probabilmente domani e ve lo farò avere prima possibile.

Sono sempre una frana con le recensioni, leggo i libri con troppa pancia e poca testa.

Ma nel frattempo è arrivato il mio nuovo cellulare, e ne faccio una questione di stato perché in passato ho quasi sempre A.ereditato i cellulari usati di vari membri della famiglia o B.mantenuto la spesa ad un livello bassino bassino bassino, non a livello ciofeca ma certo non all’altezza dell’Acquisto che ho fatto questa settimana –dopo, ricordo mestamente, aver rotto due volte lo schermo del mio povero Galaxy Fame– spendendo due-tre volte il prezzo che avrei speso a casa…150 sterline, l’equivalente di circa 200 euro.

E ho comprato il mitico Huawei P8 Lite.

Ora, io non sono una che si entusiasma con poco -a chi voglio darla a bere? Sono assolutamente una che si entusiasma con poco– ma quando è arrivato –l’altroieri mattina se ben ricordo– sono uscita di senno. L’imballaggio era così forte che avrei potuto giocarci a basket e non se ne sarebbe neanche accorto, la scatola che lo contiene è di carta così robusta da sembrare legno e il cellulare, da parte sua, è proprio bellino.

Lo chiamano gold ma è un colore talmente freddo che a me ricorda molto di più lo stardust, che curiosamente è lo stesso colore delle rifiniture del mio vecchio cellulare –che dopo un volo nella ghiaia ho ridipinto con lo smalto Starlight appunto, della Bottega Verde– e che mi piace tantissimo. Color oro, quello vero, non l’avrei voluto.

E oggi Verde Acqua aveva un nuovo gioco di carte di cui non posso veramente fare il nome ma di cui mi sono subito innamorata e che credo regalerò alle mie stolte sorelle –nonostante il loro regalo dovesse in effetti essere il loro viaggetto spesato qui a Oxford– per giocarci fino allo sfinimento le volte che tornerò in Italia.

Quanto mi piacciono i giochi di carte!

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