Sul Filo

Avete presente quella sensazione di pericolo che si ha quando si fa qualcosa che non si dovrebbe fare? Quel panico sottocutaneo e costante che si prova nel momento in cui si aspetta che le conseguenze delle proprie azioni ricadano come una mannaia sulle cose che abbiamo combinato?

sì, lo so, la concordanza di questa frase…

Sono in preda a quella sensazione, come se camminassi in bilico sulla fune. C’è la possibilità che io arrivi illesa fino alla fine della fune ma c’è anche la possibilità che io fallisca miseramente e cada come un pero.

Il fatto è che oggi ho gettato sul tavolo tutte le carte con lei. Che mi manca, che continuo a sognarla, che pensare che è arrabbiata mi fa star male, che vorrei tornare a sentirla. Che quasi quasi quella che mi manca di più è la mia migliore amica.

Ha detto che risponderà domani.

la corda vacilla tremendamente

E non aiuta il fatto che sto leggendo un libro incredibile, il libro di una ragazza che ritorna a parlare con la sua migliore amica a tre anni di distanza da qualcosa. Qualcosa che non si capisce, qualcosa a cui tutti fanno riferimento ma nessuno spiega. Qualcosa che ha a che fare con un altro qualcosa che Sadie non può spiegare a Colette.

Prometti di non odiarmi anche se farò qualcosa che non ti piacerà?
Prometti di tenere i miei segreti anche se non saremo più amiche?
Prometti che ci sarai quando ti dirò che avrò bisogno di te?

Forse combinare le due cose non è stata una grande idea. Cosa succederà adesso?

 

Ed ora qualcosa di completamente diverso!

In realtà a parte il panico dell’aspettare che arrivino domani e la mannaia sono tutta deliziata dallo spettacolo che ho appena visto, lo spettacolo che la scuola di J ha appena messo in scena. Si chiama Tutti hanno bisogno di sentirsi necessari e parla della crisi di mezza età di Babbo Natale, scongiurata dai suoi fedeli amici Coniglietto di Pasqua, Leprecauno, Fatina dei Dentini e Yeti.

sì, fa un po’ Le 5 leggende ma non avete idea di come fosse brillante

Sono anche riusciti a infilarci la scena della Natività, anche se in chiave molto comica: per tre volte l’albergatore fa capolino da dietro le quinte chiedendo quand’è che arriva la sua parte e, ovviamente, quando tocca a lui gli ci vuole una vita a prepararsi, dopodiché salta sul palco, esclama qualcosa come Sono l’albergatore, gentile pubblico! e tutti applaudono. La cosa prende una piega tutta inaspettata quando Giuseppe chiede se ci sono rimaste stanze e lui risponde sì: Abbiamo le stanze migliori, tutte con tv via cavo! Giuseppe tenta di farlo ragionare ma lui insiste: Credevi di poter fare a modo tuo, eh Giuseppe? Invece ora ti ho proprio dove volevo e dovrai fare quello che dico io! Ho una suite che fa al caso tuo, una cosetta speciale solo per te e tua moglie…

-non potete capire cosa sia vedere questa scena recitata da bambini di dieci anni

Vedere questa recita mi ha entusiasmato in una maniera del tutto inaspettata…le canzoni natalizie, i costumi, l’enfasi e la bravura di certi attori… la sceneggiatura poi è stata scritta dall’insegnante di J, un uomo che ammiro moltissimo e che ha già deliziato il pubblico più di una volta.

Mi vien quasi voglia di restare nei paraggi solo per tornare e guardare lo spettacolo del prossimo anno!

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