La Paura

Non ce l’aspettavamo proprio.

Oggi filava tutto liscio, un giro in banca per farsi dare un po’ di euro –che dopo nove mesi di soldi con la straniera mi sembrano soldi del Monopoli– un giro al Tesco per comprare gli ingredienti per le delizie di sabato mattina, un giro alla discarica per far fuori tutto il cartone accumulato nell’ultimo mese di pacchi ricevuti…poi mi sono dedicata allo sgombero della stanza, una pausa veloce per preparare dell’ottimo chicken korma per me e T e poi via, a recuperare J che come ogni mercoledì passa il pomeriggio con l’amico T.

Domani mattina i bambini guarderanno I Fratelli Grimm e l’Incantevole Strega, a scuola. Ne abbiamo guardato un pezzo adesso, ma non è un film un po’ troppo spaventoso?

questa sarebbe K, la madre di T, che è supercarina e mi saluta sempre con un bel ciao-

Mi fermo un nanosecondo a pensare.

Il film con il cavallo che si mangia la ragazza.

Il film con qualcuno a cui sparisce la faccia.

Il film con l’omino di zenzero che non ricordo più cosa fa ma che è spaventoso.

metto rapidamente da parte il pensiero che in quel film c’è anche Heath Ledger, che è uno degli uomini più belli del mondo e che io adoro ma vabbè

Improvvisamente mi spiego lo sguardo spento negli occhi del mio J –che non sarebbe la prima volta che vado da un suo amico e chiedo E’ qui mio fratello?– lo recupero in fretta e lo infilo in macchina.

Dove si permette di farsi venire gli occhi lucidi.

Dove mi permetto di accarezzargli la testa e i capelli –ha dei capelli che non potete capire, un caschetto mostruosamente liscio e biondissimo che ciao– e mormorare qualche parola di consolazione.

A casa aspetta che io apra la porta per schizzare fuori dalla macchina e dritto tra le braccia della sorella, dove scoppia in lacrime.

Proprio la sera in cui sia il padre che la madre sono fuori e tornano a mezzanotte passata.

Vorrei dire che mi vergogno di aver fatto loro infrangere quasi tutte le regole ma non sarebbe vero: quando ci sono queste emergenze non c’è regola che tenga. Abbiamo guardato il film dei Simpson tutti insieme, mangiato popcorn e riso come matti, poi ho fatto loro una tazza di cioccolata calda a testa e li ho mandati a nanna.

Ho collezionato tutti i grazie di J, sussurrati a mezza voce ogni volta che gli dicevo dove stavo andando quando mi allontanavo, o quando gli ho portato la cioccolata, o quando, in mancanza di una soluzione migliore, mi sono offerta di restare in camera sua fino a che non si fosse addormentato.

Sono ancora qui, con l’orologio da parete che fa un casino infernale ticchettando, una mezza conversazione sugli effetti della negligenza umana sulla Natura –non sto scherzando. Stiamo pur sempre parlando del bambino che si preoccupava di cosa sarebbe successo se fosse scoppiata la Terza Guerra Mondiale– e un paio di lavori grafici per le mani, il muro che curva sulla mia testa in una specie di deliziosa alcova a fianco del suo letto.

Quasi quasi stanotte dormo qui.

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2 pensieri su “La Paura

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