Attorno al Natale

La minuscola pantera è ovunque.

E’ nascosta dietro il mio portatile, in attesa di intravedere un dito e agguantarlo selvaggiamente.

Salta dentro e fuori dal sacchetto dei miei acquisti di stamattina, mordicchiando la pila di calzini.

E’ accoccolata sulle mie caviglie incrociate, tutta intenta a leccarsi le zampette.

Salta in piedi appena mia sorella entra in camera, con la coda di paglia di qualcuno che flirta con chi non dovrebbe.

il fatto è che la panterina continua ad essere di mia sorella. Nonostante dorma con me. Nonostante si accoccoli sulle mie caviglie. Nonostante pianga per essere presa in braccio da me e mia sia la roba che prende di mira.

Probabilmente sono ancora il nuovo giocattolo umano

 

Ho lasciato passare tre giorni senza postare, primo perché ero da mia nonna –su una collina sulla quale la nebbia non arriva ma ahimè nemmeno il segnale internet– e secondo perché, presumibilmente a causa della famigerata luna piena natalizia, sono stata di umore più o meno orrido quasi tutto il tempo.

Ho fatto bellissime cose, questo è vero: ho convertito quasi tutti i miei cugini ad un gioco con le carte bellissimo che si chiama Sushi Go –lo stesso al quale io e Verde Acqua giocavamo per ore a Oxford e che ho ben pensato di regalare alle mie sorelle– ho passato tanto tempo con la mia amata nonna –per lo più leggendole le incredibili storie di Don Camillo– ho visitato molti parenti che non vedevo da tempo, ho rivisto i miei amici del coro –nella tradizionale serata di non-capodanno che organizziamo già da un po’– e mi sono un po’ goduta la mia piccola città che mi è mancata in un modo che non mi aspettavo.

 

Una settimana è già passata da quando sono tornata in Italia, una settimana che mi sono permessa di lasciar scorrere senza pianificare eccessivamente nonostante i mille impegni: la mia maestra di Reiki, la psicologa, amiche vicine e lontane, zie che reclamano la mia presenza e via discorrendo…viaggio a naso, la testa piena di dubbi, l’ombra increspata da fantasmi del passato che hanno scelto proprio il periodo natalizio per venire a salutarmi.

 

Poi, come stamattina, basta che io mi imbatta in una cancellata decorata di ragnatele ghiacciate, o che in una delle bancarelle del mercato io scorga i miei calzini preferiti a righe coloratissime.

Chi lo immaginava che la felicità si potesse comprare a 80 centesimi al paio?

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