Di Gorgonzola e Milano e Mucha

Immaginate una me sorridente, seduta ad un tavolo coperto da una tovaglia di plastica con le margherite, con l’acqua che bolle sul fornello e un Nuel che chiacchiera allegramente mentre affetta un paio di zucchine per un risotto con il gorgonzola.

Con il gorgonzola.

squittisce

Oggi Milano mi ha colpito con la bellezza dei suoi edifici. Sono uscita dalla metro e mi sono ritrovata davanti il Duomo, quell’arco bellissimo che c’è a destra e ogni altro edificio possente e maestoso tutto attorno.

E poi c’era un ragazzo che suonava la pianola in piazza, e in quel momento stava suonando Say Something, che non era veramente il caso.

Se si fosse messo a nevicare sarei esplosa e non sarei qui a raccontare le bellissime cose che ho fatto oggi.

Ma comunque.

Dal fatto che sto scrivendo potete dedurre tranquillamente che i passaggi –plurale– che ho preso con Bla Bla Car sono andati a buon fine tutti e due. In effetti ho speso molto meno di quello che avrei speso in treno e mi sono divertita molto di più. E’ chiaro che c’è sempre un po’ di incertezza quando è il momento di salire a bordo con uno sconosciuto ma la maggior parte di essi è un autista ormai abitudinario e hanno magari anche molti buoni feedback.

Ho visto L, finalmente, dopo un anno e mezzo. Mi ha aggredita con la sua incredibile vitalità in una maniera che avevo dimenticato e l’affetto tra di noi era così tangibile che un paio di volte mi sono ritrovata ad abbracciarla e basta, tanto ero contenta di averla ancora accanto.

Ci sono cose che non si possono spiegare…

Poi siamo andati alla mostra di Mucha, scoprendo che non si pronuncia né mucamucia bensì muhà, e nessuno ce l’aveva detto.

Shame on us.

Mucha mi fa impazzire.

Da quando sono piccolissima amo i puzzle dello zodiaco che la mamma ha appeso in soggiorno, che sono enormi e veramente bellissimi. Eccoli qui, e contate che dal vivo luccicano perché sono metallizzati.

Uno sballo.

La mostra mi ha mandato fuori di testa.

I mobili, sinuosi e pieni di curve, mi davano i brividi, e le immagini dei manifesti e i bozzetti di Sarah Bernhardt mi lasciavano a bocca aperta. Quelle linee, quelle acconciature, i vestiti e i gioielli…è stato seccante che non si potessero fare foto, altrimenti a questo punto ne avrei una montagna e potrei comodamente sbavarcisi sopra.

No, giuro: a me quello stile fa venire una specie di brivido estatico sulla schiena che non mi spiego.

Comunque.

Non credo sia eccessivamente educato proseguire mentre Nuel fa del suo meglio con quel risotto, quindi buonanotte: domani si va a Napoli.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...