Animale Migratore

Ho notato troppo tardi di non aver postato ieri.

Dopo sette-otto ore di viaggio, tra treni, bus e aerei, sono finalmente approdata in quella casetta in mezzo al buio dove vivo nella mia altra vita, quella vita parallela in cui sono innamorata follemente di Oxford, in cui parlo fluentemente inglese, in cui ho una stanza tutta mia e un letto in cui mamma mia quanto mi sono goduta dormire per metà della giornata.

balle. Non sono fisicamente in grado di dormire più di un paio d’ore più delle mie solite…otto, diciamo, ma mi piace accoccolarmi in mezzo a coperte piumoni e cuscini e leggere per ore

Non ho postato, ieri sera, anche se con la giornata che ho trascorso avrei dovuto: dopo un tragico risveglio e un paio d’ore in cui sono stata in preda al panico –e alla febbre– mi sono ritrovata tutta sola alla stazione di Mestre.

E lì la mia coscienza ha aperto le sue ali incredibilmente ampie, si è stiracchiata e ha detto Finalmente stiamo viaggiando, diamine, era ora!

Ho scattato infinite foto, durante il volo, riempiendomi gli occhi dell’incredibile bellezza della laguna colpita dal sole, lasciandomi abbagliare dal meraviglioso riverbero di quelle ondine, e le nuvolette, e le nuvole…tutto era meraviglioso. Sono atterrata con il cuore pieno di gioia, quasi commosso dall’arrivo del bus navetta che va a Oxford, sentendo che quello era il posto dove dovevo essere, bevendomi l’incredibile sole che splendeva a tutta forza sulla meravigliosa terra inglese, trapunta di campi e boschi in una maniera che non si può capire finché non la si vede…

sono poco innamorata dell’Inghilterra, sì

Oggi è stata una giornata strana.

Sono certa che mi ci vorrà qualche giorno per tornare in quest’altra vita con tutte le molecole. Al momento mi sto godendo lo spazio, il fatto che posso chiudermi nella mia stanza senza avere nessuno che la divida con me, senza –incredibile ma vero– la gatta che cerca di strapparmi via le dita o portarmi via le sciarpe o qualunque altra cosa: la stanza è mia e non c’è nessuno dentro, solo io e un letto incredibile che al momento non vedo lì’ora di occupare di nuovo.

C’è anche un po’ di insoddisfazione, un po’ di impazienza, di euforia trattenuta, di potenzialità inespressa. Qualcosa che non riesco a descrivere in altro modo, in realtà, qualcosa che premeva per uscire e diceva Perché siamo ancora qui?

So che non bisognerebbe mai lasciare la strada nota –e remunerativa– per qualcosa di imprevedibile, di sconosciuto e ancora non tracciato, ma…sono un animale migratore e lo sto scoprendo ora più che mai.

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