Strani Stati d’Animo

Di solito non posto a quest’ora.

Di solito, prima di “giudicare” una giornata, aspetto almeno le sei, le sette. Tanto a quell’ora ho quasi sempre fatto tutto quello che dovevo fare, cucinato, steso, piegato, riordinato, pulito, guidato, sgridato, coccolato, inscatolato.

Oggi, invece, ne ho fin sopra i capelli già ora, che son solo le due –ora locale– e che non è ancora, praticamente, successo niente.

Quando posto a orari strani è perché vengo assalita da strani stati d’animo.

Mi guardo intorno, mi sento in trappola, tutto diventa fin troppo nitido e io mi chiedo dove sto andando?

Ieri sera ho stilato una lista di cose che avrei dovuto controllare stamattina. Nove voci, di cui tre completate e una abbandonata.

Ho paura.

Ho paura di bussare alla porta del futuro. No, non ho paura di bussare alla porta del futuro, ho paura che mi apra.

Dicevo alla mia amica A, non più tardi di un paio d’ore fa, che si deve salire uno scalino alla volta, una scala alla volta.

Non si possono salire sei scale contemporaneamente. Decisioni vanno prese, strade vanno escluse o rimandate, passi vanno mossi.

E quanto è vero, se si sta fermi si cade, come in bicicletta.

Ma io non so dove sto andando.

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