Eravamo in Francia

Mi piacerebbe che mi poteste vedere, ora.

Ho la faccia dipinta di bianco, le labbra e le guance rosse e dei simpatici baffetti neri disegnati con la matita. Ho addosso una maglia a righe bianche e nere incredibilmente attillata –perché non era pensata per me, diciamo– e dei pantaloni neri e larghissimi. Ho appena tolto una specie di basco di fortuna, fatto di laniccia morbida e viola, che la mia amica L ha fatto per me qualche anno fa e che, ad essere onesti, non ho mai veramente indossato.

Esatto, sono un mimo!

La cosa, lo so, non è così immediata…

Un paio di giorni fa J, la mia host mother, venne da me e mi disse che oggi sarebbero venute tre amiche di T per preparare insieme dei pancake come progetto per la classe di francese. Che già non è una cosa che vedi tutti i giorni a casa. In più poi è venuto fuori anche che le ragazze si sarebbero vestite come delle francesi –e già su questo ci sarebbe da discutere– e che avrebbero recitato tutta la ricetta in francese.

E che io, se mi ci fossi prestata, avrei potuto fare il mimo.

Quindi ho fatto il tecnico della musica per tutte le scene, e ad un certo punto, mentre le ragazze versano l’impasto nella padella, passo dietro di loro con noncuranza facendo finta che tra me e loro ci sia un muro.

mi rendo conto solo ora che avrei potuto indossare dei guanti neri e fare una figura ancora migliore

Nella scena successiva la mia bambina, T, dice che il pancake va girato, e io lo giro con assoluta maestria.

me la posso tirare infinitamente perché la mia nonna mi ha insegnato un trucco infallibile e infatti non fallisco quasi mai

Non mi aspettavo di divertirmi così tanto. J è rimasta colpitissima e ha detto che sono un talento naturale –probabilmente si riferiva al mio fare la sciocca– e la cosa mi ha fatto molto piacere…non sarebbe la prima persona che mi dice che dovrei fare teatro, in realtà, ma è una cosa che non ho mai neanche preso in considerazione.

La giornata non era iniziata molto bene, ma tra i consigli di A –esatto, la saggezza è quasi sempre tutta sua– l’acquisizione di un paio di numeri di telefono tattici e questa breve incursione a Parigi direi che la giornata è stata ben spesa.

 

PS: ragazzi, per evitare il continuo ripetersi di post lagnosissimi o sempre uguali stavo pensando di dedicare uno o due giorni alla settimana come argomenti fissi…c’è mica –ve lo chiedo tutte le volte e nessuno risponde– qualcosa che vorreste trattare?

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