La cannella e la mia spesa

Sono le dieci e io sono seduta sul pavimento della mia stanza nella speranza di essere abbastanza vicina al wi-fi –cosa che temo non stia succedendo– con in corpo solo una fetta di torta di mele –troppa cannella per i miei gusti– i piedi stanchi per il troppo nervoso guidare e qualcosa che è passato dall’essere sonno all’essere felicità, perché sono nella mia stanza, sono tranquilla e sono da sola.

Stamattina ho finito il braccialetto che ho iniziato ieri, spendendo più di cento dei miei adorati cristalli svarowsky e chiedendomi invano quando diamine dovrebbe costare un simile oggetto dato che ci ho speso dietro un numero infinito di ore.

Però è color arcobaleno –se in questo momento fossi meno abbarbonata pubblicherei una foto, e non è detto che io non lo faccia, domani– tutti lo adorano ed è luccicosissimo, quindi va bene.

Oggi la mia host mother ha speso due terzi della sua giornata tentando di fare una torta che avesse la forma e il sapore dell’anguria.

Io, che dell’anguria non ne capisco il senso, mi sono limitata a guardarla sbagliare impasto, pensare che non ci fossero uova, finire il colorante rosso, andare al negozio una prima volta, sbagliare colorazione, andare al negozio una seconda volta, usare uno stampo rovescio, fare un’infinità di cupcake con l’impasto rimasto, coprire la torta –in tre pezzi– con la crema, coprire la crema con quella cosa assurda che è il cioccolato plastico, o come diamine lo volete chiamare, aspettare avventatamente troppo tempo –nel frattempo si era sciolta la crema sotto- e dipingere una meravigliosa texture sul cioccolato plastico.

va detto che la mia host mother è un’Artista, che ha fatto la truccatrice in film come Pirati dei Caraibi, Harry Potter, 007 e Star Wars, non noccioline. Si trattava semplicemente di una giornata no, era divertente per quello: di solito le sue torte sono eccezionali-

Ovviamente non ho passato tutto il tempo a guardarla: dopo aver finito il braccialetto sono stata in un charity –dove ho comprato due collane, una cintura e due libri intonsissimi di Robin Hobb, il tutto per l’incredibile cifra di nemmeno due sterline- e da Tesco.

Dove hanno perso la mia spesa.

Forse che in Inghilterra non sono abituati a gente che lascia la spesa un attimo in cassa per fare una seconda spesa con le cose che ha dimenticato, forse che il cassiere non era troppo scrupoloso, forse che sono stata contagiata dalla sfortuna della mia host mother ma quando sono tornata la mia spesa non c’era più, e al posto del signore indiano a cui avevo affidato la mia spesa –peraltro piena, lo dico con orgoglio, di frutta e verdura– c’era una ragazza afroamericana con un fortissimo accento.

Che della mia spesa non ne sapeva niente.

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