La Prima Cosa Bella

Guardando indietro ai post dell’ultima settimana mi viene un po’ da storcere il naso: si vede che non è un buon periodo, per me, perché nei post non faccio altro che parlare degli eventi della mia vita, senza nessuna particolare trasporto, senza quell’introspezione che mi usciva tanto bene di quando in quando.

Duh.

Ma tutto questo non ha niente a che fare con oggi! Oggi sono felice perché ho finito il nuovo libro di Bianca Marconero, dallo stesso titolo del post che state leggendo: La Prima Cosa Bella.

Innanzitutto è incredibilmente scorrevole: l’ho iniziato tipo mercoledì notte e l’ho finito oggi dopo pranzo. Mi piace tanto come scrive questa fanciulla, l’ho amata in Albion –che comunque era fantasy– e l’ho amata anche qui –che non è una cosa scontata, dato che la svolta fantasy di Levithan non mi ha preso più di tanto.

La storia è molto brillante e gira tutta attorno al narratore Dante, un ventenne appassionato di cinema che racconta le sue disavventure dal letto di un ospedale. Cosa gli sarà mai successo? Ovviamente questo dettaglio viene svelato solo alla fine, ma tutto inizia una certa sera in cui il fratello gemello Marco aveva bisogno di un favore…

Dante si prenderebbe a schiaffi per metà del libro, ed è una convinzione diffusa. E’ come Fitz, quel tenero tontolone che ti fa venir voglia di scrivere i sottotitoli solo per lui, al neon e in lettere cubitali, perché a certe cose proprio non ci arriva. E se ne stava nella mia mente, a rimuginare, guardando il mondo e i suoi comprimari con lo sguardo miope e un po’ passivo.

Un po’ per la sua passione sfrenata e un po’ per la sua ingenuità questo Dante mi ha ricordato enormemente il mio Verde Acqua…

credo che VA non frequenti più queste lande da un po’ ma nel caso spero non si offenda

E’ un libro vivace, brillante, che ti cattura: non è scontato e non abbraccia i classici cliché di cui sono francamente molto stanca. Lo stile è allegro, fresco, i personaggi sono ben caratterizzati –anche se qualcuno di essi meritava più spazio: di Leo si intuisce molto, grazie allo sguardo affettuoso di Dante, ma ne volevo di più– e anche gli intrecci amorosi sono credibili e ben costruiti.

sospira

Ma io arrivo a questo punto della recensione in cui mi chiedo se ho scritto una cosa sabbiosa –le mie recensioni suonano tutte sabbiosissime, ecco perché questo non è un blog di recensioni– o se trasmette veramente quello che ho provato. E’ un libro fenomenale, un libro pieno di belle cose, uno di quei libro che vorresti leggere e rileggere finché non sono confortevoli e familiari come la copertina in cui ti accoccoli quando fa freddino.

Perché succedono belle cose, in questo libro. Perché Dante è stupido ma ha gli occhiali verdi e gli vuoi bene lo stesso.

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