Il Mio San Valentino

Avevamo paura, io e l’Altro Naufrago, noi due vittime del disastro del primo amore, noi mutilati, anime scarnificate.

San Valentino sa essere un giorno ben crudele, e ritrovarsi, in un supermercato, a fissare un mazzo di gerbere rosse –gerbere rosse!– con il desiderio di prendere un aereo…non è stato piacevole.

Nemmeno guidare in giro per Oxford con la radio che celebrava l’amore infinito è stato tanto piacevole ma poi guardando due ragazzi che si baciavano ho pensato che possiamo ben lasciare un giorno a chi è follemente innamorato per divertirsi un po’.

E poi abbiamo fatto la festa del secolo.

Come ogni domenica ci siamo riuniti da Combibos, ad Oxford, dove fanno un the alla menta e liquirizia buonissimo e dove, finalmente, ho trovato un’alternativa a quelle fette di torta enormi e supercaloriche –una bustina con due biscottini di numero. Siamo il gruppo FB Italiani a Oxford, che una volta a settimana trova il tempo di far casino in qualche angolo di questa bella città, facendo finta di lamentarcene quando invece ne siamo tutti un po’ innamorati.

E ieri abbiamo festeggiato san Valentino a modo nostro.

Una famiglia assente è stato il pretesto per una ragazza alla pari per invitare una manciata di noi, con il proposito di finire le due-tre cose che in frigo rischiavano di marcire inutilizzate. Le due trote che dovevano essere il piatto principale sono poi state ignorate per una mega –e uso il termine con cognizione di causa– spaghettata con pomodorini, zucchine, gamberetti e pancetta, accompagnata da bruschettine, una bellissima insalata e degli incredibili dolcetti libanesi –preparati sul momento sotto i nostri occhi increduli- ripieni di pistacchi e acqua di rose.

Quindi, anche alla fine di giornate dure come questa, si ringrazia l’Universo.

Lo si ringrazia nonostante le gerbere, o forse proprio grazie ad esse.

Lo si ringrazia per gli amici cresciuti a pane e Disney, gli amici “quelli furbi” e quelli che nonostante tutto sopportano queste cazzate.

Lo si ringrazia per il cibo delizioso, per quella texture che ti riempie la bocca, per la crema incredibile dell’avocado al quale ancora non sono abituata.

Lo si ringrazia per le risate infinite, le sciocchezze rimbalzate avanti e indietro, le frasi lanciate sopra un tagliere e oltre le spalle, Cos’hai contro Vicenza? Io vengo da Vicenza. le amiche che tornano, quelle che arrivano.

Grazie per quella sensazione che scalda il cuore, quegli occhi che dicono eccoti qua, i baci sulle guance, gli abbracci furtivi, i ricci neri della famosa cameriera e i desideri che fioriscono lungo una schiena intravista per caso.

Non posso ringraziare per l’ombra che mi accompagna e che si allunga sempre di più ma posso ringraziare per il calore di giornate come quelle di ieri, scaldate dalle chiacchiere calorose di un gruppo che apprezzo ogni settimana di più.

Grazie Universo.

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