Cose Molto Random

Se non fosse così bellino direi che è quasi preoccupante: sono arrivata a 190 followers.
Machebellezza e chegrazieatutti! Sono proprio felice! ^^

Dato che anche oggi è una di quelle giornate che mannaggia c’ho le ossa liquide e no, il cervello l’ho già esaurito tutto parlerò di cose molto random, non necessariamente accadute oggi e non necessariamente collegate.

Salivo le scale, lentamente per non stramazzare a terra come un capretto appena nato, e mi è finito l’occhio sulla finestra.

questo mi rimanda a battute terribili come Luca si sbuccia un ginocchio e se lo mangia e Ho cosparso il capo di cenere ma mi ha licenziato, questo per dire quanto sono lucida ed efficiente al momento

C’era un luccichio rossastro, sul vetro, un po’ quell’effetto delle braci, quando il calore ondeggia da una all’altra in quella maniera così viva che ti viene da farti delle domande. La primissima reazione è stata sorridere all’idea romantica del fuoco e pensare che certamente dall’altra parte della finestra c’era il camino dei vicini.

Risposta sbagliata.

Noi un camino pure l’avremmo ma, a parte essere in una posizione che col cavolo che si specchia in quella finestra, era pure spento.

Mi sono fermata, per quelle classiche manciate di secondi che si allungano all’infinito, a fissare questo luccichio rosso che ondeggiava nell’aria, questo riflesso di fiamme misteriose, mentre la mia mente arrivava alla soluzione più logica –Sherlock insegna, una volta eliminato l’impossibile, ciò che resta, per quanto improbabile, deve essere la verità-: fuori dalla finestra c’era un drago con la bocca piena di braci.

annuisce saputamente

Cercate di non fare i furbi, non potete sapere cosa si prova a pensare che ci sia davvero un drago appena oltre il vetro. Alla fine ho dovuto scendere a patti con la realtà e abbassare lo sguardo per la prova scientifica di ciò che si trovava effettivamente nel raggio della finestra e sono rimasta delusissima: quel bellissimo movimento vivo che mi aveva stregata era dovuto al palloncino ad elio che ondeggia pigramente sul tavolo del soggiorno da San Valentino, la cui superficie rosso metallizzata rifletteva la luce in maniera ambigua.

Duh.

Credo inoltre che vi farà piacere –inoltre rispetto a cosa non si sa– sapere che mi sono rimessa a scrivere.

Si tratta purtroppo solo di una fanfiction ma, tenendo conto che sono mesi e mesi che ho promesso a Fe’ di scriverla e che recentemente le mani mi prudevano più del solito, anche solo aver iniziato è una gran mossa, specie perché ci ho preso gusto e non vedo l’ora di rimettermici stasera, quando tutti saranno messi a letto/impigiamati/lavati e puliti/nutriti, non in quest’ordine.

E ho inspiegabilmente fame.

Chiudo dicendo che con oggi mancano solo sette giorni al mio trasloco. E’ una mossa gigantesca per me, che non mi sono mai autogestita davvero –ho vissuto fuori casa due anni ma solo come ragazza alla pari, in quel caso non dovevo pagare io il cibo e la casa– e che mi ritroverò per la prima volta a vivere solo e completamente del mio lavoro.

pausa agghiacciata

Ma ce la farò?

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2 pensieri su “Cose Molto Random

  1. crackedbeaker ha detto:

    Sì, ce la farai. Mai sottovalutare le risorse nascoste che emergono solo di fronte alle necessità.
    Penso di avere l’onore di essere il primo a rispondere alla tua richiesta di lasciare una traccia del nostro passaggio. Sono inglese a tempo determinato, e italiano dalla nascita, anche se un po’ a mia insaputa.

    Bell’esempio di hysteron proteron in questo post. “messi a letto/impigiamati/lavati e puliti/nutriti”. Però, accidenti, non c’era bisogno di scrivere “non in questo ordine”! Era una figura retorica perfetta, e funzionava alla grande da sola.

    Te le insegnano a scuola, e lì ti fanno girare le scatole. Poi a uno viene il pallino della poesia, o della scrittura, e le usa senza pensarci. Le figure retoriche. Zombie amichevoli che ritornano dal mondo di Petrarca & co. per reincarnarsi nei nostri scritti digitali. I morti viventi non sono poi così cattivi…se ci fanno comodo.

    • Mah, io a rileggerla oggi le taglierei volentieri la testa, a quella figura retorica perfetta. Sul momento, a orecchio, mi sembrava valida, mentre adesso sembra lunga e pesante. Duh.

      Maledette figure retoriche.

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