Meritocrazia

Voi non potete capire cosa è successo oggi.

Non fino in fondo, almeno.

Ieri sera, agitata per la convention a cui andrò in Maggio, ho guardato fuori dalla finestra, mi sono ritrovata davanti la luna piena e ho mormorato Per favore, fammi avere un Angel Pass.

non vi servono tanti dettagli, basta che vi dica che l’Angel Pass ha tutto quello che volevo, che ero disposta a pagarlo già all’inizio e che vale ogni singolo euro che costa

Stamattina, tipo first thing in the morning, una ragazza scrive su un post che tengo d’occhio che vuole cedere il suo Angel Pass. Io salto sulla cosa come il giaguaro che sono, con il risultato che arrivo prima di chiunque altro e mi assicuro il diritto di prenderlo.

Se veramente voglio spendere 500 euro e correre il rischio di non riuscire a rivendere il mio Demon Pass –400 euro- entro il 18 marzo.

 

Ho fatto un paio di domande all’Universo, oggi, sul valore del denaro, sul buonsenso, sul coraggio e sulla follia, sulle opportunità, sulle probabilità e insomma, mi conoscete, ho passato la giornata ad agitarmi come una cretina senza riuscire a decidere cosa fare, se sono più fangirl o più ragazza sensata, se sono più sognatrice o costruttrice, se sono più bambina o adulta.

Ho pensato a ogni scenario, nelle ore che questa adorabile ragazza mi ha lasciato per pensare a cosa preferivo fare; rotto le balle a qualunque amico che conoscesse Supernatural anche solo di striscio, per dare vita al passaparola allucinato dell’ultimo minuto; tentato invano di meditare perché tra il trasloco, che è solo tra due giorni, e tutte le spese che ho fatto di recente, mancava poco che la mia testa esplodesse. Non è servito.

 

Voglio? Non Voglio? Sono adulta, sono bambina, sono capricciosa, sono previdente?

 

Ho passato la giornata a farmi queste domande, ad aiutare la mia host mother a selezionare le foto per il suo sito –parliamo di una che ha truccato Michelle Pfeiffer, eh, non banane– a fare le valigie che non ho fatto ieri. Poi ho pensato a come avrei passato il resto dell’anno a chiedermi come sarebbe andata se avessi rischiato e l’avessi preso, in caso avessi scelto la strada della previdenza, e ho previsto molte notti insonni. L’Universo mi ha guardato e io ho pensato che se non sono disposta a mettere in gioco tutte le mie risorse per ottenere quello che voglio allora non mi merito neanche di recuperare quei 400 euro, e che ho abbastanza risorse da accettare questa sfida.

Non so –sono abbastanza obiettiva da avere una parte che se lo chiede– se ho preso la scelta che mi faceva più comodo, se ho letto i segni come mi pare, se alla fine ho fatto quello che volevo o no: so che ho preso la decisione che mi farà dormire meglio la notte, e che il resto…beh, sarò in grado di meritarmelo.

 

PS: se a qualcuno dovesse interessare un Demon Pass per la convention di Supernatural…veniamoci incontro: sto pensando di scontarlo fortemente.

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