Oltre il Mare

Mandate tutti un salutino a Cì che oggi ha litigato con il dentista, e che si trova sconvenientemente dall’altra parte della Manica rispetto a me.

Nel senso che io sono tornata a Oxford e invece lei è a casa e non è qui.

Mi sono svegliata alle quattro e sono quasi di cattivo umore come allora.

Oxford così è molto meno Oxford.

Non è valido.

Mi porto a letto Locke Lamora, buonanotte.

Mandatele anche un abbraccio, a Cì.

E anche a me…

 

 

Partenza nella Nebbia

C’è tanto, tantissimo stupore, stasera.

Il primo e principale motivo è che nella mia valigia ci sta tutto.

Non importa che io abbia comprato sei paia di calzini, che stia contrabbandando sigari toscani in gran quantità o che mi porti dietro caffé al ginseng bastante per un anno, apparentemente il mio bagaglio contiene queste ed altre cose, compreso tipo un portatile, una moleskine nera, un paio di pantaloni nuovi da lavoro e una quantità mostruosa di cristalli cechi.

Well done.

 

Oggi sono stata in biblioteca e mi è stato dato il permesso di entrare nel magazzino.

Il magazzino dovrebbe essere il lugubre e triste luogo in cui i libri che non vengono presi in prestito per più di cinque anni vanno a finire. In realtà è un luogo bellissimo, pieno di bisbigli dei libri più vecchi –che hanno una potentissima aura di antichità– di ricordi legati ai libri che leggevo da piccola e di nostalgia di alcune collane, il tutto gestito in bell’ordine sui vecchi scaffali della sede vecchia, che hanno ancora il sapore del coraggio che mi ci volle, all’epoca, per passare dalla sala dei ragazzi a quella degli adulti.

Ho ripreso in mano libri meravigliosi che al giorno d’oggi nessuno legge più, i mitici libri del Battello a Vapore –di cui ricordo a memoria tutti i titoli a forza di sfogliare il catalogo e sbavarci sopra– i tremendi Piccoli Brividi, l’incredibile serie di Animorphs e le deliziose storie della collana Junior Gaia, i migliori libri in circolazione all’epoca.

E niente, mi fermo qui perché potrei proseguire per ore e ho solo altri 12 minuti prima che sia troppo tardi per andare a nanna.

l’ho già detto che la sveglia, domani, è tipo alle quattro?

Sono andata in giro per il mio quartiere, oggi, stupendomi di quanto tutto sembrava uguale e diverso, di come le cose di vent’anni fa siano ancora lì, di come i miei punti di riferimento non siano cambiati. Pensare che la mia mente si soffermi ancora in tutti i posti in cui ho intravisto dei gatti –e parlo di 15 e passa anni fa– mi fa sorridere, ricordare i luoghi in cui i miei amici hanno vissuto mi scalda il cuore. Amo questa città e amo il mio quartiere, e non cambia quanto ami anche Oxford, la sensazione che provo fermandomi in libreria, o salutando le bibliotecarie, o semplicemente incrociando per strada il proprietario del negozio di stoffe –quante volte io e mia sorella ci siamo rincorse in quel negozio, perdendoci nel labirinto di scaffali che a noi sembravano altissimi ma che oggi mi arriverebbero forse al gomito– è qualcosa che faccio fatica a descrivere.

E stasera, mentre siedo sul pavimento, con gli occhi a malapena aperti e tanti dubbi sul mio domani, sono avvolta da una strana quiete che mi isola dalle preoccupazioni, una nebbiolina d’argento, vagamente calda, che culla i miei pensieri.

Grazie, Universo, per questa nebbiolina e la persona che l’ha filata per me.

Tasche Piene di Sassi

Non posso negarlo, ho passato la giornata a farmi domande.

Ci sono questioni grosse che ti tengono sveglia la notte e fanno correre i tuoi criceti come dei cretini e ti impediscono francamente di concentrarti su altre cose. Fai la spesa, metti ordine, fai le pulizie ma la tua mente batte sempre invano lo stesso chiodo.

E condividi le tue perplessità e ascolti le risposte più svariate e ci rifletti su e ti chiedi cosa come e perché e cosa devi ascoltare.

Ho passato la giornata a chiedermi con che parole avrei dovuto affrontare la questione, perché è chiaramente un pugnetto di cenere su cui qualcuno ha soffiato soffiato e soffiato fino ad alzare un fottuto polverone, ma ci vogliono le parole giuste per metterci mano.

so che siete delusissimi dal fallimento della mia metafora sulla cenere ma vi svelo un segreto: le metafore non sono sempre la risposta-

E poi ho portato al cinema le mie sorelle, a vedere un film che mi ha deluso un po’ ma tutto sommato carino, Il Mio Grasso Grosso Matrimonio Greco 2.

-le mie sorelle ci vanno per John Corbett e io pure credevo di andarci per lui, poi ho visto sorridere Nia Vardalos e ciao

Non brillante quanto il secondo ma ugualmente tenero, ed è successa una cosa orribile: i criceti sono tutti morti.

Non girano più, non si muovono, non dormono, sono semplicemente tutti morti.

Questo perché ci sono altre cose, altre cose più grandi di queste rogne, più grandi di questi casini e della gente tonta e di me e di te.

Quindi ho deciso di prendere piccole parole che giacciono nella mia tasca da un po’ e iniziare con quelle. Non risolveranno nessun casino ma se voglio veramente tornare a camminare le tasche devo pur svuotarmele. No?

Dove Sbaglio?

Volete vedere un match tartaruga contro lucertola?

Antefatto 1: la nostra tartaruga Toa –IdioToa o anche TonToa– mangia qualunque cosa si muova, dalle cavallette alle vespe alle api alle piccole lucertole –anche se non ho mai assistito a quest’ultimo tipo di scena– con enorme delizia di mio padre che naturalmente incoraggia la cosa più che può.

Antefatto 2: a me le lucertole piacciono tantissimo, specie quelle piccoline che escono all’inizio della primavera, e come immaginerete non è che amo particolarmente questo genere di match.

Ho abbandonato la mia postazione –partita di Sushi Go– per ritrovarmi davanti una scena piuttosto triste: nello riempire la vasca della tartaruga usando un innaffiatoio mio padre aveva versato con l’acqua anche una piccolissima lucertola che probabilmente stava nell’innaffiatoio da prima.

La piccolina sguazzava debolmente nelle due dita d’acqua della vasca, mentre l’IdioToa cercava di capire a chi appartenesse quella lunghissima coda. Noi guardavamo la scena inorridite e un po’ shockate, bloccate nel nostro desiderio di fare effettivamente qualcosa, mentre mio padre se ne infischiava completamente e continuava a riempire la vasca.

gusto per l’orrido, dovete capirlo

Ma a me piacciono le lucertoline!
Anche a Toa!!

-no, ok, queste gliel’ho servita su un piatto d’argento

Ho preso una ciotolina abbandonata sul mobile e ho ripescato repentinamente la lucertola un secondo prima che Toa tentasse di azzannarle la coda, portandola puoi fuori al sole e facendole perfino due carezzine sulla testa. Non so molto sull’anatomia delle lucertole ma spero che quei minuti che ha passato nell’acqua non abbiano prodotto danni irreparabili.

Forse, prima di deporla nell’erba, avrei dovuto almeno tentare di darle un bacio sulla testa.

 

Mi piacciono queste giornate ben allineate, nelle quali capisci bene su cosa vuole farti riflettere l’Universo perché i concetti ti schiacciano come un martello da 100 tonnellate –citazione, citazione– e non ti lasciano neanche un attimo di respiro.

tranne il tempo di andare al mercato e comprare 6 paia di calzerotti nuovi o farsi dare un passaggio e andare a comprare 4 pacchetti di sigari toscani al caffé

Stamattina sono stata atterrata da un colpo basso del genere oltre al danno anche la beffa, proveniente tra l’altro da una persona alla quale non solo voglio un sacco di bene ma che stimavo anche moltissimo e che mai avrei creduto in grado di farmi così tanto male.

specie dopo tutta la parzialmente inutile cautela con la quale mi ha girato intorno di recente

Verrebbe da chiedersi esattamente in nome di cosa sono stata corretta e cortese e premurosa e cauta e tutte le altre cose con le quali cerco di essere una persona più gradevole e più apprezzabile.

Per cosa, Universo? Perché poi mi si passi sopra così?

 

Stasera ho radunato il gruppo del coro per quella riunione di aggiornamento di cui si ha bisogno ogni tanto, cosa fai e cos’hai fatto e cosa farai, con le innegabili domande sulla direzione del mio cuore ecc ecc.

Mia sorella ha rubato la scena in una manciata di parole –com’era prevedibile, dato che ha o ha avuto sul palmo di mano tutti gli uomini presenti almeno una volta– raccontando di un personaggio del suo passato, un tizio che le ha fatto una cosa orribile e che lei amava moltissimo e che adesso è tornato indietro e sta facendo del suo meglio per riconquistare la sua fiducia. Nessuno può sapere come andrà a finire ma si spera per il meglio, e io sono contenta che mia sorella stia gestendo le cose con prudenza.

Tuttavia.

Non posso fare a meno di chiedermi perché mia sorella ha sempre una corte di uomini attorno, com’è che invece le mie storie finiscono sempre una porcheria, per quale motivo se io faccio sempre del mio meglio e ci metto tutto il cuore alla fine resto sempre quella in un angolo che spazza via i cocci dell’ultimo disastro.

Dove sbaglio? E per cosa metto in gioco la mia anima, per cosa faccio del mio meglio con le persone a cui tengo, per cosa regalo questa luce alle persone di cui mi innamoro?

 

A che serve essere il meglio del meglio che posso essere se poi questo meglio non interessa a nessuno?

Battaglie Pasquali

Now You See Me: una delle più grosse delusioni cinematografiche della mia vita.

Lo sto guardando con la mia sorellina e il più vecchio dei miei fratellastri, per chiudere una giornata deliziosa e piena di cose piacevoli…

Inizierei da stamattina e dal modo in cui ho ignorato la sveglia che, come potete immaginare, suonava alle sette che invece erano le sei. C’era una cheesecake da fare, ricordate? Però in quel momento, con un sogno brillante e succoso ancora caldo dietro le palpebre, proprio non ce l’ho fatta a resistere.

Mezz’ora dopo mi sono forzata a rotolare fuori dal letto per mettere in piedi quel dolce, frullando biscotti, cioccolato, ricotta e formaggio spalmabile in strati non regolari e con pochissimo tempo per solidificarsi.

scrivetevi tutti questa cosa da qualche parte, i cheesecake vanno preparati in anticipissimo

Poi sono scappata a messa –dopo credo tre mesi, shame on me– pregustando le canzoni pasquali. Per un po’ ho trovato assurdo che la parte della messa che preferisco siano le canzoni ma poi ho pensato anche che si tratta solo di un modo diverso di pregare. E poi diciamocelo, nostalgia infantile a parte ci sono delle canzoni meravigliose.

-peccato che quelle storiche da Pasqua, quelle a due o più voci e quelle con le percussioni, stamattina non le abbiano fatte

Dopo la messa abbiamo messo in piedi una forza lavoro non indifferente per processare zucchine e patate, dato che la responsabilità della verdura per il pranzo di famiglia era nostra. Avete mai visto una pila di zucchine impilata come una catasta di legna? Ebbene, io ho avuto questo piacere stamattina.

sono ancora il pelapatate più veloce del West

Come in un western ci siamo date tre turni di guardia ai fornelli, con il compito di girare le patate e continuare a far saltare le zucchine con rosmarino, aglio e salvia. Io ho preso l’ultimo turno, appena in tempo per trovare le patate buone ma non abbastanza croccanti e le zucchine saporite ma piuttosto spappolate.

pausa di riflessione

Ecco, vedete? Questo post fa schifo. E’ chiaramente scritto cercando di mettere in ordine parole ricordi e sensazioni, quando invece le risorse principali della mia mente stanno facendo altro, tipo danzare una silenziosa danza di soddisfazione e piacere –come sarà mai? Quali passi e figure includerà?– o squittire come il piccolo animale estremamente semplice che sono.

Non è facile fingere di essere una persona normale quando dentro è in corso una specie di celebrazione megagalattica –megagalattica? Chi è che dice ancora megagalattica?- -l’assurdo è che il correttore non lo corregge– di emozioni contrastanti e c’è un’altra me che cerca di ammutinarsi e prendere il comando della nave.

A volte credo che la mia vita sia un’eterna battaglia tra quello che mi si rimescola dentro –nello specifico? Cose bellissime che non avrei mai immaginato di vedere e per le quali non posso nemmeno complimentarmi con il proprietario– –non ancora, intendo– e quello che il buonsenso, la società, il senso comune e altre diavolerie simili mi impongono di fare.

Mi mancano ancora quelle regole che dicevo ieri.

diamine come muoio dalla voglia di infrangerle tutte e scrivere un’altra, brevissima lettera!

 

Comunque.

Oggi ho pranzato con la famiglia di mio padre, con tutto quello che ne consegue: risate, strepiti, i nostri tradizionali scherzi e battute, partite infinite a Sushi Go e le classiche domande allora adesso cosa fai? alle quali è stato particolarmente piacevole avere delle belle risposte. Mi hanno fatto tutti un sacco di complimenti per i miei capelli e per il cheesecake –che è stato degradato prima da torta a dolce al cucchiaio e poi da dolce al cucchiaio a dolce alla cannuccia- nonostante la sua riuscita non esattamente perfetta.

Io amo la mia famiglia e non ho paura di ammetterlo né di rinunciare ad altri impegni per vederla quando posso. Più d’uno, tra i miei zii e zie, ha manifestato l’intenzione di venirmi a trovare a Oxford e credo sarebbe senza dubbio interessante. Mi ha fatto molto ridere ripensare a tre anni fa, quando le altre due famiglie –mio padre ha un fratello e una sorella– si sono organizzate per andare a Londra senza includerci. All’epoca mi sentii molto offesa dalla cosa ma in capo a qualche mese non solo avrei visitato anch’io l’Inghilterra ma mi ci sarei addirittura trasferita…

un’altra prova del fatto che nella vita non esistono A e B e non si sa mai dove si va a finire. Qualcosa che oggi mi sembra impossibile o impensabile potrebbe nascondersi appena dietro l’angolo…

 

 

 

-………………la battaglia si è fatta improvvisamente più dura da combattere………………

Groviglio di Dubbi e Sonno

Siamo grovigli di emozioni.

Siamo creature fisiche e chimiche e cerebrali e tutto questo va benissimo, la fregatura è che siamo grovigli di emozioni.

A parte l’incredibile sonnolenza che mi ha assalito –mi spiego poco come io riesca a scrivere senza dire tante sciocchezze– stasera sono stata a cena con una di quelle persone che vedo una volta all’anno se non meno, una persona che in genere mi fornisce dei feedback particolarissimi e che anche stavolta non ha mancato di farlo.

Trovate anche voi fastidioso il modo in cui descrivo il mio stato d’animo scrivendo cose come –sorride-, -sviene-, -scoppia in lacrime-?

Come sempre ho fatto rapporto con l’incredibile lista di cose incredibili che ho fatto in questi mesi, ricevendo anche a proposito di queste ultime dei feedback interessanti e che come al solito sono molto distanti dal mio modo di vedere le cose.

l’ho già detto vero? L’ho già detto

Momenti di confronto come questo sottolineano ancora di più quanto io avrei bisogno di regole, di qualcuno che mi spiegasse come va il mondo in modo che io smetta di vivere secondo le mie regole –la legge dentro di me, per prendere in prestito una delle cose più belle dette dall’Altro Naufrago– e inizi a esprimermi in maniera comprensibile all’umano medio, e non mi aggiri per il mondo con confusione mista a luce che si spande ovunque ma soprattutto dove non dovrebbe.

Ricordo ancora la saggezza della mia amica M quando mi disse se una cosa ti fa male smetti di farla, non tanto perché la cosa era di per sé lampante e molto sensata quanto per il modo in cui mi sembrava che lei avesse tutto chiaro nella vita, una regola universale a cui attenersi in qualunque momento.

Io mica ci riesco, specie perché di solito le cose che mi fanno male sono sentimenti che non posso controllare. Quel giorno non potevano metterci un po’ meno emozioni e un po’ più razionalità? Come si switchano questi settings?

 

Stasera dovrei fare una cheesecake, perché di sì, perché mi è stato chiesto/imposto e perché avevo –ricordate?– tanta voglia di cucinare.

Al momento l’unica cosa che ho voglia di fare è dormire, ritagliarmi un piccolo sogno felice e svegliarmi domani con un po’ più di chiarezza e un po’ più distante dalle maree.

Social, altre Diavolerie e Come Commentare

Stamattina, a causa di persone che invadono il mio spazio vitale senza essere invitate, sono una versione meno sentimentale e più determinata di me stessa, una specie di carrarmato che –diamine sono già le undici– al momento ha solo in mente piani di conquista del mondo e altre diavolerie.

Ieri sera un’adorabile utente di cui non farò nomi –– ha lamentato la difficoltà di commentare di questo blog e stamattina mi son permessa di fare qualche esperimento, scoprendo con terrore che non solo commentare non è facilissimo ma mettere un like se non si ha un blog su wordpress è praticamente impossibile!

non che coloro che hanno un blog lo facciano, se capite cosa intendo- -modalità complain off

Ho quindi pensato di installare sul blog un widget di Facebook, dato che, anche se piena di ragnatele, questo blog ha effettivamente una pagina ufficiale su Facebook –potete vedere l’orribile nuovissimo widget sulla destra, come sempre– ma mi sono anche resa conto che non garantisce nessun pulsante like come invece avevo sperato.

è stata comunque una buona scusa per ricollegare le due cose, il blog e la pagina FB

Al momento, come dicevo, mettere mi piace ai post è quasi impossibile se non si è già nel circuito, e la cosa è seccante: ci metterò le mani al più presto –magari proprio con un pulsante uso FB– specie perché avere qualche feedback non sarebbe male. Se qualche lettore all’ascolto –???– è in grado di aiutarmi con questo problema gliene sarei eternamente grata!

Per quanto riguarda invece i commenti ricordo a tutti che sotto il titolo di ogni post c’è un pulsante lascia un commento che dovrebbe rimandarvi a questa schermata:

Prova Commento

Come vedete potete accedere con un account già esistente –wordpress, twitter, facebook o google plus– cliccando una delle quattro icone a destra, oppure utilizzare un nick qualunque utilizzando il vostro indirizzo –che non verrà comunque mostrato sul blog. Ovviamente sia i commenti che le critiche sono ben accette: questo blog è nato prima di tutto per mettere alla prova con il pubblico il mio stile di scrittura e la mia abilità con la tastiera…lasciarlo passare in silenzio vanifica ogni mio sforzo!

La giornata di oggi, nonostante il bel sole, si preannuncia nebulosa e piena di programmi a metà, mentre io sguazzo nel disordine dei miei archivi informatici e aspetto con impazienza che sia ora di cena per poter preparare la cheesecake per domani.

vi risparmio le voci, gli strilli e le argomentazioni che sento dal piano superiore

Al prossimo aggiornamento tecnico!