Buio, Asfalto e Stelle

Adoro, sono certa di averlo già detto, le serate in cui mi siedo alla scrivania e devo scegliere tra le cinquemila cose di cui vorrei scrivere.

Specie perché parto con un argomento, scrivo un paio di righe, l’argomento sfocia in una cosa completamente diversa e io devo cancellare tutto e riscrivere da capo.

Partiamo dalle cose facili facili: ho scoperto che l’incredibile Cì è del Cancro come me…oggi l’ho accompagnata fino a casa e ha pazientemente ascoltato le inevitabili paranoie di oggi senza mandarmi a quel paese nonostante fosse un po’ malaticcia. E’ un’adorabile personcina e sì, l’avrei nominata anche se non mi avesse chiesto lei di comparire nel blog anche stasera. Guarisci presto, Cì!

Oggi, dopo aver salutato Cì appunto, ho proseguito a piedi fino alla fermata e poi…l’aria era così invitante, i miei piedi calzavano comode scarpe da ginnastica –una contraddizione umana, una ragazza in jeans, scarpe da ginnastica e felpa ma truccata al suo meglio. E’ che oggi avevo bisogno di un abbraccio felposo– e a me servivano solo buio, asfalto e stelle.

Ho camminato, rimuginando come solo quando si cammina si può fare, scavando negli eventi e nelle reazioni, gettando, nella momentanea stasi che sto contemplando, ogni possibile tragedia e fallimento.

è così che si fa con ogni genere di vuoto, no? La mente lo riempie delle peggio cose

Poi, in qualche modo, i miei pensieri hanno preso una strada inaspettata, e mi sono imbattuta nell’ephiphany più sorprendente degli ultimi 10 mesi. Sapete, oggi mi sono ritrovata quasi per caso a rovesciare le mie incresciose vicende su uno spettatore ignaro, un ragazzo conosciuto qui a Oxford con cui ho costruito un buon legame, che giudico molto in gamba e che mi piace avere intorno. Sono tornate a galla le solite cose, lei, gli strascichi delle mie beghe, la sensazione di non essere tutta a posto con i conti.

Ho guardato la scena con gli occhi di qualcuno che stava fuori, mi sono guardata, mi sono ritrovata incapace di giudicare se tutto questo trasmettere, questi sentimenti che escono e vanno un po’ dove gli pare, siano normali, e ho ricordato le parole, completamente inaspettate, di un’amica: non siamo fatti per la monogamia.

Tutte le cose sono in qualche modo andate al loro posto, come un puzzle che solo composto offre una lettura alla mente, e un pensiero terribile mi si è delineato in mente: non ha mai avuto a che fare con quanto lei mi potesse offrire, ma con quanto io fossi capace di trasmettere.

Ora, la mia mente si affolla di domande, molte che non possono essere ripetute qui, molte alle quali non posso dare risposte da sola e alcune dalla tempistica completamente sballata. La certezza è che camminare molto più di quanto fosse necessario mi ha schiarito un po’ le idee.

…la verità è che mentre scrivevo queste cose le domande aumentavano e aumentavano. Il tempo è tutto cristallizzato attorno a me, mentre aspetto l’arrivo di alcune parole importanti che tappino il vuoto di cui parlavo poc’anzi, con un po’ di brividi e la stanchezza che inizia a chiamare forte.

Sono solo grata, delle decine di sfaccettature emozionali che mi hanno colpito ieri e oggi e dei sentimenti, diversi e particolari, che provo per le persone della mia vita. Sono una persona con un passato doloroso ma questo non mi ferma dal mettere tutta l’anima nelle cose che faccio e provo.

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