Abisso

Sto guardando un programma inglese sull’alcolismo.

Sono stata ingenua, cieca, sciocca, piccola, troppo naive, nella mia vita.

Sono quasi in lacrime perché queste persone parlano la mia lingua e hanno mani che tremano, e parlano di cose che cancellano la memoria, e il dolore.

Ci sono dottori che parlano di persone che in tre mesi spariranno.

E io sono qui, seduta su un divano bianco, cercando di raggiungere una persona che non credo parli nemmeno più la mia lingua, aspettando che la lavatrice smetta di girare con la mia roba dentro, incastrata in un momento di stanchezza tra la chiusura di oggi –otto in punto– e il turno di domani mattina –otto in punto.

Queste persone hanno la fragilità dipinta in faccia, hanno addosso un cartello che ricorda quanto sia facile cedere, fare quel passo che cade nell’abisso.

E io ho ancora una bottiglia di Baileys nascosta nell’armadio.

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