Il Giorno Più Lungo

Non ho mai nascosto che mi piaccia viaggiare.

Le mattine in cui torno da questa parte della Manica mi sveglio preoccupata ma euforica e mi trascino dietro il mio bagaglio a mano con fierezza e anticipazione. Quando, cinque giorni fa, la mia manager mi ha detto devi prenderti due settimane di ferie prima di Settembre ho abbracciato il mio destino con onore e ho passato la notte online a cercare un volo che non mi spennasse completamente.

Trovandolo, peraltro.

Ieri mattina la sveglia è suonata alle 4. Sapete com’è, prendi l’autobus per la stazione degli autobus, prendi l’autobus per l’aeroporto, cerca di arrivare due ore prima per sicurezza…Oxford è a due ore e qualcosa da Londra, io volavo da Gatwick e non volevo sorprese.

Io Non Volevo Sorprese.

Faccio per passare allo scanner il mio biglietto per entrare nella zona security quando appare la scritta invalid ticket details. Chiedo spiegazioni e scopro che il mio volo con British Airways è stato cancellato.

Un breve colloquio con un addetto BA mi spedisce in direzione dello sportello Vueling, dove A. mi daranno un volo per Barcellona, da cui poi prenderò un secondo volo per Venezia –non vi appare tutto molto logico? A me no, appunto– e B. scopro che Vueling apre a mezzogiorno.

Realizzo così che aspetta due ore è il leit motiv della giornata: due ore per avere il biglietto, due ore di attesa per il volo per Barcellona, due ore di volo per Barcellona, due ore per aspettare il volo per Venezia, due ore per il volo per Venezia, altre due ore di attesa alle dieci per un treno che, partendo a mezzanotte dalla stazione di Venezia, mi facesse arrivare a Vicenza per l’una e mezza.

A quasi venti ore di distanza dalla sveglia del mattino.

Affronto il mio destino con il morale alto di chi è abituato agli imprevisti e crede nell’elasticità e sopporto i 40 minuti di coda allo sportello Vueling con distacco, chiacchierando amabilmente con un neozelandese conosciuto sul momento, ottengo il mio biglietto e finalmente, superati i controlli, mi siedo a mangiare qualcosa. Secondo il tabellone al mio volo mancano 50 minuti e il gate non è ancora stato rivelato, quindi, memore del litro di succo al mango che mi sono bevuta per colazione, ne approfitto per passare in bagno, dove –la sentite la fregatura che arriva vero? LO SENTITE L’ERRORE CHE SI AVVICINA VERO?– dimentico nel cubicolo 6 il mio marsupio.

Con carta di credito, patente, soldi e carta d’imbarco.

spazio libero in cui potete elencare le settanta lingue nelle quali mi sono insultata nel breve tratto che dalla poltrona mi ha riportato in bagno

Il cubicolo è chiuso. Non c’è nessuno dentro ma è chiuso, e secondo la prima -notate l’esasperazione– guardia della security che ho interpellato è proprio perché dentro c’era della roba incustodita.

sentite anche voi la voce della mia amica Beloved Hai Scatenato Un Allarme Terroristico?-

Un addetto alla pulizia sarà sul posto a momenti per aprire il cubicolo e svelare l’arcano, dice lei. Spero che questi momenti non siano troppi perché tra mezz’ora ho un volo, rispondo io.

spazio libero in cui potete immaginare l’angoscia di una ragazza in piedi in un angolo del bagno col pensiero della sua roba scomparsa e del volo che sta per partire

L’addetto alla pulizia sta per arrivare mi rincuora la seconda guardia della security a cui spiego la mia patetica storia, mentre il tabellone ricorda che si parte per Barcellona in 15 minuti.

Non starò a smenarvela: 25 minuti e 2 guardie dopo ero ancora in bagno, ad aspettare. Ho dovuto cercare da me un addetto alla pulizia e spiegargli l’accaduto per ottenere l’effettiva apertura di quel cubicolo.

Che, come avrete già intuito, si è poi rivelato vuoto.

A quel punto ho interpellato una quinta guardia, che ha avuto la decenza di non ridermi in faccia quando gli ho detto che avevo perso il mio marsupio. Mi ha messo nella direzione di una signora molto gentile che ha detto Lost Properties? Oh, like a black money belt? Sorry, your name is…?

E l’ha fatto apparire. Il mio marsupio. Intatto. Intonso. Ogni Cosa Al Suo Interno Era Ancora Al Suo Interno, comprese le 12 sterline, la mia carta e la patente.

spazio libero in cui potete elencare le settanta lingue nelle quali ho ringraziato ogni Divinità e Universo e persona gentile nel mondo

Felice di aver abbandonato lo status di persona smarrita senza un soldo in aeroporto ho alzato timidamente un dito e ho chiesto e ora che faccio?

-immaginatelo con molte più lacrime, perché a quel punto il sollievo di aver recuperato tutta la mia roba è stato troppo forte

C’è una cosa chiamata Flight Information, nel centro del bailamme di Gatwick North, con un signore indiano che avrei potuto baciare quando ha preso un peluche dalla scrivania e ha detto E’ tuo magari? e anche Ora ti troviamo un volo. Sulla lista c’era solo un Londra/Verona per il quale volevano 329 sterline –al che ho chiesto se non avessero un aliante o qualcosa di simile, che sarebbe stato più fattibile– ma mi ha fatto scortare all’esterno attraverso i passaggi segreti degli attendenti di volo e sono tornata al punto di partenza, davanti al baracchino della British Airways, dove una signora molto, molto gentile mi ha guardato e ha detto How are you doing hon?

 

Questa è la storia del giorno più lungo della mia vita, nel quale ho fatto errori e affrontato tremende situazioni ma in cui persone meravigliose hanno salvato la giornata con la loro gentilezza, onestà e attenzione. Questa è la storia di come, alla fine del giorno più lungo della mia vita, la British Airways mi ha mandato a casa sana e salva e senza chiedermi niente di più che un secondo controllo del mio bagaglio.

 

E nonostante questo sono riuscita a perdere una felpa.

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