Il Presente

Il presente è fatto di bagel caldi dentro e croccanti fuori, con l’houmus e una banana per dessert.

Il presente è fatto di persone che non compaiono, piani che si sbriciolano, librerie che ti chiudono sotto il naso.

Il presente è fatto di idee geniali divise sopra un brownie, infilate tra i pettegolezzi, sorseggiate con acqua coccolata dal sole.

Il presente è fatto di noia e decisioni prese a caso, domande precise, chiacchiere, biciclette.

 

Oxford è fatta di acqua, barchette, paperelle che ti seguono, lame di sole che spaccano il cielo al tramonto, un dolce cullarsi di onde che un attimo ti spaventano e l’attimo dopo ti sciolgono il cuore, persone che ti porgono la mano per salire sulle barchette, chiacchiere risate e confidenze.

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Una Battaglia

Mi brucia la bocca.

Questo succede quando si mangia troppo Marmite.

Immaginate una salsa marrone salatissima che in effetti non so di cosa sia fatta. In Italia non ce l’abbiamo e da Starbucks ne vendono un panino piuttosto buono con il formaggio.

Ma ci mettono troppa Marmite.

In ogni caso.

Sono seduta alla scrivania di Jo, ancora assente, alle spalle una giornata luuuunghissima e, per assurdo, anche poca voglia di dormire.

Ieri è stata, come soleva dire un collega di mio padre, la giornata delle solo rogne.

Un frigo si è rotto e ha addirittura fatto fumo, la macchinetta delle carte di credito non funzionava, eravamo senza chai syrup, c’erano delle persone con cui fare colloqui di lavoro, è capitata in negozio il capo del mio capo e il mio capo si è quasi rotta tre dita.

In tutto questo abbiamo avuto il negozio pieno per almeno un paio d’ore, con coda fino alla porta verso le tre quando inizia la frapocalypse -non me la tiro abbastanza per aver inventato il termine– e una valanga di studenti si riversa in negozio chiedendo frappuccini.

Che richiedono una preparazione tre volte più lunga e complicata delle bevande calde.

Siate gentili, ordinate un americano.

un giorno scriverò il galateo di Starbucks, a vantaggio di tutti quelli che ne diventeranno clienti a Milano

Oggi la situazione non è migliorata: il negozio era così pieno di studenti che a malapena ci si sentiva. E hai voglia mettere il nome sulle bevande…la gente se le prende e basta, così alla fine della coda c’erano tre poverette i cui drink erano stati portati via a caso da gente che non aveva voglia di aspettare.

E poi c’era lui.

Non vorrei dare l’impressione sbagliata ma immaginate un ragazzo con i capelli così neri da essere blu.

dove ho già scritto queste parole?

Carnagione ambrata, di quelle che ci devi essere nato. Ho già detto che i capelli sono ricci? E ha un naso incredibile e drittissimo.

a.perché io ho questo debole per i nasi della gente b.mi sono ricordata dove ho già scritto queste parole

Porta gli occhiali –800 punti– e ha una polo Ralph Lauren inguardabile che serve solo come etichetta per farmi capire che, a differenza di me, c’ha i sordi. Se non fosse abbastanza chiaro paga sempre il pranzo per tutta la ciurma, una manciata di ragazzetti con la puzza sotto il naso. Ma forte.

Alcuni di loro sono italiani e fanno finta di non avere nessun accento. Cascate male, belli. Lui potrebbe essere italiano ma non ne sono certa al 100% e piuttosto di chiederglielo mi mangio via una mano. C’ha una faccia che non posso fare a meno di incazzarsi. Non te la meriti, viziatello. Lasciala a qualcun altro.

Così lui e la sua banda si siedono in negozio, oppure arrivano e ordinano cinque panini alla volta –son 4 sterline a panino– e mi intasano il fornetto, poi si piazzano sui tavolini fuori e giocano con la bottiglina della polvere di vaniglia.

Ma dimmi cosa ca**o ti ha fatto la bottiglina della vaniglia che la devi allontanare dalle sue sorelline dell’angolo condimenti?!?

Fumano. Dicono parolacce. Stanno in negozio solo per il wifi e mettono i piedi sul tavolo.

Che vorrei prendere lo spruzzino del disinfettante, andare da lui, spruzzargli quel bel faccino e dirgli Ehi moccioso, porta le tue bestiole da un’altra parte.

E niente, si va con questo conflitto interno. Vieni dentro che vorrei darti una bella guardata e Qui i soldini del tuo papà non li vogliamo.

lo vedete come ha deviato in fretta il post? Io volevo parlare di cose serie

 

La nostra ciurma è fatta di tre categorie di persone: in cima c’è la manager, che controlla tutti, poi ci sono quattro supervisor, che controllano i baristi, poi ci sono i baristi, i cui numero si sta assottigliando pericolosamente.

E poi c’è Andy, che potrebbe fare tranquillamente sia il supervisor che il manager ma ha di meglio da fare. Per lui lavorare da Starbucks è un passatempo per rilassarsi.

 

Oggi, in piena frapocalypse, è capitato in negozio Andy e si è messo a dirigere l’orchestra.

Giuro. Avete mai visto uno di quei numeri circensi nei quali le tigri e gli orsi e i leoni corrono dentro e fuori dai cerchi infuocati mentre il domatore abbaia ordini?

no? Non esistono? Ah, ok

Era così. Noi ci scambiavamo latte, sciroppi, ghiaccio e bicchieri come se fossimo giocolieri in un circo, incrociandoci nel ridicolo, esiguo spazio ristretto che sta dietro il bancone, e lui sapeva esattamente cosa fare.

E dove stava la rogna.

Ci siamo ritrovati ansimanti ed euforici alla fine della coda –perché poche cose sono eccitanti come giustiziare uno alla volta i clienti di una fila, sempre più veloci– e l’abbiamo guardato come pecorelle guardano un pastore, colmi di gratitudine perché chi gliel’ha fatto fare di restare, in un giorno in cui non era nemmeno di servizio, ad amministrare la giustizia in quel modo?

– E’ una porcheria.

l’ho già detto che è altissimo, vero?

– La macchina del caffé era vuota, non c’erano bicchieri, il ghiaccio è quasi finito e nessuno ha fatto il frap roast stamattina.

non chiedetemi cosa sia il frap roast perché non lo so. Serve per i frappuccini ed è tutto quello che serve sapere

– Che supervisor ha aperto stamattina?

E a quel punto abbiamo chinato il capo vergognosamente e fatto il nome di un supervisor, uno che fa più o meno quello che vuole ma che nessuno ha il potere di nominare di fronte a gente più alta di lui.

il che dovrebbe far ridere perché Andy è in effetti più alto di lui

– Ne parlerò con la manager. Organizzerò un meeting e se vuole venire ci viene, se non ci vuol venire lo facciamo lo stesso e poi vedrà.

 

Stay Tuned.