Il Maglione del Nonno

All’inizio del nuovo millennio moriva mio nonno, il papà della mia mamma.

Ho ricordi confusi di quel periodo: il mio nonno era una persona burbera, dedito all’orto e ai campi, all’uva e a tutte le cose che riguardano la terra. Il vecchio millennio si è portato via anche il suo tempio, un garage enorme nel quale dormivano il suo camion e le macchine agricole, costellato di vecchissimi oggetti coperti di polvere olio e altre cose pericolosissime. Dell’universo della mia infanzia è rimasto, in quel luogo, molto poco, e i ricordi di quando ero bambina prendono forma mentre scrivo dopo anni che non li rispolveravo più.

I gatti, che si nascondevano ovunque e che correvano tra le verdure in cerca di arvicole. La minaccia dei ragni sul soffitto della cantina, al quale era appesa una foresta di cipolle e salami. Le cataste di legna che erano sempre più alte di me. Le piante di kiwi che coprivano la piccola discesa che portava all’orto e l’onnipresente paura, camminando sulla terra morbida, di sporcarsi le scarpe e far arrabbiare mia madre.

Ricordo che quel giorno la cosa ci sfuggì un po’ di mano e qualcuno raccontò una barzelletta. Non riesco a non vergognarmi mentre scrivo, anche se sono passati quasi quindici anni: mio zio si arrabbiò moltissimo, e a ragione. Mettendomi ora nei suoi panni non riesco a immaginare una reazione diversa.

In quell’occasione mia madre portò a casa alcuni dei suoi maglioni. Ero alle medie, in quel periodo, meno che interessata a quello che mi mettevo addosso, e tra quei maglioni ce n’era uno con lunghissime maniche, color ruggine.

Ora, pensate ad una ragazzina delle medie, con addosso un maglione da uomo adulto.

esatto. E non era nemmeno la cosa peggiore che mettevo. Ah, che tempi

Oggi, mentre aiutavo Jo a stendere, mi sono imbattuta nella versione femminile dello stesso maglione e ho ricordato tutto: le medie, la sensazione del maglione addosso, il mio totale disinteresse per la moda, il modo in cui lo sfondo di ogni memoria di allora sembra essere un cielo nero coperto di pioggia.

E anche se ci sarebbero seimila cose da dire –tipo che sono a casa ammalata, che ieri un uomo (L’UOMO) mi ha detto le parole più belle mai rivolte ad una donna*, che tra un po’ torno a casa e non ne ho voglia– mi sembrava più importante quella.

 

 

*le parole più belle mai rivolte ad una donna sono Ma tu Sei Bellissima, sei solo Troppo Dura Con Te Stessa.

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