I miei sogni e la bilancia.

Lunedì ho visto La La Land.

Avevo i fazzoletti pronti –la mia Francesina aveva detto Ho pianto come una fontana, lo amerai– e mi ero aggrappata alla poltrona in attesa della scena finale, una mano stretta in quella di Fra che mi aveva detto Ryan Gosling è bellissimo andiamo a vedere La La Land -scusa Fra ma io un Ryan a casa ce l’ho già– e il cuore tutto stretto…

…e invece no. La scena finale era intensa ma no, niente lacrime, e sì che ne avevo tanta voglia. Io piango spesso e pure volentieri, non lo sapevate?

Lunedì ho visto La La Land e quando ho visto l’insegna del Seb’s mi sono detta Dove diamine è finito il tuo Seb’s? Sei approdata in questo Paese con un sogno che ha finito per annegare tra espressi e cappuccini.

Dovete sapere che le cose…beh, volevo scrivere che non vanno troppo bene ma in effetti non è così: ho sempre una stanzetta giallo limone in uno dei quartieri più seri di Oxford, ho sempre un lettino rosso di tulipani e un ripiano tutto mio in un frigo, per tacere del posto bici e della scrivania che finalmente è di fronte alla finestra.

Ho sempre un grembiule verde addosso, con la targhetta con il mio nome e una spillina d’eccellenza Starbucks, una manciata di sorrisi di clienti che quando non ci sono io mettono il muso, i complimenti del capo della compagnia –your customer service is amazing– e qualche regular incredibilmente dolce, che si offre di contrabbandarmi polenta e gorgonzola la domenica a pranzo, che mi chiede di fare una foto insieme o che mi chiede di prendere un gelato insieme.

La nota dolente è che non c’è più nessun J con il quale scambiare battute tremendamente sporche, nessuna E con la quale spettegolare, nessuna A che –e mi manca ancora, dopo MESI– appoggia la sua schiena alla mia e la testa alla mia mentre sono in cassa.

Siamo solo io e l’altro J, che per carità è l’uomo dei sogni di ogni ragazza ma non lavoriamo mai insieme perché siamo gli unici baristi che in questo store sanno quello che fanno –il resto è tutto in training– e quindi ci splittano.

tranne oggi che, pensandoci, lavoriamo insieme per qualche ora

Ma la mia ex host family ha bisogno di me e mi ha chiesta indietro per 6 mesi.

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A questo punto della storia io sono qui, con i pro e i contro nelle mani come una bilancina incerta, a cercare di decidere se preferisco i soldi o la libertà e se quelle vocine nella mia mente sono la parte lagnosa e quella responsabile o altre cose che non so.

…to be continued.

 

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