Cose senza un nome

Certe cose sono difficili da descrivere.

Le facce sconvolte delle persone a cui dici Tra due settimane me ne vado. Clienti increduli, gente che ti offre torte peraltro buonissime, studenti disperati.

Gli abbracci di persone che ti dicono E’ stato un piacere lavorare con te, o Torna quando vuoi e Oggi è stato il giorno più divertente della mia carriera.

La paura mista ad anticipazione mista a orgoglio, perché stai per partire per una nuova avventura e stai per lanciarti nel vuoto.

Quel dolore nel pensare alle cose familiari che stai lasciando per motivi più che razionali, e alle lacrime per niente razionali che verserai l’ultimo giorno.

La gente che dice Stai sbagliando, resta e diventa un bravo supervisor.

E quelli che passano la mattinata a ridere con te, che ti stanno troppo vicino, che illuminano strade non battute. Quelli che giocano con il mio accento, le cui battute scottano sui lobi delle orecchie, la cui voce romba piano sotto le piastrelle.

Quelli che, alla richiesta di un latte tiepido alla cannella, te lo servono con vera cannella. E il tuo nome sul bicchiere. Extrahot.

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