Va’ dove ti porta il cuore

Dicono che per certe cose bisognerebbe seguire il cuore.

Quando si alza in piedi e mormora restiamo qui è segno che veramente bisogna restare. Non importa quanto distante sei dal centro, o dal college in cui lavori, o quanto piccola sia la cucina o quanto ridicolo sia il divano della stanza comune.

Oggi avevo previsto di andare a vedere l’ennesima casa.

Non era particolarmente bella o grande ma magari costava meno dell’ultima che ho visto. Magari invece di spendere una valanga di soldi per una cosa bellissima potevo spendere un po’ meno per una cosa che comunque andava bene. Non so, pensavo che valesse la pena provare ancora.

Sono scappata via dopo il lavoro e ho preso un bus, dopo aver avvisato che sarei stata forse cinque minuti in ritardo. Mezz’ora dopo arrivava un agente immobiliare che probabilmente aveva qualche anno meno di me, dicendo che aveva preso la chiave sbagliata e che quindi non poteva mostrarmi la proprietà presso la quale avevo aspettato, al sole e al vento, per mezz’ora.

Però, dice fiducioso, posso portarti a vederne un’altra abbastanza equivalente.

Saliamo sulla sua macchina e sopportiamo il traffico per almeno dieci minuti, finché la macchina non arriva alla proprietà che ho visto la settimana scorsa.

Quella che nelle foto sembrava enorme.

Quella che qualche incantesimo del maltempo aveva fatto sembrare minuscola, giovedì.

Quella di cui oggi mi sono innamorata follemente, di nuovo.

Il disordine era il mio, gli scaffali bianchi, le finestre su entrambi i lati della casa, il lettone che aspettava solo che io ci saltassi dentro. Dietro di me c’era il fantasma dell’agente immobiliare che martedì mi ha mostrato una casa il cui soggiorno ha divani di pelle e un megaschermo, la cui cucina sembra uscita da una casa di lusso americana, e piangeva sommessamente.

Piangevo anche io con lui, perché trovo ridicolo che le due stanze abbiano lo stesso prezzo eppure siano così diverse.

Così oggi sono rimasta seduta per un’ora da Starbucks, sperando invano che Uno fosse di turno e aspettando, altrettanto invano, che Mr. Gatto mi raggiungesse come promesso, e ho scritto una lista di pro e contro molto tecnici, scrivendo quale stanza aveva la cucina migliore, quale giardino preferivo, la distanza e il prezzo e tutto il resto.

Quella bella vince su tutto, ma io sto sognando quella brutta.

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