Quello che ti meriti

La mia stanza è di nuovo un fottuto casino, ma la cosa peggiore è che è letteralmente invasa dall’odore di menta e cioccolato della saponetta per massaggi che ho comprato per il compleanno di QSN.

Che è oggi.

Ieri era troppo tardi per postare, dopo 10 ore di lavoro. Quando sono tornata a casa ero stanca come non lo ero da mesi e non sono riuscita a fare altro che crollare a letto e addormentarmi istantaneamente, anche se era decisamente una giornata da post.

Come oggi.

Sono finalmente stata in agenzia a firmare per la mia stanza nuova, nella quale se tutto va bene mi trasferirò il 9 maggio. Si sono permessi di prendermi per il culo di nuovo e chiedermi 350 sterline anziché le 150 delle quali mi avevano parlato all’inizio. Ho manifestato cortesemente il mio disappunto e ho lasciato un feedback molto accurato sul loro sito ma se succede ancora qualcosa non sarò né accurata né cortese.

E poi ho affrontato Mr. Gatto.

Entrare in una stanza e fronteggiare la persona che si sa di aver ferito non è mai piacevole. Sono approdata a Starbucks con una fortissima nausea e lui era lì, nella stessa identica posizione di lunedì, quei suoi stupidi occhiali sexy e un vasetto di yogurt e granola.

Please, take a seat.

Ricevere certi sorrisi quando sai di non meritarteli è altrettanto spiacevole. Ha trovato un nuovo modo di sorridere, un modo che dice va tutto bene, un modo che temo abbia a che fare con l’avvicinamento degli animali selvatici e che, manco a dirlo, con me funziona benissimo.

Non sono arrabbiato, sono solo deluso. Pensavo che avessi capito.

Avevo una lettera, nello zaino. Due lettere. La mattina prima di partire ho riletto entrambe e nessuna delle due aveva senso. Ho cercato di mettere in parole il mio stato d’animo, descrivere quella tempesta che mi stava mangiando viva, la stessa tempesta che il lunedì sera, parlando con V, mi ha fatta scoppiare in lacrime.

There’s a storm inside me. It’s eating me alive and I didn’t want it to eat you alive as well.

Listen. I’m not like all the assholes you’ve had around in your life. It’s not them, it’s me, so treat me like me. I’m not gonna leave you.

Ora.

Qualcuno che ti dice Non sono come gli stronzi che hai avuto intorno, non ho intenzione di andarmene, perciò non nascondere te stessa è terribile. Non puoi distogliere lo sguardo, non puoi scappare, è qualcosa che ti inchioda a terra.

Non avevo mai provato una sensazione simile prima d’ora. Nessuno mi aveva mai fatta sentire così al sicuro.

Ho pensato che voglio stare con una persona così.

Perché io sono una persona che si alzerebbe alle 5 per essere alla stazione degli autobus e vedere QSN tornare dopo 5 settimane.

Non mi merito qualcuno che mi dice Atterro venerdì, voglio dormire tutto il giorno e poi sistemare delle email, magari ci vediamo sabato?

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