Non iniziare…

Ho iniziato questo post venerdì, di fronte ad un Mr. Gatto che aspettava QSN con voglia di fare a botte. Ma che aspetto ha? E’ più alto e più bello di me, vero? O NO. E sorride.

per la cronaca, QSN è più bello e Mr. Gatto è più alto

Ho iniziato questo post sabato, di fronte alla vista dei tetti di Oxford sud e dei capelli di QSN tutti intreccinati.

sono stufa di chiamarlo QSN. Chiamiamolo Reyn, che non è il suo nome ma ci si avvicina

Ho iniziato questo post con tanta voglia di urlare, perché non esiste che Reyn e Mr. Gatto siano nella stessa stanza e coesistano e si stringano la mano e io li debba pure introdurre l’uno all’altro.

Piacere, sono Reyn.
Oh, ho sentito parlare parecchio di te, io sono Mr. Gatto.
Oh, anche io ho sentito parecchie cose su di te.

-giuro, è andata proprio così. Beh, tranne per il nome di Mr. Gatto

Ho iniziato questo post con il cuore pieno di qualcosa che potrebbe essere miele ma è più trasparente e più luminoso, accoccolata sotto il piumone di Reyn, con i suoi occhietti di velluto che guardavano un po’ me un po’ il suo pc.

Ho iniziato questo post con il panico di non sapere cosa fare di me stessa al pensiero che non solo stavo per vedere Reyn dopo 5 settimane ma anche e soprattutto che non sapevo cosa fare dopo il malinteso, trasformatosi poi in un’amorevole spiegazione.

Per questo non ho finito il post mentre ero da Starbucks, ero troppo impegnata a farmi dare del cucciolo da E, ad iperventilare ogni volta che vedevo un autobus e chiedendomi cosa voglio veramente dalla vita. Poi è arrivato Reyn e l’ho abbracciato e arrivederci, ero felice.

Ho iniziato questo post con il desiderio di descrivere ogni cosa, dalla colazione a letto alla cena insieme, dal modo in cui stamattina si è appisolato addosso al mio braccio, poi si è svegliato e si è accoccolato meglio addosso a me al modo in cui mi bacia la fronte, e poi non lo so. Sono una squilibrata –stasera ho anche scoperto come si chiama il mio disordine– ma c’è qualcosa in quel ragazzo che mi fa sentire bene, quando c’è.

Per questo non ho finito il post mentre ero a casa di Reyn, ero troppo impegnata ad ascoltare le sue mani sulla schiena, a cercare il suo odore sotto quello diverso dei vestiti, ad ascoltare i resoconti del suo viaggio.

 

Ho appena passato tre ore a preparare il pranzo perché domani io e Reyn andiamo a Blenheim Palace, finalmente, a goderci il sole e tutto il verde e, se l’Universo ce la manda buona, anche a parlare di questa cosa che non sappiamo dove vada.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...