Dimmi Tu Dove

Voi non lo sapete ma scrivo questo post alle 5 dal tavolo della sala grande del college, mentre ci siamo io, J e J in attesa che passi un’ora e venga il momento di passare al costume da cameriere posh.

Credo siano ormai passati tre giorni dal mio ultimo post, per lo più perché per scriverne uno devo sapere dove sono ed è una cosa che negli ultimi giorni non ho saputo.

Cosa ne sapete del BPD? Mi viene detto che si tratta di una cosa seria, che se ce l’avessi lo saprei da sempre e che NO, non è che ho un disturbo mentale solo perché l’ho letto sabato su internet.

Forse, come dicevo alla mia amica R, voglio solo che qualcuno guardi nella mia anima e dica Ma no, tutte quelle cose amplificate che provi non sei tu, è la BPD e la puoi curare.

Quando la mia amica E mi dice sì, decisamente non sei morta per indicare l’entità devastante dei miei sentimenti, cosa crede, che sia facile avere dentro il petto una supernova?

E quando quella persona speciale –c’è per fino un codice apposta, FP come favourite person- guarda qualcun altro, quando ci mette più di tre minuti a rispondere ai messaggi, io preferirei non morire un po’ ogni volta.

Stamattina mi sono svegliata nel letto di Reyn e la prima cosa che ho pensato è stata è l’ultima volta che vedo questa stanza. Un po’ perché no, non abbiamo ancora deciso cosa fare delle nostre vite un po’ perché l’orario di questa settimana è infido e inizio quasi tutti i giorni alle 7.30.

lavoro il giorno di Pasqua-

-esatto-

-una porcheria

Non mi va di metterlo con le spalle al muro, la mia bestiola adorata, ma il semplice fatto che non si presti alla conversazione matura gli fa perdere talmente tanti di quei punti che non so più nemmeno se sia ancora in gara.

non fraintendetemi, non c’è nessuna gara. L’unica altra persona che avrebbe mai potuto essere un concorrente si è giocata ogni cosa con la carta le mie azioni parlano molto più forte delle belle parole che dico-

Stamattina volevo urlare.

C’era una piccolissima me nella mia testa, una me che urlava chiedendo a Reyn perché ieri sera non mi ha nemmeno sfiorata, perché non mi chiede di restare con le azioni e non solo con le domande, perché dice cose come certo che vorrei che restassi, non c’è nemmeno bisogno di dirlo.

Quanto aveva capito Mr. Gatto il giorno che mi ha guardata e ha detto Io non me ne vado? Quanto di questo sono solo parole e quanto saranno fatti? Perché domenica è l’ultimo giorno di Mr. Gatto nel mio quartiere prima che torni a Headington per sempre, e mi deve una cena, e io non ho mai creduto alle prossime volte.

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