Memorial

it’s a love story, baby just say yes

Sorvolerò sul fatto che stamattina sono stata presa di mira non solo dalla Mezzana ma anche da Ben, che vuole che le cose siano fatte in un certo modo quando si servono gli studenti e apparentemente questo modo è tutto il contrario di quello che ho visto fare a tutte le altre persone finora.

Sorvolerò sul fatto che ad un certo punto la Mezzana mi urlava dietro sulla base di cose che pensava stessi per dire.

Sorvolerò sul fatto che lo scoccare delle cinque mi ha trovata seduta sugli scalini della piazza del mercato di Oxford con le lacrime agli occhi e il desiderio di essere in qualunque altro posto e qualunque altra persona.

…sorvolerò anche sul fatto che senza farsi nessuna domanda Reyn mi ha mandato un messaggio lungo due minuti sul perché quando torna è meglio che non torniamo insieme.

Tesoro, tornare con te non è mai stata un’opzione.

I got tired of waiting, wondering if you were ever coming around

Oggi mentre pedalavo a casa mi sono resa conto che questa sarà l’ultima notte che passo in questa stanza.

Mi sono guardata intorno, salutando mentalmente alberi, fiori e il mio adorato fiume e ripromettendomi di scrivere un post nostalgico…e poi ho cambiato idea, che scrivo già abbastanza cose sul passato, che mi sono già lagnata a sufficienza e che non sono poi così triste all’idea di una nuova avventura.

In realtà volevo parlare del memorial di oggi.

Il mio turno di lavoro, 11-16, era dovuto al memorial di uno studente del college che ha perso la vita all’inizio di gennaio durante una scalata in Norvegia. Abbiamo assistito ad una testimonianza dietro l’altra, un sacco di parole per descrivere quanto intraprendente, brillante e amichevole fosse questo ragazzo, che spirito allegro fosse nelle occasioni sociali e come scrivesse bene. I suoi amici avevano anche preparato una serie di video e foto e citazioni e frasi prese da Facebook o dai suoi essay e più ne parlavano più mi sembrava una persona veramente speciale.

Inesorabilmente ho avuto due orribili reazioni.

La prima è stata chiedermi se fosse tutto vero, se questo ragazzo fosse davvero eccezionale come lo descrivevano o se, in qualche modo, il lutto non li avesse spinti ad ingigantire le cose. Mi sono chiesta se, nel caso lui fosse stato uno stronzo, sarebbero stati sinceri.

Probabilmente no.

La seconda…

…mi sono chiesta che gruppo si sarebbe riunito in quella sala, se fosse successo a me, quali parole sarebbero state spese per descrivermi. Me ne stavo lì, ascoltando raggelata le risate dei presenti di fronte ad aneddoti e memorie, pensando a quale potesse essere l’eredità che avrei lasciato.

Mi sembra di aver sempre amato con tutta l’anima e che spesso non sia servito a niente.

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