Tutta un fanculo

Che di per sé non è proprio un bellissimo titolo per un post.

la verità è che vi ho abituato bene

In questa parte dell’emisfero sono le cinque –l’ora in cui gli inglesi si fanno un the– –e non avrebbero nemmeno troppo torto– e io sto bestemmiando perché, passando metà del mio tempo scrivendo sulla tastiera del college, quando poi torno alla mia faccio solo confusione con la punteggiatura.

Tuttavia.

Oggi andavano dette delle cose, prima tra tutte che stamattina il tempo era una miseria.

Ne veniva giù tanta ma tanta che ho rimpianto l’acquisto di un ombrello da 27 cm quando potevo comprarne uno con tutti i blue tits. Guardate che bello. Quanta finezza. Che raffineria. Ecc.

Stamattina era così freddo, piovoso e grigio che la gatta è venuto da me piangendo –mi piace come i gatti inglesi sanno essere filosofici e sono capaci di camminare sotto la pioggia– e chiedendo un po’ d’attenzione.

comprensibilmente quando piove ci sono meno turisti in giro e lei la cagano meno…

In realtà oggi avevamo perfino qualcuno che si occupava di turisti, cosa che per l’ultima settimana abbiamo dovuto fare noi, che non siamo pagati per fare. La prima esperienza della giornata è stata urlare dietro a uno “posso aiutarla sir?” dopo che era sgattaiolato dentro al cancello senza chiedere niente a nessuno.

“Volevo visitare il college!” “Ci sono non uno non due ma tre cartelli con su scritto chiuso, non faccia il furbo e se ne vada.”

non l’ho detto perché non saprei neanche come dirlo, in inglese, ma ho sorriso in maniera molto espressiva

e poi ho mormorato malevolmente valà mona, che va sempre bene

La mattinata si è mantenuta fresca e umida –leggi anche ieri ero in maglietta oggi si vede il fiato, occhio cosa fate con quelle manopole– e io mi sono rassegnata a correggere le traduzioni di alcuni miei collaboratori –alcuni dei quali macellano l’inglese in una maniera che anche no– mentre sorridevo rassicurante ai turisti. Certo, venite pure avanti, fate pure una foto ma provate a camminarmi sul prato o cercare di entrare dal cancello che vi mastico via una mano.

E poi niente, e poi vorrei che vedeste la cosa incredibile che ha tirato fuori.

anzi, vedetela, è qui

Era iniziata come la tipica giornata che ti fa dire cosa diamine ci faccio in questo Paese, che ti fa pensare all’altra scarpa che cade –quando una cosa è troppo bella per essere vera qui dicono aspetta che cada l’altra scarpa– e che la felicità che sentivo era solo la fase luna di miele del mio trasferimento a Oxford.

E poi è venuta fuori questa giornata limpidissima, con gli edifici di Oxford che si riempiono di sole, con il cielo blu e queste nuvole e il fiume e tutto quanto…

Non sono tranquilla.

Non so perché, dato che ho una casa bellissima, una padrona di casa amorevole, un ottimo lavoro e dei colleghi molto a posto, ma ho questo nervosismo sottocutaneo, quest’agitazione inspiegabile, questo senso di… di non lo so.

E sono tutta un fanculo.

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Sciocca

Oggi sto imparando delle cose.

La prima è che nessuno ti risponde, di sabato. Stanno tutti facendo cose. Non è una critica e neanche lo vuole essere, è una semplice constatazione di come io sia anormale.

Io mi sono svegliata presto, stamattina, incapace di dormire fin tardi e pensando che anche se alla fine sarei stata operativa solo il 50% del tempo almeno avrei iniziato presto. Quindi ho fatto una lavatrice, messo in ordine ogni angolo della stanza, fatto un reclamo ad Amazon, pagato l’affitto, scritto altri due capitoli della mia storia, deciso che non compro nessuna camicia per la mia divisa e incollato il piano della scrivania.

Tutto questo spalmato lungo l’intero arco della giornata, intervallato da episodi di Friends –non temete che ho quasi finito– tentativi di fare un disegno decente, un simpatico pranzo e alcune conversazioni con la mia padrona di casa: la ragazza alla quale volevamo affittare la stanza alla fine ha deciso di ritrasferirsi in Spagna invece di restare quindi la ricerca continua.

La seconda cosa che ho imparato è che non importa che io abbia incollato il piano della scrivania ai cassettoni inferiori: continua misteriosamente a traballare.

con buona pace dei soldi che ho speso dietro alla colla

La terza cosa che ho imparato è che il mio span d’attenzione è bassissimo. Ma proprio bassissimo.

Ho aperto documento che dovevo scrivere, ho iniziato a scrivere, poi mi è venuta in mente una cosa che avevo sempre voluto controllare allora ho aperto Chrome, poi mi è arrivata una notifica di FB e l’ho letta e poi mi sono persa su una pagina, poi ho taggato mia sorella in una cosa che sapevo le sarebbe piaciuta, poi le ho mandato un messaggio, poi mi sono detta ehi, è un po’ che non sento questo quello quell’altro, mo’ gli chiedo come va

Morale della favola, alla fine ho scritto due capitoli ma ci ho messo una vita. Dicono che quando si hanno problemi d’attenzione così bisognerebbe combatterli –naturalmente– ma sono impulsi talmente subdoli che-

…ecco, l’ho appena fatto. Mi è tornata in mente una persona che non sento da un po’ e le ho scritto due parole, perché ci vuole un attimo, perché tanto adesso sono qui di nuovo… ma come dicevo sono talmente subdoli che è un po’ come quando hai in mano una bibita, la sorseggi anche senza pensare… come i cocktail dell’Alchemist l’altro giorno, sorseggia qui sorseggia là ti finiscono in un attimo.

E ci metti sei ore a fare le cose.

Certo è che almeno ho tolto dalla lista parecchie cose e tutto sommato mi sono anche riposata bene: ieri il mio turno si è protratto inaspettatamente al punto che alle cinque ero ancora al lavoro. Se si conta che ho iniziato alle sette del mattino fanno ben 10 ore di turno.

…pensandoci dopo ieri forse non è troppo strana questa voglia di cazzeggio…

Mi dispiace un po’ di aver smesso di scrivere ogni giorno ma sono state giornate un po’ impegnative e com’è giusto che sia più mi abituo a questa vita e meno cose mi sembrano straordinarie o degne di nota.

Devo però ammettere che la giornata di ieri è stata, per quanto challenging –bellissima parola che non posso veramente sostituire con sfidante- mi ha regalato anche dei momenti molto belli. A pranzo, ad esempio, ero con il resto dello staff del college –per lo più persone che lavorano in ufficio– e ho avuto un momento di beatitudine quando, nel portare alla bocca una forchettata di spezzatino, ci ho trovato dentro una vagonata di coriandolo. Devo aver detto qualcosa tipo mmmmh perché tutti si sono girati a guardarmi e io ho dovuto ammettere che era pura passione nei confronti del coriandolo, al che tutti sono scoppiati a ridere in una maniera molto carina.

…e niente, queste erano le cavolate di oggi. Sto iniziando a pensare di essere un po’ sciocca a scrivere queste cose ma la verità è che…

…che probabilmente sono solo un po’ sciocca in generale.

 

Intervallo!

Questa me la dovete spiegare.

Mi assento un paio di giorni e improvvisamente le visite al blog salgono alle stelle? Secondo le statistiche di wordpress la giornata di domenica ha avuto un picco di ben 98 visualizzazioni, cosa che non mi spiego affatto perché quel giorno non ho pubblicato assolutamente niente.

A ben vedere oggi fa quattro giorni che non pubblico assolutamente niente.

Potrebbe avere a che fare con il fatto che parlo almeno un’ora e mezza al giorno con Charmé e che quindi quella voce interna che ho sempre sentito –se qualcuno non ha niente di meglio da fare potrebbe andare da lei e dirle che per sei anni, sei anni io ho parlato ogni giorno con lei per dirle quello che avevo dentro? No, per dire…– si è fatta meno insistente… o semplicemente di recente il lavoro e le altre faccende prendono così tanto del mio tempo che davvero, poi quando ho un attimo libero mi passa la voglia di sedermi alla scrivania.

In questi quattro giorni non è successo poi granché.

Siamo stati pagati per la seconda volta, una discreta sommetta che mi ha permesso di togliermi un paio di sfizi e mettere una volta per tutte la parola fine alle ristrettezze economiche di qualche tempo fa… la dining hall del college, ambita meta di tutti i nostri turisti, ha finalmente riaperto dopo un’intera stagione di chiusura mentre l’ampio cancello principale oggi ha deciso di smettere di rispondere ai comandi, rendendo la gestione delle cose un po’ complicata… e finalmente la settimana di chiusura che il college fa ogni anno per fare manutenzione è finita anch’essa, così oggi siamo tornati a pranzare in compagnia e a non essere più gli unici umani nel college.

Io sono giunta alla conclusione che se non vado immediatamente dal dottore potrei dover ordinare delle gambe nuove… oggi sono andata in cerca di un accappatoio –concetto a quanto pare del tutto alieno a questo Paese– perché con 13 gradi non mi sembra il caso di usare solo un telo mare e quando sono tornata a casa mi facevano così male i piedi che avevo voglia di piangere.

Per il resto mi sono inaspettatamente ritrovata a pensare parecchio a quella storia che volevo scrivere qualche tempo fa, quella storia d’amore a cavallo tra il nostro tempo e la fondazione del mio vecchio college, e ho pensato che appena finisco il progetto a puntate che sto facendo adesso –che dovrei star scrivendo in questo preciso istante invece di postare– mi ci butterò a pesce.

Detto questo credo che anche oggi cercherò di andare a letto prestino e domani… sì, va bene, cercherò di postare anche domani!

Di stanze, college, anime e ricordi

Ho la lingua fuori uso.

spazio all’immaginazione. Come mai? Scrivete nei commenti e darò un premio al vincitore

Buonasera e benvenuti nella mia stanza! Vi ho detto che la cosa più figa è che la scrivania è rivolta verso il centro della stanza e quindi sembra di essere in un piccolo studio? Ho perfino una sedia in più dalla parte opposta nel caso che qualcuno venisse a trovarmi e la cosa è veramente ridicola ma mi diverto troppo.

L’effetto d’insieme è che ci sia una netta divisione tra l’angolo studio e l’angolo letto e devo dire che la cosa non mi dispiace. Tra le cose che dovrei fare per migliorarmi c’è anche dormire meglio e lasciare pc e cellulare lontani dal letto potrebbe essere una buona regola.

Vi ricordate il battesimo a cui sono stata qualche tempo fa? Oggi io e la mia amica Cathy abbiamo portato il bambino al nostro vecchio college perché se lo spupazzassero per bene come da tradizione. E’ stato bello tornare in quei posti e rivedere facce note: tutti mi hanno chiesto se stavo tornando e cosa stavo facendo, finendo per commentare a metà tra il risentimento e l’ammirazione quando gli dicevo che ero portiere in un altro college. Tutto sommato è un salto bello grosso ma quando una mia ex collega –che adoro e che mi ha fatto estremamente piacere rivedere stamattina– mi ha detto ah, quindi è solo una questione di soldi per te? ci sono rimasta un po’ male.

Ovviamente in cucina c’era Chef B, bello come sempre e un po’ meno cretino del solito. Mi ha abbracciata con molto calore e devo dire che la cosa mi ha fatto davvero piacere, ma poi ci siamo ritrovati a parlare con lui e Cathy del dolore del parto e di tutte quelle bellissime cose di cui non ti parlano quando sei incinta e la cosa ha preso una piega un po’ surreale.

Dopo pranzo –perché ovviamente essendo così vicini all’orario del pranzo mi è anche stato offerto del fish and chips, essendo oggi venerdì– sono tornata precipitosamente a casa per finire di amministrare la mia stanza, che aveva ancora non solo mezzo valigione da disfare ma una serie infinita di borse e borsette, sia di roba ereditata dalla mia amica –compreso del Ciobar. Non si conosce veramente il valore del Ciobar finché non ci si trasferisce in UK– sia di roba mia che ancora non aveva trovato una collocazione. Tra una cosa e l’altra mi sono ritrovata a dover fare un po’ di repulisti del computer e in fondo al mio hard disk ho ripescato un anime che guardavo nel 2002.

Nel 2002!

pausa in cui sono felicissima di comunicare che quell’astuccio che cercavo ieri è stato miracolosamente ritrovato in una delle suddette borse ma che disgraziatamente ho rotto gli occhiali. Non cercate un nesso perché non ce n’è

Calcolate che all’epoca avevo 14 anni, ero forse ancora allo scientifico e se anche per puro caso avevo incontrato lei di certo non avevo idea che me ne sarei innamorata follemente. No, così, per dare un po’ di coordinate.

C’erano certe frasi, in quell’anime, che avevo imparato a memoria, musiche che ancora oggi mi fanno venire la pelle d’oca, interi pezzi di cui mi ero innamorata follemente e che avevo, se non sbaglio, perfino registrato su una videocassetta.

Fa un po’ tenerezza osservare dopo tanti anni la passione di cui ardevo per una cosa che tutto sommato adesso mi sembra un po’ ingenua e molto presuntuosa. Certo, la voce di Patrizio Prata ha sempre lo stesso devastante effetto –se non sapete di cosa sto parlando non sapete di cosa sto parlando– –e credo continuerete a non saperlo perché dopo 10 minuti passati su youtube non ho trovato uno straccio di video convincente da mostrarvi…– e alcune cose di quell’anime mi fanno ancora venire i brividi ma fa comunque un po’ strano riguardarlo dopo tanti anni e rendersi conto che i brividi sono più legati alla memoria ce all’effettiva reazione alle parole pronunciate dai personaggi.

pausa in cui mi rendo conto di aver scritto tantissimo e non aver detto quasi niente

Da domani si ritorna a lavoro dalle 8 alle 16 per 7 giorni di fila… se siete nei dintorni venitemi a trovare ma soprattutto non dimenticatevi di commentare tentando di indovinare perché la mia lingua sia fuori uso e vinca il migliore! XD

Inizia a sembrare mia

Ho fatto l’errore di guardare online un sito di anelli di fidanzamento e adesso trovo la pubblicità ovunque. Imparate dai miei sbagli e non fatelo mai.

però devo ammettere che almeno adesso ho le idee più chiare su quello che voglio. Mi serve a qualcosa? No, ma dopo gli episodi della proposta di matrimonio di Chandler ho avuto delle perplessità

Oggi è stata la giornata del riorganizziamo la stanza, disfiamo le valigie e decidiamo se ci servono altri mobili. Siccome sono una persona –aspetta, com’era?– seria e determinata ho fatto solo 1,5 su 3, che non è molto, ma al quale va aggiunta una lavatrice di roba blu e verde –incluso un bellissimo maglione verde trovato per strada– e una bruttissima crisi di Charmé.

Dovete sapere che al momento in questa casa vivono tre persone: Charmé, la sottoscritta e il famoso coinquilino che ho sedotto quella volta, al quale appiopperemo senza appello il soprannome di Orso. Ora, Orso vive in questa casa da più di un anno ma negli ultimi tempi ha manifestato parecchia insofferenza, culminata recentemente in una specie di lite con Charmé a seguito della quale ha comunicato che si sarebbe trasferito altrove.

Fin qui la cosa è seccante fino ad un certo punto… ciò che è veramente seccante è che adesso non solo non si è reso disponibile a mostrare la stanza a terzi ma pretende anche di essere lasciato in pace a quel proposito. Come se in questa casa ci dovesse vivere solo lui e la gente dovesse decidere a scatola chiusa che la sua stanza va bene.

Mah.

Oltre a questa non esattamente piacevolissima situazione ho fatto un’amara scoperta: l’astuccio dove tenevo tutto il mio materiale elettronico –cavi, caricabatterie, adattatori e soprattutto il mio hard disk esterno- è misteriosamente sparito e per una volta non posso dare la colpa al disordine. Con tutta probabilità è rimasto in uno degli innumerevoli cassetti della mia precedente stanzetta ma avendo già chiamato il mio precedente padrone di casa per chiedergli e dovendomi basare sull’onestà di una persona che non conosco per riaverlo indietro sono un po’ nel panico.

nel frattempo è sparita anche la mia bottiglia dell’acqua… di male in peggio

Un po’ alla volta questa stanza inizia ad assumere un’aspetto più confortevole, con le mie cose appese alle pareti e una disposizione un po’ più umana… sto iniziando a pensare che mi piacerebbe ridipingere la stanza perché la vernice è parecchio rovinata e ho un’intera parete bianca piuttosto opprimente ma forse mi limiterò a dipingere la porta –sempre che io ne abbia il permesso– e appendere un qualche tipo di telo con un paesaggio rilassante o un mandala.

Domani ho la seconda delle mie giornate off e le opzioni sono molteplici: andare dal dottore? Andare al mio vecchio college a salutare? Restare a casa e scrivere tutto il giorno? Finire di sistemare le cose in camera e ridipingere tutto?

Chi può dirlo…

Ringraziamenti d’Agosto

momento di incredulità per il fatto che siamo in Agosto e qui ci sono tipo 22 gradi

Credo che sia arrivato il momento di fare un po’ di ringraziamenti, sia perché ormai è più di un mese che sono a Oxford sia perché le cose mi stanno comunque andando piuttosto bene. Quindi…

…ringraziamo l’Universo per H, che mi ha messo sulla strada di questo lavoro con tutte le conseguenze del caso. Speriamo che negli States la sua vita sia piena di cuccioli e bambini come merita.

…ringraziamo l’Universo per i miei colleghi, M, M e K, che nonostante il mese passato assieme non mi hanno ancora buttata fuori e che, al contrario, sono sempre comprensivi, incoraggianti e molto amichevoli.

menzione speciale per M il Mago che ha una speciale espressione orgogliosa ogni volta che faccio qualcosa di buono

…ringraziamo l’Universo per il college, che è bellissimo e verdissimo e ha un gatto e non è disgraziatamente grande come quello in cui stavo prima.

…ringraziamo l’Universo per questo lavoro meraviglioso che mi permette di essere a contatto con le persone, esercitare un po’ di lavoro d’ufficio ma allo stesso tempo mi regala dei momenti tranquilli nei quali scrivere, sistemare le mie cose o leggere qualcosa di interessante e che soprattutto è incredibilmente soddisfacente.

quello di oggi doveva essere un post esclusivamente per ringraziare l’Universo ma poi mentre scrivevo è arrivato A con un amico e sono seduti in un angolino qui fuori dalla portineria, vicini vicini, del tutto ignari di essere esattamente sotto la fotocamera e che quindi quel posto non è così appartato come pensano…ehm

…ringraziamo l’Universo per la mia casa, alla quale sono arrivata con tutta calma ma che vale ogni notte trascorsa a sudare nel mio mezzanino –che, lo devo ammettere, un po’ mi manca come avevo temuto– e sono certa mi darà moltissime soddisfazioni per tutti i mesi in cui ho intenzione di abitarci –vi ho detto che ho anche un minuscolo giardino? Io devo assolutamente iniziare a mettere più foto in questo blog.

…ringraziamo l’Universo per A, che se n’è appena andato così furtivamente che non ho nemmeno avuto il tempo di vedere se era il caso di abbracciarlo ma che mi ha fatto tanta compagnia nei miei primi giorni qui. Meglio così, tutto sommato.

…ringraziamo l’Universo per Charmé, che è deliziosissima e non mi viene in mente niente che potrei cambiare di lei per renderla più perfetta per il periodo personale –mi piacerebbe scrivere storico ma sarebbe una boiata– che sto attraversando ora.

…ringraziamo l’Universo per Oxford, che è sempre tipo la cosa più bella del mondo e mi riempie gli occhi a ogni ora e con ogni tempo atmosferico.

A è tornato a prendere la bici e sì, sono stata sfacciata abbastanza da abbracciarlo e sì, sono molto soddisfatta di me stessa

…ringraziamo l’Universo per tutti i soldini che mi sono piovuti addosso in questi giorni, che non fanno la felicità ma mi hanno permesso di essere un po’ più tranquilla nel passare dallo spendere 400 sterline al mese allo spenderne 600.

…ringraziamo l’Universo per la mia stanza, alla quale domani metterò mano per farla diventare un posto formidabile.

…ringraziamo l’Universo per questo periodo di felicità e determinazione: che duri più a lungo possibile e che sia coronato da successi sempre più grandi!

Risoluzione

-perché vanno di moda i titoli di una sola parola

Oggi è stata una giornata molto lunga e decisiva sotto molti punti di vista. Innanzitutto è stata, lavorativamente parlando, una giornata così morta che ad un certo punto mi sono seduta con un taccuino in mano e ho iniziato a fare liste.

Liste di cose che potevo fare per aumentare la mia produttività, liste di cose che dovrei fare per prendermi più cura di me stessa, liste di azioni che devo, dal punto di vista pratico, portare a termine se voglio abitare in questo Paese e continuare a lavorare e liste di cose che mi piacerebbe tanto comprarmi quando avrò più soldi.

Adesso che so quali orari avrò per l’intero mese sto cercando di organizzare una giornata un po’ più produttiva. Per esempio… e se i svegliassi tutte le mattine alle sei e mi organizzassi una routine quotidiana per migliorarmi la giornata? Dopotutto per un terzo delle mie mattine dovrò comunque svegliarmi a quell’ora e per mantenere un pattern di sonno stabile potrebbe essere la soluzione migliore.

dopotutto tante volte la sera perdo un sacco di tempo al pc quando potrei fare cose più utili

Poi sono uscita con Raul.

che chiaramente non si chiama Raul ma mi piaceva come nome ed è abbastanza vicino

Ieri non ne ho parlato chiaramente ma c’è stato un momento in cui non ero sicura di quello che volevo. Intendiamoci, parte della ritrosia di una ragazza davanti ad un invito così schietto è condizionamento della società, incluso quello religioso: io sapevo bene cosa volevo. Il punto è che tante volte non so decidere se concedermi quello che voglio sia o meno una buona idea.

Tuttavia quello che ho appena analizzato è un mio problema personale, che dovrei essere libera di risolvere con i miei tempi. Avere qualcuno che ogni due ore mi ricorda che non sto facendo quello che voglio e che la scelta meno complicata è dire di sì è un altro tipo di problema.

Quindi oggi, dopo averci mangiato insieme un panino estremamente buono, averci passeggiato un po’ per il castello di Oxford e avere ascoltato le peggiori scuse per non tenerci per mano e non baciarci in pubblico, gli ho dato un allegro benservito.

Una volta a casa ho avuto la tradizionale mezz’oretta di chiacchiere con la padrona di casa, la quale molto tranquillamente ha detto comprarti degli elementi per la stanza? Certo che puoi farlo. Anzi, mandami i link che lo faccio io. Riarrangiare i mobili nella stanza? Certo che puoi farlo, la stanza è tua. Anzi, se i mobili non ti piacciono dimmelo che ci penso io a sostituirli.

io che sono una persona umile e semplice volevo solo aumentare lo spazio della mia scrivania, forse forse prendermi un comodino ma soprattutto spostare la scrivania dove prende luce… il resto non solo è fantascienza ma mi sembra anche un po’ ingiusto

Quindi si prospetta un finesettimana interessante, tra i calcoli per la stanza, il riorganizzare la mia giornata e il tentare di andare a letto sempre più presto. Come dicevi, Anna? Raddrizzare la mia vita? Che ne dici, così è sufficiente?

ride e se ne va

Charmé

Oggi voglio parlare della mia padrona di casa.

Non vi ho ancora parlato per niente della mia casa nuova: si tratta di un edificio a quattro piani in una stradina perbene di Oxford, non troppo distante dal centro e a due passi dal fiume. Al piano semi-interrato c’è l’appartamento della sorella –un posticino delizioso, ci ho passato una settimana quella volta che sono venuta a Oxford per una vacanza esplorativa: riceve luce da due grandi finestre ai lati opposti e non è per niente buio– al primo piano c’è un soggiorno molto spazioso con una bella tavola per mangiare, un piccolo bagno con doccia e una piccola cucina, al secondo piano ci sono un bagno con vasca, la camera degli ospiti, la stanza di Charmé e il suo studio e al terzo piano ci sono la mia stanza e quella del coinquilino che ho sedotto quella volta.

Ogni angolo della casa è decorato con oggetti provenienti da ogni angolo del mondo, l’aria profuma delicatamente di incenso e nel bagno sopra la vasca ci sono delle lucine messe a mo’ di stelle. Le scale sono coperte di moquette rossa e come ogni buona casa inglese che si rispetti ha i pavimenti in legno. Ogni stanza ha carattere: il bagno con la vasca è rosa e oro, quello con la doccia è giallo e decorato con rane e ninfee, il soggiorno è pieno di libri e la sua stanza ha le pareti coperte di drappi indiani. Appena fuori dalla mia stanza c’è un mobiletto di legno scuro al quale fa la guardia una grossa testa di felino dagli occhi luccicanti.

l’unica stanza a non avere carattere è la mia perché tutte le cose sono ancora sul pavimento ma ho intenzione di rimediare al più presto

E poi c’è lei, Charmé.

Questa donna trascorre metà dell’anno in India, dove gestisce un albergo con il marito, e metà qui a Oxford. Ho scoperto che, curiosamente, è stata insegnante nel college dove lavoro adesso, cosa che mi sembra una coincidenza piuttosto improbabile, e che ha scritto una tesi dal titolo Unzipping Gender –che mi appresto a leggere appena possibile. Ha una personalità molto interessante ma soprattutto è una persona con una sensibilità straordinaria: mi ha accolta subito, senza chiacchiere di circostanza, con limpida schiettezza e molta generosità.

Sta attraversando un periodo un po’ difficile in cui sta pagando per questi quindici anni in cui ha vissuto una vita un po’ a metà, senza una vacanza e sempre di corsa con le mille faccende che girano intorno all’albergo. Ha un sacco di esperienza e parliamo tanto delle cose della vita, delle relazioni, dei viaggi, di quello che è veramente importante. Ha un modo di fare molto ispirante, fa meditazione, indossa delle pietre bellissime e in generale ha un sacco di saggezza da condividere.

Sembra essere convinta che io sia entrata nella sua vita al momento giusto e ci siamo fatte delle bellissime chiacchierate fino ad ora. Ovviamente la cosa va giudicata sulla lunga distanza ma è un sollievo pensare di essere in casa con qualcuno così gentile e interessante.

Oggi A ha trovato la mia cartolina.

E’ venuto da me e mi ha chiesto se sapevo chi era stato, domanda alla quale ho codardamente risposto oh, quand’è che ti è arrivata? A pranzo non solo mi ha chiesto se volevo provare un po’ del suo lussuosissimo succo ma mi ha anche lasciato il fondo della sua succulenta baguette brie bacon e cranberry –una delizia di Jimbobs, che è uno dei posti che mi piacerebbe recensire prossimamente– e quando alla fine ho avuto il coraggio di chiedergli se la cartolina era inopportuna –noooo… perché, l’hai letta? No, l’ho scritta…- la sua reazione è stata awwww.

Ho iniziato a fare la persona responsabile e ho fatto la lista delle cose che devo fare per rimettere la mia vita su un binario decente. Tra queste figura naturalmente mangiare meglio, essere più organizzata e più produttiva, meno dispersiva… beh, insomma, staremo a vedere.

Complicatezza

Non so neanche da che parte cominciare.

A parte il fatto che non ho combinato granché oggi, in termini di trasloco, sono stata brava e ho fatto il bucato e ho fatto la doccia e ho asciugato finalmente bene i capelli con il nuovo asciugacapelli ereditato da H. Oggi ero fuori a pranzo per una vera pizza con il mio amico W –quello che sa le cose– e abbiamo mangiato allegramente seduti sul prato posteriore del mio college, con la micia che ci girava attorno –la dolce Artemis, micetta nera del college– e una serie di interessanti nuvole che si rincorrevano nel cielo.

Quello che non sapete è che io nel pomeriggio avevo anche un appuntamento.

La verità è che ho passato il primo paio d’ore a preoccuparmi del biglietto che volevo scrivere ad A. Non volevo scrivere niente di sfacciato ma la prima cosa che mi è uscita era molto incisiva e forse troppo poetica: finché la tua personalità splende attraverso il tuo sorriso nient’altro importa. MI sembrava un po’ eccessivo.

Alla fine, curiosamente, ho optato per la stessa identica frase che ho riportato qui sul blog: il tuo sorriso è la cosa migliore del college dopo la gatta e le curly fries. Ho comprato una cartolina piuttosto simpatica –questa– e gliel’ho lasciata nel suo pigeon hole, quelle pseudo-cassettine della posta verticali che si vedono nei film, per le scuole o gli uffici. Staremo a vedere.

Dopo aver risolto questo problema sì che ho iniziato a preoccuparmi per l’appuntamento.

La mia prima reazione è stata ma chi me lo fa fare. I discorsi con N, il portiere notturno, hanno portato ad una terrificante verità: a volte siamo single per pigrizia. Nel mio caso questa prima reazione lo ha confermato: chi me lo fa fare di espormi, di incontrare qualcuno e dovermi vendere bene, mettermi in tiro e vivere quel terrificante imbarazzo tra due persone che fanno lo sforzo di conoscersi?

Poi l’ho visto.

Ha un bel sorriso e una faccia carina, va ammesso –anche se non quanto A– e ha un modo carino di parlare e delle belle idee: una persona molto positiva, con una bella energia, tutto molto bello.

E’ anche straordinariamente diretto.

si scrive così ma si legge voglio sistemarmi, che ne diresti se ti baciassi e perché sprecare una serata così, vieni a letto con me

incredibile come la mia prima intenzione di appoggiarla molto più delicatamente sia sfumata nel nulla…

Poi è successa una cosa inaspettata.

Ve lo ricordate quel personaggio molesto di cui parlavo qualche giorno fa? Rileggendo adesso il post mi rendo conto di essermi spiegata proprio male… si trattava di un accattone, uno dei tanti personaggi sfortunati di Oxford, che alla fermata del bus chiedeva un po’ di spiccioli.

Ebbene… oggi l’ho incontrato di nuovo. Mi ha guardato con una faccia avvilita e mentre io non lo riconoscevo ha mormorato ma sì che parli inglese.

Mi sono sentita così una merdina. Mi ha perfino chiesto come stavo, probabilmente molto a caso, ma a quel punto mi sentivo troppo in colpa per non dargli esattamente quello che voleva: due sterline per raggiungere il prezzo di un letto.

Potrei

Potremmo dire tante cose.

Potremmo dire che ho messo giù male un piede nella casa nuova e che ora non sono più sicura che tutte le dita del mio piede destro siano ancora attaccate bene.

Potremmo dire che finalmente quasi tutte le mie cose sono nella mia stanza nuova, quella bella, quella che ha una vista spettacolare, quella che ha un letto decente, un armadio decente, una cassettiera decente e una scrivania molto deludente.

Potremmo dire che è stata una giornata traumatica come può esserlo solo un trasloco per la gente del mio segno zodiacale, che una volta arrivata mi sono detta come ti è venuta in mente quest’idea e che quando mi sono resa conto che per andare a farmi una doccia devo fare due rampe di scale mi è venuta un po’ la nausea.

Potremmo dire che avere finalmente un letto mi sta rendendo una persona felice, che ho appeso un bellissimo quadro che dice splendi raggiante oggi, qualcosa di buono sta per succedere, che scendere a orario cena per ficcanasare e ricevere inaspettatamente dell’agnello e delle verdurine saporite mi ha salvato la serata.

Ma.

Sceglierò di parlare di ieri, di fissare su questa pagina un momento di felicità, di colpevolissima delizia, di gioia molto esitante.

Ieri mattina dovevamo dare a H il suo regalo di addio. E’ stata una settimana impegnativa anche per questo, decidere cosa regalarle, raccogliere i soldi, girare furtivamente per il college facendo firmare a tutti il biglietto… mi sono sbattuta tantissimo perché voglio molto bene ad H e volevo che fosse tutto perfetto ma non è stato facile.

Il mio turno iniziava alle 13.30 ma per evitare di perdermi l’azione ho deciso di entrare un po’ prima, prendermi un panino e sedermi in un angolo da sola, in attesa che lei si facesse viva. Ero pronta a solitudine e discrezione ma inaspettatamente A, il bigliettaio, mi ha vista tutta sola ed è venuto a sedersi accanto a me.

Doverosa precisazione: A è uno studente del college che ha probabilmente attorno ai 20 anni, ha un sorriso che illumina qualunque brughiera e parla fluentemente inglese, tedesco e spagnolo. Legge tantissimo e sa tantissime cose, fa il bigliettaio ma è capace di far nascere una coda lunga tutto l’isolato solo per spiegare ad un turista un dettaglio del college e per finire…

…è gay, ma questo lo sapevamo già perché ne abbiamo già parlato.

Ora.

Scoraggiata dal discorso maturo e responsabile della mia amica H ho deciso di far finta che non mi si sciolga il cuore ogni volta che lui sorride, anzi, ho deciso di far finta che lui non esista neanche, perché è uno studente, noi siamo i loro guardiani e bla bla bla, piuttosto provaci con AN e AL.

Ieri questo non è stato possibile perché lui era lì a chiacchierare e sorridere e chiedermi dove abito e cosa faccio e se mi piace il panino e a lamentarsi dei turisti e a ridere per minchiate nostre. E va via martedì, per almeno un anno e mezzo, e ieri mentre tutti ridevano e festeggiavano H lui ha detto è merito di M se la cosa è andata a buon fine, si è data tanto da fare per il regalo e il biglietto, e io volevo tuffare il naso nella mia fetta di torta e sparire. E poi è venuto dentro in portineria tutto spettinato ed era bellissimo e poi ha detto ma almeno lunedì tu ci sei vero?

E niente.

Le persone normali a questo punto lasciano perdere ma io non sono una persona normale e vorrei disperatamente dirgli qualcosa per combattere la cretinata che ha detto ieri, che deve smettere di mangiare torta adesso che gli americani sono andati via. Volevo dirgli che anche solo per la sua personalità lui sarebbe una persona che vorrei intorno per sempre, per tacere del suo sorriso.

Mi servirebbero solo le parole per farlo delicatamente, così delicatamente da non donargli altro che tenerezza.