Di’ Qualcosa

Oggi sono andata alle prove del mio vecchio coro, per sfoggiare la mia nuova luminosissima me e ascoltare la voce del Branco. Il cucciolo dentro di me ha alzato il muso al cielo e ha cantato senza un suono ma LightBringer ha sorriso, pensando che due anni fa, prima di partire, cantavo piangendo questa canzone.

Di’ qualcosa, sto per arrendermi con te
sarò la sola se tu vuoi che lo sia
ti avrei seguito ovunque
di’ qualcosa, sto per arrendermi con te.

E io…mi sento così piccola
era troppo oltre la mia testa
non so proprio niente
E io…inciamperò e cadrò
sto ancora imparando ad amare
sto appena iniziando a strisciare.

Di’ qualcosa, sto per arrendermi con te
mi dispiace di non essere riuscita a raggiungerti
ti avrei seguito ovunque
di’ qualcosa, sto per arrendermi con te

E io…inghiottirò il mio orgoglio
tu sei quello che amo
e ti sto dicendo addio…

Oggi l’ho cantata, pensando quanto poco io mi sia allontanata da essa e quanto distante io sia finita, nello stesso momento. Sono due anni più alta, due anni più forte, due anni più lontano da quei sentimenti e due anni più saggia.

Questo tuttavia non mi ha impedito, questa sera mentre tornavo, di ridere mentre cantavo.

And I… am feeling so small
It was over my head
I know nothing at all

Say Something.

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Estate 2001

Postare è sempre un terno al lotto.

Ma forse questo l’avevo già detto. Connessione instabile, distanza eccessiva dal router, computer cretino…sì, l’avevo già detto.

Oggi ho preso e ho, per l’ennesima volta, rovesciato la mia camera.

Ho trovato calzini che non mettevo da un secolo –badate bene, non sporchi e neanche in disordine, solo, in fondo al cassetto e intoccati da mo’– maglie che sono state comprate ai charity in preda a impulsi di fighezza e altre cose che possiedo ma non userò mai.

Come il quadernino che mi ha regalato la donna di mio padre quando sono partita. Bellissimo, per carità –estremamente bello– ma dubito fortemente che avrò mai il coraggio di appoggiarci sopra una penna.

parentesi in cui scivolo inesorabilmente su FB, mando alcuni dei miei classici bacini random, perché io credo nel ehi, ti sto pensando e ti voglio bene, ma nessuno mi caga

Come un numero improponibile di magliette che tanto è inverno e non userò, che sono finite metà nel sacco del charity –enorme. Una busta dell’Ikea blu– e metà nella valigia estiva, dove sto per mettere tutte le cose che sono quasi sicura non verranno usate prima di marzo.

Oggi poi ho comprato un dvd in un charity. A 50p, che sarebbe mezza sterlina. Che sarebbe niente.

Lo so che nell’era dello streaming non si comprano i dvd, specie una come me, potenzialmente sempre in giro, ma non ho resistito, perché sono innamorata di Romeo+Juliet dalla prima volta che l’ho visto. Che ricordi…la casa della mia allora migliore amica Erica, il caldo e gli insetti nella campagna, i giri in bicicletta, l’estate di Tre Parole, uno dei peggiori tormentoni dell’estate 2001

parentesi in cui scivolo inesorabilmente su YouTube e finisco per ascoltarmi anche www mi piaci tu, un’altra canzone che è più bello se non ve la ricordate

Non ci posso fare niente, sono quelle canzoni che ti riportano alla mente un sacco di ricordi assurdi e sbiaditi, come i pomeriggi a guardare Inuyasha, l’invidissima perché lei aveva internet e io no, le chiacchiere sui ragazzi, la strana sensazione che ci fosse qualcosa che non capivo…

…era l’anno di Witch, l’anno in cui avevo 13 anni, gli anni dei primi manga scambiati alle medie, dei peggiori compagni di classe, gli anni delle fughe in bicicletta e delle lotte quotidiane con mia madre.

Per dimostrare cosa, poi?

Solo Amore

Non bisognerebbe
essere innamorati
di qualcosa d’intangibile.

Non bisognerebbe
sentire le farfalle
quando il vento soffia violento
né amare
il fiato del sole
sulla pelle.

Non bisognerebbe
cantare al cielo blu
correre con gli occhi
assieme alle nuvole
sentire di volare
quando una rondine
attraversa tutto il mio campo visivo.

Non bisognerebbe
sentirsi amati
quando una traccia bianca
attraversa il cielo
e una voce
canta
Ti ho amato per mille anni
tesoro non aver paura
ti amerò
per
altri
mille.

One Step Closer

Come posso amare se ho paura di cadere?

Qualcosa mi ha cullato nel sonno, ieri sera. Qualcosa di dolce e malinconico.

Come posso essere coraggiosa?

Sto leggendo infinite parole, piene di amore, piene di passione e piene di sogni.

Ma ti guardo rialzarti in piedi e tutte le mie paure si dissolvono.

Mi innamoro di cose romantiche e mi ritrovo a vivere in un luogo che non è reale.

Sono un passo più vicina.

Ascolto note che dovrebbero essere piacevoli e mi ritrovo a renderle amare nella mia mente.

Ho passato mille anni ad amarti, tesoro, non devi aver paura:
ti amerò per altri mille anni.

Cerco parole che rendano dolce l’amarezza di Supernatural e mi innamoro di canzoni che voglio malinconiche. Sono un genio.

Guarda com’è bella.

Ho i suoi lineamenti stampati dentro e ho aspettato per settimane che quei lineamenti entrassero nei miei sogni. Invano.

Io sarò coraggiosa, non lascerò che qualcosa mi porti via tutto questo.

Stamattina mi sono svegliata con una luce fortissima dentro, una luce invincibile e dolcissima.

Tutta la mia vita mi ha portato a questo.

Era lì, ad un passo da me, il suo sorriso incredibile, quegli occhi splendenti, quella barba che chiama le mie dita peggio di qualunque muscolo.

Sono un passo più vicina.

Ero nel cerchio delle sue braccia, una persona amica, una persona fidata, e il suo sorriso era tutto mio.

Sono morta ogni giorno, aspettando che arrivassi.
Non aver paura, ti amerò per i prossimi mille anni.

Non posso fare a meno di sentirmi piccola, stupida e piena di luce.

Anche da sola so che potrò raggiungerti, vai avanti.

Un regalo dell’Universo, un’inspiegabile gocciolina di luce.

Un altro passo più vicina…

Le cose che leggo? Le cose che ascolto? Le cose che penso?

Sono morta ogni giorno, aspettando che arrivassi.
Amore, non aver paura che ti abbandoni, ti amerò per i prossimi mille anni.

Qualcosa in tutto questo mi ha portato là, stanotte, tra le sue braccia.

Sono sicura che ti troverò anche se sto da sola,
il tempo ha portato il tuo cuore a me.

E non riesco a smettere di ascoltare questa canzone.

You Lift Me Up

Aspettando il sorgere del sole
aspettando il giorno
aspettando un segno
che sono dove tu vuoi che sia

Tu sai che il mio cuore è pesante
e il dolore è profondo
ma quando ho voglia di arrendermi
tu mi ricordi
che tutti quanti cadiamo qualche volta
ma quando sbatto per terra…

Tu mi sollevi quando sono debole
le tue braccia si stringono attorno a me
il tuo amore mi afferra così mi lascio andare

Tu mi sollevi quando non posso vedere
il tuo cuore è tutto ciò di qui ho bisogno
il tuo amore mi trasporta così mi lascio andare

So di non essere perfetta
so di fare errori
so di averti deluso ma mi ami ugualmente

E quando sono circondata
quando perdo la strada
quando sto piangendo e cadendo
tu sei qui per

Sollevarmi quando sono debole
le tue braccia si stringono attorno a me
il tuo amore mi afferra così mi lascio andare

Tu mi sollevi quando non posso vedere
il tuo cuore è tutto ciò di qui ho bisogno
il tuo amore mi trasporta così mi lascio andare

Vedo che l’alba sta spuntando
il tuo amore mi sorprende
non so cosa posso offrire
in questo momento mi arrendo al tuo amore.

 

Era una vita che la volevo tradurre. E’ una bellissima e semisconosciuta canzone dei The After, una preghiera meravigliosa che dedico all’Universo, che in questo momento…mmmh, in questo momento sta ridendo come un matto sotto il mio piumone verde con le farfalle.

Per qualche motivo.

No, davvero. Questo post doveva essere scritto dal punto di vista dell’Universo, una specie di lettera d’amore che cominciava con Ti ho vista piangere e tremare in quella via e ho pensato di mettere qualcosa di carino proprio qui ad Oxford, se tu solo avessi avuto il coraggio di uscire dal tuo piccolo guscio e cercare a testa alta la via giusta.

E’ tutto un simpatico gioco di parole per dire che ieri, mentre cercavo il Magdalene College –che si dice Medlin, e grazie tante– mi sono persa. Sapete cosa faccio, no? Prendo e chiedo indicazioni. Non mi perdo d’animo. Bene, ieri ho chiesto indicazioni ad una ragazza dai tratti orientali che sedeva tranquilla a mangiare il suo sandwich su una panchina.

Una volta appurato che io non sapevo dov’ero e lei non conosceva bene l’inglese l’ho salutata e ringraziata ugualmente e me ne sono andata.

Non mi ha inseguita per porgermi un cellulare e offrirmi il suo aiuto?

Non mi ha seguita finché non mi sono resa conto che ero dall’altra parte del mondo?

Non mi ha chiesto da dove venivo chi ero e cosa facevo?

Non le ho lasciato il mio numero di cellulare dicendo che se voleva fare due chiacchiere io ero disponibilissima?

l’Universo ride e mi manda baci. Ho capito come mai l’hanno assegnato a me, perché ha i momenti di cretino anche lui

Oggi sono felice.

 

PS: ho detto a G, il mio host father, che il post con la foto della sua ricetta è stato prontamente ribloggato e si è messo a ridere.

PPS: ieri sera ho fatto aperitivo con l’Italian Society a Oxford e ho mangiato la pizza con il gruppo di Italiani a Oxford. Punti Socialità +200!

I Diavoli Non Volano

Ho sentito che gli angeli hanno chiamato ancora…
Mi sono buttata in una festa,
Chardonnay e Oxy.
Ho fermato le urla nella mia testa…
Mi ricordo quando avevi me
e volavamo in alto come Sid e Nancy.

Dicono che non è la soluzione ma non posso andare avanti
perché non ho nessun posto dove andare, non ho nessuno, senza di te sono finita
e quando me ne andrò ricordati che sei l’unico
e solo perché combatto non vuol dire che non abbia mai imparato ad amare.

I diavoli non volano
quindi non aspettarti che io non cada.
I diavoli non volano
ma Dio, avevamo quasi tutto!
Però io ho le catene, e tu hai le ali,
lo sai che la vita non è sempre giusta.
No, i diavoli non volano
ma io ci provo.

Cosa deve fare una ragazza quando non è forte?
Quando tutti quelli che mi prendono per mano
si tagliano con tutte le spine?
Appoggiavo l’orecchio al muro
per sentire le urla, per sentire la caduta,
una ragione in più per evitarlo.

E non è la risposta ma non posso andare avanti…
Ho dato il mio miglior sorriso, i miei ultimi spiccioli,
ma ho sempre sbagliato.
Non è perché sono giovane o vengo da una famiglia divisa,
forse combatto solo perché non so a che posto appartengo.

I diavoli non volano…

Gli angeli non dovrebbero mai cadere
e tu eri il più bello di tutti…
Se Dio potesse ripararlo
pregherei per il tuo perdono
ma sono stata sbattuta a terra, gettata fuori
quando sono passata dall’altra parte.

Lo sai che i diavoli non volano
quindi non aspettarti che io non cada
i diavoli non volano
ma Dio, avevamo quasi tutto.
Però io ho le catene, e tu hai le ali,
lo sai che la vita non è sempre giusta.
I diavoli non volano
ma io ci provo.

 

Avevo voglia di condividere questa canzone. Trovo che il testo sia molto ispirante, anche se al momento per me non ha nessun significato particolare, e credo che prima o poi ci metterò le mani per farne qualcosa.

La cosa più bella, comunque, è la musica…

Un post serio? No, non stasera: non quando tutto quello che sento è una gigantesca sfera bruciante d’amore che mi arde nel petto e non ho nessun modo di condividerla. Duh.