La Finestra del Giovedì #9: E smettetela di chiamarli femminicidi

Lo ammetto: questa storia delle finestre stava per finire.

Se ogni giovedì mattina mi ritrovo con l’acqua alla gola, chiedendomi cosa inventarmi per la rubrica del giorno, significa che contrariamente alle previsioni non frequento abbastanza la piattaforma wordpress. Specie ultimamente.

Mi sembrava quindi il caso, con l’anno nuovo, di sospendere l’esperimento e sostituirlo con qualcos’altro, qualcosa di meno complesso, magari anche meno carino per voi ma più pratico per me.

E invece no, l’Universo era di un’idea diversa: meeva ha commentato il post di ieri.

Quando arrivano nuovi follower, quando qualche volto nuovo compare, quando lasciate un commento che mi è piaciuto io vado a vedere chi siete, a ficcare il naso nei vostri affari, a farmi un’idea di chi mi legge. Qualche volta resto un po’ delusa ma qualche volta sbatto il naso contro riflessioni intense, penne brillanti, interventi che mi lasciano con gli occhi tutti luccicanti e nuove idee in testa.

Oggi sono finita su Continua a leggere

La Finestra del Giovedì #8: The (Not) End

Mi scuso per la pausa della settimana scorsa ma a ben guardare era Natale e tutti voi avevate certamente di meglio da fare che venire a leggere di che blog mi sono innamorata di recente.

Quest’oggi vi sottopongo il blog di Simona, o per meglio dire la sua scrivania: non so dove mi abbia scoperto ma quando mi sono ritrovata a vagare per le sue pagine mi sono imbattuta in tanto di quel materiale interessante da far girare la testa.

Capita, qualche volta, di imbattersi in persone la cui accuratezza e profondità da’ un po’ il capogiro. Quando succede a me prima mi indispettisco e gonfio di invidia, poi mi sgonfio, rimango ammirata, sbircio in giro e poi mi imbatto in cosette come queste, che esprimono perfettamente cose che anche io mi porto nel cuore.

Ho provato a tagliarne via un pezzettino, portarvene un estratto. Il fatto è che questo articolo è tanto perfetto che spostarne un pezzo qui lo rovinerebbe, così ecco giusto un bocconcino piccino piccino:

Fine. E’ una parola che può far paura, ma in questo caso, nel loro caso, è una grande soddisfazione poterla pronunciare. Ogni volta che ne termino uno, ho l’impulso irrefrenabile di riprenderlo da capo e rituffarmi al loro interno.

E di chi staremo mai parlando? Andate subito a leggere a questo link e perdetevi sulla Scrivania di Simona!

La Finestra del Giovedì #7: 238 giorni senza uomini e un bacio

-il giovedì mi prende sempre di sorpresa, non lo vedo mai arrivare-

Buonsalve! Per il post di oggi ho deciso di linkarvi un blog un po’ particolare, il diario di una ragazza che, in un momento di delusione e rabbia, ha fatto con sé stessa il voto di trascorrere un anno intero senza uomini e senza sesso. Eccovi il link.

L’autrice curiosa ogni tanto qui nel mio blog lasciando commenti carini e più di una volta mi sono ritrovata a vagare per le sue pagine chiedendomi cosa farei io nei suoi panni. Non tanto perché non so cosa si provi a restare in astinenza per un anno –perché invece lo so eccome– quanto perché spesso le cose che racconta sono così distanti dal mio modo di vivere che a volte mi chiedo come sarebbe avere la possibilità di scegliere concretamente tra il portarsi a letto una persona diversa ogni sera e l’astinenza più totale.

Ecco un estratto del post che ho scelto:

Ma le parole che mi sussurravi ieri notte sul tuo divano, mi hanno accarezzata più dei tuoi polpastrelli sulla pelle morbida del mio inguine.
Di te ricordo come sempre le parole… “Guardami così, guardami.”
Anche ieri, come un anno fa, sono le parole che mi sciolgono per te: non la lingua, non le dita, non i denti che mi mordono la spalla “Ti ricordi com’era fare l’amore con me? Ti ricordi quando…” Mi afferri la nuca, come allora, ma il piacere non viene più da questa presa, viene dalle tue parole “Mi ricordo la forma della tua testa, tra le mie mani”

Il resto potete leggerlo qui. Ho scelto un post intenso non solo dal punto di vista fisico ma anche sentimentale, prima di tutto perché mi piace l’idea dei preliminari lunghi 14 anni e poi perché mi ha veramente emozionata. Si stringe un po’ il cuore a leggere queste cose, un dolore sordo, un’emozione facilmente condivisibile.

Ciao, 365giornisenzauomini, dai che manca veramente poco! 😉

La Finestra del Giovedì #6: Casa Nuova

Non posso credere che Federica abbia la neve nel suo blog eppure è proprio così, e andate pure a vedere QUI!

Mi piace da morire come scrive Federica. Cose brevi, poetiche, incisive. Ci sarebbero un altro paio di post meritevoli tra i quali ero indecisa ma poi ho scelto questo perché mi ci ritrovo bene. Eccone un assaggio:

Sono arrivate le tende nuove. Questa camera, che mi appartiene, sembra molto più mia di quanto lo sia realmente. Mamma s’impegna molto per sgomberarla un po’ alla volta dalle mille cose inutili che l’affollano. E neanche sembra poi così tanto sgabuzzino-ammassa-roba come prima.

Il senso lo si comprende nella sua interezza quindi eccovi anche il linkNon lo aggiorna da un po’ ma vi ho trovato più di un pensiero squisitamente leggiadro.

non so nemmeno io come mi sia venuta in mente questa frase ma inaspettatamente rende alla perfezione

E mi perdonerete se mi dilungo così poco ma ho la testa in fiamme, una mattinata impegnativa e sempre troppo sonno arretrato. Complimenti a Federica, anche e soprattutto –ma non solo-per la bellissima frase che ha messo come sottotitolo:

Fa’ una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta!

La Finestra del Giovedì #5: Quando L’Immaginazione mi Rapisce

il 5 è il mio numero preferito e sono contenta che sia capitato proprio a lei

Mi piace tanto, questo blog.

Ha qualcosa di arioso, anche quando parla di cose dure, qualcosa di tranquillo e pacato e ragionevole. Mi piace il modo in cui lei scrive, mi piace il fatto che abbia tante cose in comune con me e mi piacciono le cose che dice. Prima di scoprire questo post volevo pubblicarne uno in cui parlava di chi sta dietro le pagine dei blog, della solitudine che nascondono, dei grido di disperazione che incarnano.

no, non ho intenzione di taggarlo, trovatevelo voi

Alla fine la mia scelta è caduta su questo irresistibile post perché parla anche di me: imbambolata, non si applica, mondi mentali, filmini che partono dal nulla. Sono anche io.

questo è narcisismo, ma comunque mi piaceva dirottarvi da lei

Il blog è Pensierifusi ed ecco un assaggino:

Io non ci sono, sono da un’altra parte. Sono in un mondo di fantasia dove tutto può succedere. Ieri, ad esempio,  ho trovato una borsa piena di soldi e ho dovuto prendere una scelta : prenderla o no. Sarebbe bello se accadesse, eh? trovare una borsa piena di soldi, così, per strada. Si è aperta come una porta e io ci sono entrata, ero su quella strada e la borsa era lì, davanti a me. Mi guardo intorno, con circospezione, ma non c’è nessuno. La borsa è incastrata tra il tronco di un albero e il parafango della mia auto. Nella realtà non ho un auto, forse è per questo che non mi capitano cose simili. Da questa scena, ovviamente ambientata nel parcheggio vicino casa, ho iniziato un’avventura incredibile. Poi mi sono risvegliata e qualcuno mi stava parlando.

Il suo parlare di finestre, case e frammenti di vite altrui mi ha colpito al cuore, perché lo faccio anche io. Guardo e penso a che genere di vita diversa dalla mia fanno quelle persone, quegli sconosciuti.

Quindi oggi andate a trovarla su Pensierifusi e lasciatevi cullare dalle sue parole. La porta è qui.

La Finestra del Giovedì #4: ComBaciami Ancora

vedete che questa volta mi sono ricordata del post già dalla mattina?

Oggi il blog in questione è dodicirighe, di Curi, un blog che ha un grande successo –meritatissimo, peraltro– perché Curi scrive in una maniera che non si può descrivere. Devo ammettere che è stato lui a trovare me, mettendo mi piace a moltissimi dei miei post, e solo di recente ho pensato di ricambiare la visita. Grosso errore: mi piace immensamente il modo in cui scrive e ieri sera, nel tentativo di scegliere quale post portarvi, ho perso la cognizione del tempo.

Ecco quindi un assaggio di un post romantico e delicatissimo:

Non saprei dire chi (io) prese l’altro e iniziò il lento dei ricordi. Quando misi la mano sul tuo fianco sembrava ci fosse ancora la forma delle mie dita che combaciava perfettamente, come anche le tue sulla mia spalla. La tua mano scivolava dalla mia, sudata. Non sapevamo cosa dire, e respiravamo. Hai appoggiato la testa sul mio petto, in quel posto dove solo tu sapevi tenerla. E ancora combaciava.

Queste sono cinque delle consuete dodici righe nelle quali Curi dipinge i suoi post. Io ho commentato così vivido da essere tagliente, perché nella mia mente le sue parole fanno presa, ricalcano sentimenti già sperimentati, incarnano pensieri che ci vorticavano dentro senza trovare corpo.

Pare che Curi –perché Curi, poi?– stia pubblicando un libro. Direi che se lo merita, visto come scrive. Ve ne accorgerete, sì, specie voi nostalgici romantici guardaindietro quanto io stessa sono. E’ un bel posto dove stare, andate a sperdervici un po’.

Per non parlare poi della sua playlist: mi ci sono accoccolata dentro, ieri sera, mentre mi perdevo nel tempo, e mi sono quasi commossa nel trovarci dentro Collide, che per me è una di quelle canzoni che nessuno conosce e quindi la sento molto mia.

Andate a leggere il post e il resto delle sue pennellate qui.

 

su Curi ho solo una perplessità, e spero non me ne voglia: può essere che abiti un universo che è tre, quattro minuti più indietro del mio perché spesso trovo i suoi mi piace mentre ancora mi si sta caricando la pagina del nuovo post. Ho di fronte un lettore supersonico o sono mi piace sulla fiducia?

La Finestra del Giovedì #3: Che In Italia

e sì, stavo per andare a nanna senza postare la Finestra del Giovedì. Sono una merdina

Oggi dedico la Finestra ad un blog molto particolare, credo il primo in cui mi sono imbattuta su wordpress, non perché ci sia finita dentro ma perché chi lo gestisce, vagoneidiota, lasciava ogni tanto qualche bella –e poetica– impronta su queste frivole paginette.

Come definire i suoi post? Istantanee di vita vera? Audiofotografie? Illeciti reportage? Tracce di un’umanità che va sempre più sperdendosi? Non lo so, so solo che questo blog non viene aggiornato tanto quanto vorrei.

Ecco un assaggio del post che ho scelto, Che In Italia:

“Proprio. Ma io son diversa. Se decido di fare una cosa la faccio. Chessóquellochevoglio. E, senti, non mi ricordo, tu cos’ è che fai?”
Si guardano. L’una con l’occhio dentro l’occhio dell’altra.
Una delle iridi tentenna. La pupilla scivola un istante e si ricompone. È un attimo
“Io faccio il DAMS.”
“Ah bello. Cinema, arte…” risponde un po schifata stangadirame. “Una mia amica ha fatto il DAMS. Adesso è a Helsinki”
“Fantastico!”
“Eccertocheèfantastico. Un po’ancheculosevuoi, dai. In Europa. Altro che Italia. Con ‘sti politici di merda. E tu dov’è che vorresti andare? Non qui, spero.”
“A dire il vero non lo so.”

E si potrebbe erroneamente pensare che le protagoniste del blog siano le goffe parole di questi sconosciuti, catturate in momenti di distrazione. Io sono di altro avviso.

Perché le vedete, vero, le pennellate precise e argute che contornano queste parole?

Leggete il resto qui.

 

con un ringraziamento speciale a vagoneidiota, che ha reso l’inizio di questa avventura morbido e accogliente