Sonno e Domande

Ho sonno.

Credevo di aver recuperato le orribile serate del weekend dormendo fino alle 10.30 stamattina ma a quanto pare no.

Vien da chiedersi uno cosa deve fare per non aver sonno tutto il giorno.

sbadiglia come il peggiore dei grossi felini

Oggi compie gli anni la mia sorellina.

Ne fa 17, quando io ricordo più o meno bene il giorno in cui i nostri genitori ci misero in mano una scatolina piena di confetti rosa e azzurri.

La mia mamma, che si era messa a fare la babysitter e le era tornata la voglia.

Dodici anni di differenza abbiamo, io e mia sorella, e se tutto va bene in estate viene a trovarmi.

Se sono ancora qui.

sbadiglia di nuovo

Oggi mi sono chiesta se diventare adulti significa abbandonare la speranza.

Accontentarsi di un lavoro che non ti da’ soddisfazione, smettere di sognare che le cose siano possibili, lasciarsi alle spalle gli atteggiamenti un po’ ingenui e spontanei.

Mentre lucidavamo i bicchieri dopo il ballo di sabato io e la mia collega Cat –è la persona con la quale ho legato di più da quando sono qui ed è adorabile– parlavamo di famiglia. Lei ha 33 anni, è sposata e sta cercando di avere un bambino. Io facevo il conto che alla sua età mia madre aveva già due bambine e guardavo un po’ tristemente la mia, di vita, nella quale ci sono solo dei buchi.

sospira

Ieri la mia amica L mi ha fatto la solita paternale: forse perché tu per prima non ti prendi sul serio e non ti vuoi abbastanza bene?

Ho cercato di minimizzare la mia reazione perché non mi sembrava il caso ma in quel momento mi è venuta voglia di urlare.

IO NON MI PRENDO SUL SERIO?

Io sono l’eroe della mia storia, io sono una persona serissima e ho un’opinione di me fin troppo alta, altro che mocassini!

sospira ancora

Non mi voglio abbastanza bene?

Una Sola

Alla fine della giornata, quando ci sono troppe cose per cui ringraziare e la stanchezza è tanta, cerchi una cosa che riassuma tutto.

Tutte le lotte, le coccole, gli agguati e le ninnenanne con un gattino arancione di quattro mesi.

Tutti i deliziosi bocconi di un panino supermorbidissimo.

Tutte le risate della nonna mentre le leggevo Don Camillo –perché quello sciagurato di mio padre non le ha mai restituito il dvd con i film

Tutta la nostalgia e l’amore per casa che sto sperimentando in questo momento.

Tutto lo stupore per posti meravigliosi nei quali rifuggire il caldo che sembrano usciti da una fiaba.

Ma poi

dopo cena

finisci in una gelateria che fa cose

tipo gelato al pino mugo

o nocciola integrale

o noce con latte d’avena anziché latte normale

o altre cose così

e decidi che se acconsentono a fare palline plurigusto è bene approfittarne

e finisci con una pallina a quattro spicchi

pistacchio

cioccolato bianco con fave di vaniglia

nocciola integrale

noce con latte d’avena

e sai che ti mancherà

tanto

ma sei felice lo stesso.

Pistacchio. Ancora please.

Battaglie Pasquali

Now You See Me: una delle più grosse delusioni cinematografiche della mia vita.

Lo sto guardando con la mia sorellina e il più vecchio dei miei fratellastri, per chiudere una giornata deliziosa e piena di cose piacevoli…

Inizierei da stamattina e dal modo in cui ho ignorato la sveglia che, come potete immaginare, suonava alle sette che invece erano le sei. C’era una cheesecake da fare, ricordate? Però in quel momento, con un sogno brillante e succoso ancora caldo dietro le palpebre, proprio non ce l’ho fatta a resistere.

Mezz’ora dopo mi sono forzata a rotolare fuori dal letto per mettere in piedi quel dolce, frullando biscotti, cioccolato, ricotta e formaggio spalmabile in strati non regolari e con pochissimo tempo per solidificarsi.

scrivetevi tutti questa cosa da qualche parte, i cheesecake vanno preparati in anticipissimo

Poi sono scappata a messa –dopo credo tre mesi, shame on me– pregustando le canzoni pasquali. Per un po’ ho trovato assurdo che la parte della messa che preferisco siano le canzoni ma poi ho pensato anche che si tratta solo di un modo diverso di pregare. E poi diciamocelo, nostalgia infantile a parte ci sono delle canzoni meravigliose.

-peccato che quelle storiche da Pasqua, quelle a due o più voci e quelle con le percussioni, stamattina non le abbiano fatte

Dopo la messa abbiamo messo in piedi una forza lavoro non indifferente per processare zucchine e patate, dato che la responsabilità della verdura per il pranzo di famiglia era nostra. Avete mai visto una pila di zucchine impilata come una catasta di legna? Ebbene, io ho avuto questo piacere stamattina.

sono ancora il pelapatate più veloce del West

Come in un western ci siamo date tre turni di guardia ai fornelli, con il compito di girare le patate e continuare a far saltare le zucchine con rosmarino, aglio e salvia. Io ho preso l’ultimo turno, appena in tempo per trovare le patate buone ma non abbastanza croccanti e le zucchine saporite ma piuttosto spappolate.

pausa di riflessione

Ecco, vedete? Questo post fa schifo. E’ chiaramente scritto cercando di mettere in ordine parole ricordi e sensazioni, quando invece le risorse principali della mia mente stanno facendo altro, tipo danzare una silenziosa danza di soddisfazione e piacere –come sarà mai? Quali passi e figure includerà?– o squittire come il piccolo animale estremamente semplice che sono.

Non è facile fingere di essere una persona normale quando dentro è in corso una specie di celebrazione megagalattica –megagalattica? Chi è che dice ancora megagalattica?- -l’assurdo è che il correttore non lo corregge– di emozioni contrastanti e c’è un’altra me che cerca di ammutinarsi e prendere il comando della nave.

A volte credo che la mia vita sia un’eterna battaglia tra quello che mi si rimescola dentro –nello specifico? Cose bellissime che non avrei mai immaginato di vedere e per le quali non posso nemmeno complimentarmi con il proprietario– –non ancora, intendo– e quello che il buonsenso, la società, il senso comune e altre diavolerie simili mi impongono di fare.

Mi mancano ancora quelle regole che dicevo ieri.

diamine come muoio dalla voglia di infrangerle tutte e scrivere un’altra, brevissima lettera!

 

Comunque.

Oggi ho pranzato con la famiglia di mio padre, con tutto quello che ne consegue: risate, strepiti, i nostri tradizionali scherzi e battute, partite infinite a Sushi Go e le classiche domande allora adesso cosa fai? alle quali è stato particolarmente piacevole avere delle belle risposte. Mi hanno fatto tutti un sacco di complimenti per i miei capelli e per il cheesecake –che è stato degradato prima da torta a dolce al cucchiaio e poi da dolce al cucchiaio a dolce alla cannuccia- nonostante la sua riuscita non esattamente perfetta.

Io amo la mia famiglia e non ho paura di ammetterlo né di rinunciare ad altri impegni per vederla quando posso. Più d’uno, tra i miei zii e zie, ha manifestato l’intenzione di venirmi a trovare a Oxford e credo sarebbe senza dubbio interessante. Mi ha fatto molto ridere ripensare a tre anni fa, quando le altre due famiglie –mio padre ha un fratello e una sorella– si sono organizzate per andare a Londra senza includerci. All’epoca mi sentii molto offesa dalla cosa ma in capo a qualche mese non solo avrei visitato anch’io l’Inghilterra ma mi ci sarei addirittura trasferita…

un’altra prova del fatto che nella vita non esistono A e B e non si sa mai dove si va a finire. Qualcosa che oggi mi sembra impossibile o impensabile potrebbe nascondersi appena dietro l’angolo…

 

 

 

-………………la battaglia si è fatta improvvisamente più dura da combattere………………

Sabato Pot-Pourri

Com’è che ho fatto così tardi anche oggi? °_°

Domani mattina, alle dieci e un quarto, prenderò un passaggio BlaBlaCar per andare a Milano.

Sono un po’ emozionata, sia perché è la mia prima volta sia perché poi incontro, dopo un anno e mezzo, la mia amica L –l’unica altra persona con la quale io abbia mai desiderato dividere un appartamento– e perché finalmente andrò a vedere la mostra di Mucha a Milano!

Non potete capire la mia emozione…

nel frattempo credo che la panterina abbia capito come girano le cose qui, perché appena mi siedo e tocco il Mac mi si accoccola attorno ad una caviglia e si mette a lavarsi

ecco, si è appena girata e per qualche motivo crede che il mio pigiama necessiti anch’esso di una lavata

Alla fine di questi giorni un po’ strani arrivo sempre con tante, troppe cose in testa…stamattina ho praticamente poltrito fino a tardi, poi ho fatto qualche lavoretto in casa, poi ho finito l’ultima puntata della terza stagione di Leverage con le mie sorelle, ho passato il pomeriggio sotto la pioggia con il mio amico M –detto Lo Spaventapasseri, ma non per il motivo che pensate voi– sono stata alla Bottega Verde per farmi tentare dal profumo Le Vie dell’Amorese non costasse 25 €, mannaggia!– e in fumetteria, a non trovare il seguito del manga Marmalade Boy.

che poi, diciamocelo: l’unica opera decente della Yoshizumi è Cuore di Menta-

Ho concluso la giornata con una cena vegan dalla mia zietta adorata, finendo a giocare a Sushi Go! -credo che ormai ci abbia giocato quasi tutta la mia famiglia– e facendo un sacco di chiacchiere sulla Bibbia.

Perché non so se lo sapete, ma quando ero alle medie io leggevo la Bibbia per il solo morboso interesse verso le terribili storie dell’Antico Testamento.

Clan

Io conosco solo un modo per trascorrere il giorno della Befana: giocando a tombola con la famiglia di mio padre.

L’anno scorso scrissi un articolo che fece un po’ il giro della famiglia, tra le mie sorelle che l’adorarono e mio padre che lo fece leggere un po’, e quest’anno posso solo aggiungere che mi sento molto fortunata ad essere in ottimi rapporti con entrambi i rami della famiglia.

Stamattina, per la famiglia di mio padre, ho preparato un’enorme apple crumble con sette mele e quasi mezzo chilo di farina. Ha avuto un successo incredibile e ha coronato perfettamente il pomeriggio trascorso a giocare a tombola, pomeriggio nel quale peraltro ho vinto una sommetta sufficiente per pagarmi tutte le 12 cartelle comprate nelle due manche.

La cosa più bella di oggi, però, è stata riunire i miei cugini più vecchi in una pizza tutti assieme.

Dovete sapere che nella famiglia di mia madre c’erano sette figli e al momento il totale nipoti ammonta a quindici, dove il più vecchio ha trent’anni e la più giovane qualcosa come quattro. Noi primi otto siamo cresciuti abbastanza legati ma dato che ognuno ha la sua vita –spesso lontana dalla casa d’origine– tante volte passano anni tra un incontro e l’altro.

Approfittando della mia presenza in Italia abbiamo organizzato una pizzata che, sebbene abbia risentito dell’assenza di due dei cugini più grandi –per motivi ahimé sconosciuti– si è rivelata comunque una serata azzeccatissima e molto divertente.

Mi piace sedermi e ascoltare i miei cugini, perché fanno vite così diverse dalle mie che ne resto sempre affascinata. Il più vecchio, S, è un musicista di successo: è appena tornato da un tour in America e ci ha raccontato delle cose incredibili che ha mangiato là. La mia cugina S studia medicina a Brescia e sua sorella M è stata da poco in Norvegia per una specie di social day.

Mi ritrovo a pensare che non tutti hanno la fortuna di avere attorno una famiglia grande e unita come la mia…e viceversa, tante volte ci si ritrova a rifuggire l’intimità familiare o la compagnia dei parenti. Io ho un ottimo rapporto con le mie zie, amo le nostre riunioni di famiglia e non mi sono mai sentita in imbarazzo ad ammettere di aver passato con loro le feste o i pranzi della domenica.

 

ebbene, il post non è uscito molto furbo ma sono un po’ indietro di tante cose e spero mi perdonerete…

Aspettando la Fine

Ormai è d’obbligo iniziare il post parlando della panterina.

Ebbene, la panterina aspetta pazientemente che io finisca il mio post, accoccolata appena un cm più avanti del mio pc. Stanotte ha dormito ai piedi del mio letto e stamattina, quando mi sono svegliata alle sei, ha reclamato un posto sotto le coperte e addosso alla mia pancia.

 

Stamattina, alle otto, ho preso la macchina e sono salita sulle colline.

Il sole era un’esplosione arancione che copriva i campi, gli alberi e le case.

Mi sono dovuta fermare, ad un certo punto, per fare delle foto.

 

Sulle colline abita la nonna.

Oggi ci ha messo un po’ più del solito ad aprirmi, e io ho avuto tutto il tempo per farmi un bel filmino, nella mente, immaginando di dover chiamare mia zia e dirle La nonna non mi ha aperto la porta.

Il mio mondo è diventato in bianco e nero per una manciata di minuti, come i film di Don Camillo per i quali andiamo entrambe pazze. Ho avuto una breve visione di quel che mi succede sempre ai funerali, ovvero scoppiare in lacrime al momento di cantare, e ho pensato La donna più importante della mia vita se n’è andata, di nuovo.

Poi la nonna ha aperto la porta, con gli occhi pieni di sonno, e ci siamo accoccolate di nuovo a letto a leggere Don Camillo.

What else, after all?

 

 

Nel pomeriggio, mentre aspettavo che la mia amica M venisse a prendermi per una serata tra donne, ho avuto tutto il tempo per innamorarmi follemente di uno dei maglioni di cachemere che mio padre smercia –mio padre ha un negozio su ebay, ve l’avevo mai detto?– e per decidere che voglio passarci dentro il resto della mia vita.

Seguiranno foto…

 

Ah, e c’è una sorpresa in arrivo, con il nuovo anno…

Un Po’ Alla Volta Si Fa Tutto

Non potete capire.

Stavo seduta a gambe incrociate sul mio letto, il portatile sulle ginocchia, la coperta ripiegata per non congelare.

Si avvicina la panterina, inizia ad infilare la testa sotto la coperta, spinge, spinge finché non sollevo il portatile per vedere cosa diamine sta cercando di fare.

E a quel punto lei si accoccola bellamente sulle mie ginocchia e tanti saluti al post e al portatile.

 

Stamattina mi sono seduta al tavolo della cucina e ho trascritto tutti i miei impegni, con i possibili giorni per i viaggi che devo fare e le varie persone che devo contattare per accordarmi. E’ stata veramente un’impresa e alcune delle voci della lista ancora non hanno trovato un posto ma ci stiamo lavorando. Nel frattempo ho trovato un posto a tutti i miei libri, ho riempito un borsone di vestiti per la caritas, ho piantato nella mia amica e vicina di casa D il seme dell’idea di un charity shop tutto italiano.

L’umore migliora, con la luce del sole, la scoperta di posti nuovi dove comprare le perle di cristallo per fare i miei gioielli, il tempo passato con le mie sorelle, la conferma che resterò qui fino al 15.

Un po’ alla volta si fa tutto.