12 Mesi

Alla fine dell’anno in qualche modo tutti si ritrovano a fare bilanci, liste, buone intenzioni. Il fascino del nuovo inizio, la pagina bianca, la bontà natalizia che spinge ad essere più propositivi…viviamo un momento magico e colmo di possibilità concentrato in una giornata in cui sublimare un anno che magari non è stato il massimo ma che può sempre ribaltarsi e cambiare aspetto allo scoccare della mezzanotte.

Io sono a letto con l’influenza.

Mi piaceva l’idea di sublimare anche io questo momento, questo fascio di sensazioni…i piedi fasciati dalle incredibili babbucce che A. mi ha mandato dall’Italia –mioddio come sono pelose e bellissime, come le ho detto mi sento a pretty girl quando le indosso– e che adoro, le ossa indolenzite, la stanza invasa dall’aroma iris del profumatore che ho inavvertitamente rovesciato sul tavolo, la testa che pulsa, il confuso groviglio di idee e propositi e piccoli rimpianti.

QSN, l’untore, il padrone della mia influenza, è chiaramente off limits per i festeggiamenti di oggi, ed è un peccato, perché avevo ricevuto un bell’invito e avevo in serbo tutta una serie di cosine carine mentre aspettavamo la mezzanotte. Non mi posso tuttavia lamentare…non ricordo altre persone con cui mi sia ritrovata a passare venti minuti in piedi in cucina, accoccolata tra le sue braccia, ad alternare lezioni di italiano, baci, risate e strofinamenti di nasi quando invece avrei dovuto scappare a prendere il bus.

Diciamocelo, per essere un umano QSN passa troppo tempo a strofinare la sua testa contro la mia.

adoro il modo in cui il mio collega J mi ha guardato entrare in negozio ieri e ha sogghignato qualcuno ha avuto la sua colazione oggi. Quando vedo QSN ho la felicità stampata addosso per l’intera giornata

Se ci fosse da fare un bilancio, comunque, non potrebbe che essere positivo.

 

Durante quest’anno ho iniziato un lavoro nuovo, imparando non solo un mestiere di cui non sapevo nulla e con una montagna infinita di nozioni e dati ma abbattendo anche la barriera tra me e la gente inglese e migliorando drasticamente la mia padronanza della lingua.

Ho iniziato l’anno vivendo con una famiglia inglese e lo termino nella mia stanza, da sola, con meno soldi ma più spazio per me e più consapevolezza di quel che significa traslocare e vivere da sola.

Un anno fa osservavo con occhio critico lo sfilacciarsi della mia storia con Verde Acqua, lo guardavo tornare in Italia e perdersi, ce lo mandavo io stessa con il tremendo dolore di qualcuno costretto ad allontanare la persona a cui tiene di più.

oggi, per quel che ne so, Verde Acqua è esattamente dove l’ho lasciato…segno che in qualche modo, per quanto dolorosa, forse è stata la scelta giusta

Oggi sono ancora immersa nello stupore generato dalla proposta di QSN, se vuoi una relazione seria proviamoci, una persona che ha cambiato continente per inseguire i propri sogni, che si rifiuta di lasciarmi lavare i piatti, che si ferma nel bel mezzo di cose per dirmi che ho degli occhi meravigliosi.

pausa di 23 minuti in cui mi perdo a pensare alle cose incredibili che si possono dire di QSN

Tutto ciò per dire quanto distante sono da dov’ero 12 mesi fa…

…tutto ciò per pensare a quanto distante potrei essere tra 12 mesi.

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Sulla Porta

Ve lo dico, mi pentirò di questo post in 7 minuti ma lo devo scrivere.

Sono sulla porta, come la protagonista del mio libro, con in mano una pietra colma dei ricordi della persona che ama.

Sono sulla porta, in attesa di entrare e spingere via per sempre il ragazzo di cui sono innamorata.

Sono sulla porta, in bilico tra lo scappare via e aspettare e subire ancora l’indifferenza –la scelta più codarda– o entrare, affrontare la mia paura, ridere e scherzare e fare quelle cose sciocche e felici che fai quanto stai con la persona che ti piace, e poi sfoderare il coltello e dire mai più, il gioco finisce qui, mi hai fatto abbastanza male.

Perché non è tanto il riuscire a non perdere il treno, ma scendere da uno che non ci porta da nessuna parte.

non è assolutamente saggezza mia eh

Quindi me ne sto qui, aggrappandomi al pensiero che sono coraggiosa, che non mi volterò indietro, che affronterò quella persona e me ne libererò una volta per tutte per fare spazio a qualcosa di più, di più attento, di più presente, di più mio.

Cercando di non pensare che, per la prima volta nella mia vita, sto esiliando qualcuno dalla mia esistenza.

Più saggia

Qualche volta ti aggiri senza speranza, ti lamenti con le persone solo per sentire il fardello un po’ più leggero, solo per un attimo, o cerchi disperatamente, nelle parole degli amici, quel pensiero, quell’idea che può aiutarti a sbloccare il tuo problema.

Ebbene.

E’ tanto che non ringrazio l’Universo, e se non fosse l’essere benevolo che è credo che mi avrebbe già messo il muso. Invece ha appena fatto un cenno con la testa, you’re welcome, grazie per esserti ricordata che esisto, e sorride.

Un giorno io credo che lo incontrerò.

Ma intanto.

Grazie Universo, per la mia amica Eu.

Abbiamo passato un anno di scuola insieme ed è bastato perché mi rendessi conto che è la persona più dolce e morbida di questo mondo, morbida nello stesso modo in cui è morbido il tuo maglione preferito quando hai freddo, dolce come il tuo budino preferito quando sei un po’ giù, una speciale persona speciale alla quale voglio un mondo di bene e che sono felice, anzi, felicissima quasi ogni giorno della mia vita di saperla alle prese con una vita brillante e dolce. Amo il modo in cui riesci a mettermi una corona di fiori sulla testa e dirmi relax, e farlo entrare veramente nel mio cuore.

Grazie Universo, per la mia amica Fe’.

Che ho visto di persona solo un paio di volte, che per mesi non ha avuto tempo per me, per la quale ho avuto una cotta, che mi ha fatto conoscere Dottor Who, che a volte non mi ricordo di fare le cose che mi dice, che ha sempre la foto profilo più bella del mondo, che è perfino venuta a trovarmi, che ha avuto il coraggio oggi di scrivermi un papiro che si aspettava mi facesse arrabbiare mentre è uno dei regali più grandi ricevuti in 28 anni, che devo dividere sempre con lo studio ma che mi ha accompagnata in questa avventura in Inghilterra molto più di tante amicizie che si sono sviluppate dal vivo.

Grazie Universo, per la mia amica A.

Dove io sono acqua lei è terra, dove io sono nuvole lei è montagna, dove io sono un uccellino lei è un cavallo con tutti i piedi puntati bene sulla neve. E viene a prendermi quando sto affogando, e mi porge i gatti nella webcam, e ride ed è il mio adulto preferito recentemente e sa. E dice le cose, e cammina così posso imparare anche io a camminare, e fa osservazioni e anche se non è come me va bene così. E’ il bello della cosa. E A, mi piace come sta venendo su questa cosa, mi piace tanto. Perché chi vola ogni tanto cade, ma chi cammina va lontano. E oggi andava fatto anche questo.

Così grazie Universo, per le parole di queste tre persone, che alla fine della giornata mi hanno resa una persona un po’ più saggia e un po’ più vicina a tornare di nuovo LightBringer.

When Love Arrives

Non dimenticarlo
L’amore non è dove te lo aspetti
L’amore non è ciò che puoi prevedere

Forse l’amore è a New York e sta già dormendo
Tu sei in California, Australia, completamente sveglio
Forse l’amore è sempre nel fuso orario sbagliato

Forse l’amore non è pronto per te
Forse tu non sei pronto per l’amore

Forse l’amore non è non è tipo da matrimonio
Forse la prossima volta che vedrai l’amore sarà vent’anni dopo il divorzio
L’amore sembra più vecchio adesso, ma sempre bello come lo ricordavi

Forse l’amore resterà solo un mese
Forse l’amore ci sarà per ogni fuoco d’artificio, ogni festa di compleanno, ogni visita all’ospedale

Forse l’amore rimane
Forse l’amore non può
Forse l’amore non dovrebbe

L’amore arriva esattamente quando dovrebbe
E l’amore se ne va esattamente quando deve

Quando l’amore arriva digli

“Benvenuto, mettiti comodo”

Se l’amore se ne va chiedigli di lasciare la porta aperta alle sue spalle
Spegni la musica, ascolta la quiete
Bisbiglia

“Grazie per esserti fermato”

 

 

 

-Sarah Kay e Phil Kaye. Ascoltate l’intero pezzo qui

Back There

La mia testa è tutta un posticino di nuvolette rosa e cuoricini.

Ehm.

Immaginate la vostra storia preferita. Libro, manga o serie non ha importanza, purché siano personaggi che amate da tempo, che vi hanno accompagnato per anni, ai quali siete affezionatissimi nonostante siano soltanto personaggi.

Immaginate di aver scoperto, tipo venti minuti fa, che questa storia ha un seguito.

Un seguito altrettanto dolce e romantico e delicato, un seguito nel quale gli eredi dei personaggi che avete amato continuano a fioccare qui e là, e tu li guardi, inizi a pensare sì è lui no non è lui, ci trovi ombre del tuo personaggio preferito e pensi è di certo il figlio, poi ne passa un’altro e tu sbavicchi e ti fai domande, e con chi finirà la protagonista, e poi, e poi…e poi vedi passare il visetto sorridente di qualcuno e allora ti si riempiono gli occhi di lacrime pensando a certi personaggi e…

…e niente, avevo bisogno di perdere un po’ la testa, stasera, dopo una giornata in cui la tensione è stata alta e le cazzate pure.

Sono sempre alle prese con il famigerato Angel Pass, con burocrazia che prosegue infinita e con le preoccupazioni di un salto nel vuoto non indifferente, ma sono determinata e piena di risorse come sempre.

Oggi è stato un po’ pesante avere attorno il mio host father, malato convalescente che si aggirava come un leone in gabbia seminando veleno un po’ su tutto e denigrando il lavoro altrui –come mi sono sentita a casa……..– mentre io e J cercavamo di selezionare foto in una rosa di circa 2000 per costruire la gallery di quel maledetto sito…per fortuna mi bastava pensare che ehi, tra tre giorni nessuna di queste persone sarà più un mio problema e proseguire a testa alta, perché ce la posso fare.

Quindi niente, quindi stasera ci si gode il letto per la penultima volta, in una stanza che va sempre più svuotandosi, e questa sensazione di nebbiolina rosa e velata felicità.

Grazie Universo.

Meritocrazia

Voi non potete capire cosa è successo oggi.

Non fino in fondo, almeno.

Ieri sera, agitata per la convention a cui andrò in Maggio, ho guardato fuori dalla finestra, mi sono ritrovata davanti la luna piena e ho mormorato Per favore, fammi avere un Angel Pass.

non vi servono tanti dettagli, basta che vi dica che l’Angel Pass ha tutto quello che volevo, che ero disposta a pagarlo già all’inizio e che vale ogni singolo euro che costa

Stamattina, tipo first thing in the morning, una ragazza scrive su un post che tengo d’occhio che vuole cedere il suo Angel Pass. Io salto sulla cosa come il giaguaro che sono, con il risultato che arrivo prima di chiunque altro e mi assicuro il diritto di prenderlo.

Se veramente voglio spendere 500 euro e correre il rischio di non riuscire a rivendere il mio Demon Pass –400 euro- entro il 18 marzo.

 

Ho fatto un paio di domande all’Universo, oggi, sul valore del denaro, sul buonsenso, sul coraggio e sulla follia, sulle opportunità, sulle probabilità e insomma, mi conoscete, ho passato la giornata ad agitarmi come una cretina senza riuscire a decidere cosa fare, se sono più fangirl o più ragazza sensata, se sono più sognatrice o costruttrice, se sono più bambina o adulta.

Ho pensato a ogni scenario, nelle ore che questa adorabile ragazza mi ha lasciato per pensare a cosa preferivo fare; rotto le balle a qualunque amico che conoscesse Supernatural anche solo di striscio, per dare vita al passaparola allucinato dell’ultimo minuto; tentato invano di meditare perché tra il trasloco, che è solo tra due giorni, e tutte le spese che ho fatto di recente, mancava poco che la mia testa esplodesse. Non è servito.

 

Voglio? Non Voglio? Sono adulta, sono bambina, sono capricciosa, sono previdente?

 

Ho passato la giornata a farmi queste domande, ad aiutare la mia host mother a selezionare le foto per il suo sito –parliamo di una che ha truccato Michelle Pfeiffer, eh, non banane– a fare le valigie che non ho fatto ieri. Poi ho pensato a come avrei passato il resto dell’anno a chiedermi come sarebbe andata se avessi rischiato e l’avessi preso, in caso avessi scelto la strada della previdenza, e ho previsto molte notti insonni. L’Universo mi ha guardato e io ho pensato che se non sono disposta a mettere in gioco tutte le mie risorse per ottenere quello che voglio allora non mi merito neanche di recuperare quei 400 euro, e che ho abbastanza risorse da accettare questa sfida.

Non so –sono abbastanza obiettiva da avere una parte che se lo chiede– se ho preso la scelta che mi faceva più comodo, se ho letto i segni come mi pare, se alla fine ho fatto quello che volevo o no: so che ho preso la decisione che mi farà dormire meglio la notte, e che il resto…beh, sarò in grado di meritarmelo.

 

PS: se a qualcuno dovesse interessare un Demon Pass per la convention di Supernatural…veniamoci incontro: sto pensando di scontarlo fortemente.

Dell’Ozio

 

pausa in cui scrivo, cancello e riscrivo tutto. L’ansia da prestazione è una brutta cosa e io credevo di esserne immune invece ciao-

Ultima domenica passata in questa casa.

La cosa un po’ mi intristisce, perché amo questa casa e questa famiglia e quello che mi si spalanca davanti, l’ho detto anche venerdì, un po’ mi spaventa. Dall’altra parte però è come avere una pagina bianca e pulita su cui scrivere cose nuove e su cui, potenzialmente, combinare di tutto.

Ieri ho pensato seriamente a cosa farei se sapessi di morire tra un mese…sono giunta alla conclusione che spenderei i miei risparmi per farmi due giretti per il mondo, anche se non sono arrivata alla scelta delle destinazioni. E’ stato un discorso un po’ serio e un po’ pericoloso, poi mi sono ricordata che devo arrivare almeno fino alla fine di maggio per andare a Roma e ho lasciato perdere.

Tutto questo ozio è un po’ controproducente…io mi ci sono forzata, per dare al mio corpo il maggior tempo possibile per riprendersi, perché col cavolo che domani voglio essere uno zombie come venerdì, ma è frustrante passare dal leggere al cazzeggiare online al tentare di scrivere al guardare film discutibili (come Il Settimo Figlio, che in realtà aveva spunti bellissimi –e Ben Barnes, quel tontolone– ma con Alicia Vikander che non mi diceva niente) al messaggiare con persone di dubbia moralità che mi raggiungono ovunque ma per fortuna non sul mio blog.

tira un sospiro di sollievo

E abbiamo perso Umberto Eco. Citando un mio amico, Quest’anno è di un sadismo incredibile.