Lego Lego Lego

Di solito la cosa funziona così, io mi siedo, scrivo, premo invio, tu ti siedi, leggi, chiudi la pagina e arrivederci.
No, bellezza, oggi se hai iniziato il post ti prenderai anche la briga di dirmi quello che ne pensi, perché per una volta, invece delle mie solite lagne più o meno sensate, sto per fare un discorso serio.

Ieri il tradizionale caffè degli italiani è stato ospitato da una delle nostre acquisizioni più recenti, dotata della rara capacità di inserirsi con disinvoltura in un contesto già collaudato. Quando siamo entrati nel suo soggiorno sono stata quasi subito distratta dalla sagomina gialla e rosa di una casetta Lego sul davanzale della finestra e non ne ho fatto mistero durante la conversazione.

Ora.

Io mi trovavo in una situazione psicoemotiva non esattamente brillante, in più sono anni che mi chiedo continuamente in regalo una scatola di Lego, che erano il mio gioco preferito quando ero piccola –balle, erano i Playmobil, ma solo perché c’erano più animali– e che mi danno ancora un’enorme soddisfazione da adulta.

Non vi nascondo che sono stata felicissima quando non solo il padrone di casa ha ammesso candidamente che sì, erano suoi e non di un nipote figlio cuginetto, ma mi ha anche dato in mano l’intera scatola con tanto di istruzioni. E i pezzi erano divisi in quattro scatole ermetiche da take-away, segno che per quella scatola di Lego l’uomo ha anche una certa cura.

Personalmente ho apprezzato moltissimo il fatto che una persona adulta –un ragazzo gentilissimo, pianista, giocatore di basket, conversazione brillante e pure simpatico– non si facesse scrupolo alcuno nel mostrare in questo modo una passione che, a mio parere, non ha niente di male ma che viene vista da molte persone come infantile.

Io, lo devo ammettere, non ho potuto evitare di giocherellare distrattamente con i pezzi, montando e smontando le diverse costruzioni con o senza l’aiuto delle istruzioni, ma comunque seguendo e partecipando alla conversazione in corso, che come sempre verteva dai problemi che noi italiano abbiamo in un paese straniero ai disastri amorosi dei presenti al maltempo inglese e così via.

Più tardi siamo stati raggiunti da un sesto amico, grande affabulatore, commerciante di professione e con una certa fama con il gentil sesso, se così vogliamo dire. Il suddetto, sedendosi alla tavola, ha iniziato chiedendoci cosa ci facevamo con i Lego e proseguendo sempre più infervorato sulla falsariga di non ti troverai mai una donna, sono di quanto antifiga ci possa essere al mondo, ma non ti vergogni e almeno fingi di avere un nipotino per casa e risolvi così.

Ora, qualche dato di fatto.

  1. il padrone di casa non ha bisogno di trovarsi una donna perché una donna già ce l’ha. Nessuno ha chiesto cosa ne pensasse lei dei Lego ma partiamo dal presupposto che a casa propria uno ci possa tenere quello che vuole
  2. io non vorrei essere volgare ma io la figa ce l’ho e, come sopra, apprezzo Lego e uomo
  3. un buon terzo del catalogo Lego attuale si rivolge ai collezionisti, coloro che amano montare interi edifici e magari lasciarli montati e basta, e parliamo di cose complicatissime e molto, molto belle

Io ci sono rimasta veramente male di fronte a questo concetto che un hobby –se tale si può definire, perché avere in casa una scatola di Lego non credo si possa considerare hobby– così innocuo sia considerato infantile e addirittura repellente per le relazioni, come se amare le costruzioni ti rendesse uno sfigato repellente.

pausa in cui ricordo che le persone più appassionate di Lego che conosco, i miei cugini, sono entrambi maestri di Ju-Jitsu e uomini realizzati

Non è nemmeno solo quello: non vedo perché una passione, di qualunque genere, debba essere considerata inferiore rispetto ad altre. Per qualche ragione essere dei fanatici sportivi è socialmente più accettabile di essere appassionati di Tolkien ma non ho visto nessun appassionato di Tolkien aggredire un appassionato di Martin perché non la pensava come lui.

Inoltre mi ha ripugnato tremendamente il modo in cui, secondo il mio amico, una passione del genere andava, semmai, nascosta o dissimulata con una scusa.

Io personalmente apprezzerei moltissimo, in un possibile partner, il coraggio –ma pensa, siamo arrivati al punto di doverlo considerare coraggio– di condividere le proprie passioni, che in questo caso erano anche le mie. Non credo ci sia niente di male nell’ammettere che ogni tanto anche a noi piace dimenticare di essere adulti, o semplicemente mettere la testa in qualcosa di rilassante e che ci distragga un po’ dal peso della vita quotidiana, riportandoci magari un po’ indietro a quando eravamo più spensierati.

 

Io la penso così, e tu?

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Paura

Le persone normali prendono un pezzo di pane, ci spalmano sopra qualcosa da un lato e poi eventualmente ci mettono sopra un secondo pezzo di pane, uso panino.

Io stasera ho preso un pezzo di pane angolare, ci ho spalmato su qualcosa da un lato, l’ho chiuso con un secondo pezzo di pane angolare e ho spalmato qualcosa su un secondo lato che si era formato nel frattempo.

Escher sarebbe fiero di me.

 

La verità è che questo post sarebbe densissimo.

Ci sono riunioni di famiglia, con zii e cugini che era tanto che non vedevo, con la strana sensazione che i piccoletti di famiglia crescano mostruosamente in fretta e che diventino, chi più chi meno, una manica di gente bellissima.

Ci sono film geniali, non solo divertentissimi ma anche toccanti e ben realizzati, che lasciano le lacrime agli occhi la prima volta che li guardi e un senso di esaltazione la seconda volta. Lego The Movie, per i più pignoli.

Ci sono momenti in cui le persone tornano indietro, dicono cose, esprimono preoccupazione, e tu resti lì a guardarle, cercando di capire dove stanno andando, cosa stanno dicendo e provando, e ti ritrovi in mano solo…nausea, fastidio, dolore e desideri molto brutti che fanno di te una persona malvagia.

E poi c’è la paura, quella serpeggiante e invisibile che ti prende alla gola, quella che salta fuori quando ti guardi intorno e scopri che nonostante gli sforzi sei sempre al punto di partenza, e ti chiedi come mai tuo padre passa più tempo in quella casa che nella tua, e rifletti su cos’era la famiglia quando la mamma te l’aveva insegnato, all’inizio, e ricordi i desideri che avevi per la tua vita, quando credevi che bastasse studiare, impegnarsi e amare con fermezza per ottenere un posto nel mondo.

Quella ha soverchiato tutto, in un attimo, tutta la gioia e il calore accumulati oggi. Quella, e il pensiero che alla fine del giorno, quando cala il sole, quando tutti i pensieri vanno a nanna e resta solo il cuore, il cuore è solo.

E non riesco a decidere se la causa di questa solitudine, diventata improvvisamente insopportabile, sia da cercarsi in quelle persone che tornano dal passato con la confusione addosso, come una puzza che in un attimo ti si attacca addosso anche se non vuoi.

Oggi A Londra

Non mi piace scrivere post come se fossero resoconti di viaggio.

Elenchi di negozi, di attrazioni, il tempo atmosferico, bla bla… No, non mi piace: avevo scritto un lungo post sulla giornata di oggi e poi…poi non era quello che volevo.

Sono stata a Londra per la seconda volta, oggi. Il tempo inglese è l’esempio perfetto di come niente sia definitivo e tutto sia mutevole, perché i tuoni di stamattina hanno lasciato il posto ad una giornatina niente male che non ha fatto altro che intiepidirsi e schiarirsi, al punto che nella mia foto del Big Ben (la mia foto del Big Ben, non so se mi spiego!) sembra che dietro la torre ci sia uno sfolgorante cavallo alato, tanto il sole splendeva verso la fine della giornata.

Eh già, sono stata a vedere il Parlamento, il London Bridge, il London Eye e il Big Ben.

Che bellezza…una capitale resta una capitale, in qualunque Paese si trovi, un sacco di gente, traffico, negozi esclusivi, sporcizia, ma quando si arriva vicino a queste meraviglie, a queste cose che non si trovano in nessun altro punto dell’Universo, allora l’emozione è tanta.

Forse è per questo che l’altra volta Londra non mi era piaciuta poi così tanto. O forse perché soffro del rarissimo Mal di Metro, qualcosa che mi mette addosso la nausea se passo troppo tempo su e giù per le scale mobili, in giro nel sottosuolo o in vagoni che accelerano, frenano all’improvviso e poi ripartono ancora.

In realtà, a differenza delle mie amiche, non amo le grandi città. Ok, vanno bene per una giornata come questa, vanno bene per riempirsi gli occhi e fare un po’ di follie, ma sono stata troppo, troppo felice di tornare a Reigate e Redhill, che sono piccoline e a misura di passeggiata.

Sono tuttavia molto soddisfatta: stamattina mi sono svegliata con la voglia di avere tra le mani le avventure di Moirin (scritte da Jacqueline Carey e tradotte per meno di metà in Italia) e oggi, palleggiando tra un Waterstone e l’altro (ne ho visto ben tre e posso dire che per ora il migliore è quello di Piccadilly), ho trovato l’intera trilogia proprio nella veste che volevo (versione con i tatuaggi). Niente Forbidden Planet, stavolta, ma mi sono regalata un’incursione nel Disney Store (dove ahimé si salvava solo il pavimento brillantinoso) e da Hamsley’s.

Chi non sa cos’è Hamsley’s ora provi ad immaginare un negozio di giocattoli a cinque piani, con ragazzi vestiti da soldatini che soffiano oceani di bolle all’entrata, con decine di persone all’interno che dimostrano come le loro macchinine possano sfrecciare sulle pareti (l’ho visto succedere) e l’intera famiglia reale costruita a grandezza naturale con i Lego. Sfortunatamente mancava proprio la scatola di Lego che volevo io, altrimenti credo che a questo punto sarei qui a montarla e non a scrivere post.

Ringraziamo l’Universo (anche se è già stato fatto e stavolta non per iscritto) per la bella giornata, per le risate, per il sole splendente, per la zona gadget di Hamsley’s, per le insalate del Pizza Hut.

Sarebbe tuttavia interessante sapere chi fosse quella persona magrissima, con lunghi capelli argentati (non grigi, argentati) e l’aria androgina che si aggirava fuori dal Primark. Pensiamoci un po’ su.

Cartoline dal Passato

Ho fatto di nuovo tardi.

Il fatto è che volevo finire di guardare Lego The Movie a tutti i costi…e che film, signori! A parte l’effetto che fa vedere ogni cosa fatta di Lego (io sono cresciuta a pane e Lego, praticamente) il film in sé ha un senso interessante ed esprime una cosa che secondo me è arrivata dritta al cuore di ogni vero amante dei Lego.

Niente di speciale è stato fatto oggi, tranne un po’ di meditazione durante la quale però mi sono addormentata un paio di volte. Brutto segno…

No, la cosa veramente interessante della giornata è stata un nuovo Bacio dell’Universo.

Perché mi piace macerarmi nelle riflessioni, pensare a cosa fare, dondolarmi nei miei dubbi e arrabbiarmi per le cose che mi succedono. Ho passato la mattinata a cercare di capire cosa volessi, come mi sentissi e soprattutto cosa intendessi fare, invano.

Poi, come se un fantasma del passato non bastasse, è arrivato anche l’altro. Quello che torna alla ribalta ogni quattro mesi (ho controllato, non mi ha deluso nemmeno questa volta), ogni volta incurante dell’impatto che la cosa può avere su di me.

Ed è stato allora che ho sentito lo sguardo affettuoso dell’Universo su di me.

Non mi spiego come mai il ritorno di Sua Maestà La Coerenza mi metta così di buon umore…forse perché è un segno che sì, anche se mi ha rifiutata ho lasciato un segno nella sua anima. Non si spiegherebbe il fatto che dopo che gli ho tolto l’amicizia credo sei volte me la chieda una settima volta. A dirla tutta non so come interpretare il suo gesto, e alla fine manco credo abbia importanza: l’importante è che la cosa mi ha messa di buon umore, mi ha dato una prospettiva diversa su certe cose del mio passato e mi ha alleggerito la giornata.

L’Universo non si è limitato solo a questo…oltre ad aver messo Lego: The Movie sulla mia strada (cosa che mi ha fatto riflettere su uno dei miei attuali desideri, una scatola di Lego del valore di 60 euro) mi ha anche recapitato un dettaglio che cercavo da tempo: i dati di un certo tatuatore amico di un mio tal cugino. Che non solo lavora a Londra, ma è della mia città di origine, Thiene.

Che sia un segno che è finalmente ora di farsi fare un tatuaggio?

Qualunque sia la risposta, grazie Universo.