Le Ragazze della Rosa

Avere tredici anni non è facile per nessuno. Sono anni complicati, pieni di difficoltà e di sfide, di decisioni e di spazi da conquistare. Le cinque protagoniste de “Le Ragazze della Rosa” lo sanno benissimo e ognuna di loro li affronta a suo modo: Selene è la ragazza artistica e frizzante non esattamente appassionata di studio, la timida Alice ha un rapporto problematico con la madre, Milena è capitano della squadra di pallavolo, matura e responsabile, Roberta è la prima della classe ma ha paura di spiegare le sue ali e la famiglia di Daria ha seri problemi economici.

Un giorno la mitica nonna di Alice fa loro un regalo: cinque anelli identici a forma di rosa e con il potere di far avverare i loro desideri. Tredici anni sono troppi per credere alle favole ma le amiche sono ben felici di avere un loro segreto e un amuleto in comune, così affidano agli anelli i loro desideri. Sembra facile indovinare ciò che le ragazze vogliono ma la storia mostrerà che non è proprio così.

“Le Ragazze della Rosa” porta in scena le dinamiche di un gruppo di adolescenti in maniera molto convincente, per non parlare poi delle loro difficoltà all’interno della scuola o dell’ambiente familiare: chi non si è mai trovato nei panni di Alice, alle prese con una madre che non le lascia l’indipendenza che vorrebbe, o di Roberta, schiacciata dalle aspettative scolastiche dei genitori e troppo preoccupata per rivelare loro qual è il suo vero sogno? Per ognuna di loro le difficoltà non mancheranno ma a tutto c’è una soluzione e devo ammettere di essermi commossa più di una volta.

E’ una bella lettura nella quale si finisce per affezionarsi ai personaggi se non addirittura a rispecchiarcisi: personalmente mi sono ritrovata molto in Selene, sbarazzina, creativa e poco diligente. Al di là di questo si tratta di un libro ben scritto, scorrevole, coerente e verosimile, che se nel mio caso mi ha fatto sorridere, ripensando a quando ce li avevo io, tredici anni, sono certa non mancherà di far sentire capite e meno sole chi tredici anni ce li ha davvero.

 

Dati Tecnici

Titolo: Le Ragazze della Rosa
Autrice: Arianna Leoni
Editore: Mondadori
Collana: Stargirl
Anno edizione: 2015
Pagine: 203

La Prima Cosa Bella

Guardando indietro ai post dell’ultima settimana mi viene un po’ da storcere il naso: si vede che non è un buon periodo, per me, perché nei post non faccio altro che parlare degli eventi della mia vita, senza nessuna particolare trasporto, senza quell’introspezione che mi usciva tanto bene di quando in quando.

Duh.

Ma tutto questo non ha niente a che fare con oggi! Oggi sono felice perché ho finito il nuovo libro di Bianca Marconero, dallo stesso titolo del post che state leggendo: La Prima Cosa Bella.

Innanzitutto è incredibilmente scorrevole: l’ho iniziato tipo mercoledì notte e l’ho finito oggi dopo pranzo. Mi piace tanto come scrive questa fanciulla, l’ho amata in Albion –che comunque era fantasy– e l’ho amata anche qui –che non è una cosa scontata, dato che la svolta fantasy di Levithan non mi ha preso più di tanto.

La storia è molto brillante e gira tutta attorno al narratore Dante, un ventenne appassionato di cinema che racconta le sue disavventure dal letto di un ospedale. Cosa gli sarà mai successo? Ovviamente questo dettaglio viene svelato solo alla fine, ma tutto inizia una certa sera in cui il fratello gemello Marco aveva bisogno di un favore…

Dante si prenderebbe a schiaffi per metà del libro, ed è una convinzione diffusa. E’ come Fitz, quel tenero tontolone che ti fa venir voglia di scrivere i sottotitoli solo per lui, al neon e in lettere cubitali, perché a certe cose proprio non ci arriva. E se ne stava nella mia mente, a rimuginare, guardando il mondo e i suoi comprimari con lo sguardo miope e un po’ passivo.

Un po’ per la sua passione sfrenata e un po’ per la sua ingenuità questo Dante mi ha ricordato enormemente il mio Verde Acqua…

credo che VA non frequenti più queste lande da un po’ ma nel caso spero non si offenda

E’ un libro vivace, brillante, che ti cattura: non è scontato e non abbraccia i classici cliché di cui sono francamente molto stanca. Lo stile è allegro, fresco, i personaggi sono ben caratterizzati –anche se qualcuno di essi meritava più spazio: di Leo si intuisce molto, grazie allo sguardo affettuoso di Dante, ma ne volevo di più– e anche gli intrecci amorosi sono credibili e ben costruiti.

sospira

Ma io arrivo a questo punto della recensione in cui mi chiedo se ho scritto una cosa sabbiosa –le mie recensioni suonano tutte sabbiosissime, ecco perché questo non è un blog di recensioni– o se trasmette veramente quello che ho provato. E’ un libro fenomenale, un libro pieno di belle cose, uno di quei libro che vorresti leggere e rileggere finché non sono confortevoli e familiari come la copertina in cui ti accoccoli quando fa freddino.

Perché succedono belle cose, in questo libro. Perché Dante è stupido ma ha gli occhiali verdi e gli vuoi bene lo stesso.

Io Sono Vera -recensione-

Ed eccoci qui, per la serie recensioni a tutta birra stamattina ho avuto modo di leggere anche Io sono Vera, il romanzo d’esordio della mia amica Alaisse Amehana. Esatto, due libri in due giorni. Esatto, mi hanno pagato quattro ore per non fare niente, due stamattina e due l’altra mattina.

A volte perfino io ho un po’ di fortuna.

Anche Alaisse fa parte del gruppo di amiche conosciute grazie al concorso Giunti Shift e anche lei come Kiki era arrivata in finale. Il suo romanzo –anzi, le sue prime 50 pagine– mi ha intrigata quanto quello di Kiki, ma per motivi molto diversi, tanto che è stato davvero difficile scegliere, alla fine, quale delle due votare.

E no, non ho intenzione di rivelare qui il mio voto.

-dopo sette tentativi ho finalmente capito perché non riesco a scrivere questa recensione: scelgo sempre registri troppo formali-

Le ultime righe di Io sono Vera mi hanno fatta piangere.

E’ una storia d’amore molto intensa e abbastanza tormentata –ovvero proprio quello che piace a me– che gira attorno alla collisione tra Veronica e Acsei: a causa dell’errore di quest’ultimo, un apprendista angelo, la ragazza viene investita e uccisa. Non contento della sua prima disubbidienza alle regole degli angeli Acsei decide di nascondere l’anima di Veronica, anziché affidarla ai Traghettatori, e tentare di riportarla al suo corpo, caduto nel frattempo in coma.

La scrittura di Alaisse ha molti pregi, primo fra tutti la fluidità: di fronte ad un mondo come il suo Paradiso, che bene o male va spiegato da cima a fondo, sarebbe stato fin troppo facile scivolare in uno spiegone o rendere pesante le descrizioni. Questo non succede mai, né succede l’opposto, ovvero l’orribile sensazione che lo scrittore ti lascerà appeso dall’inizio del libro fino alla fine senza spiegarti nulla di quello che stai leggendo. Brava Alaisse.

E’ anche un libro che si destreggia bene tra descrizioni, azione e riflessione, dettaglio non trascurabile in una storia in cui tutti e tre gli aspetti sono importanti: la trama è movimentata, ci sono molti combattimenti ma anche parecchie scene intense in cui è fondamentale percepire bene ogni emozione, cosa tutt’altro che difficile in questo libro.

Altro aspetto che ho molto apprezzato è il fatto che nonostante sia una storia prevalentemente romantica la trama non ne viene eccessivamente appesantita, né si creano quelle situazioni in cui ciò che si crea tra i protagonisti è improvviso, inspiegabile ed eclatante. Anche i personaggi principali non sono stereotipati: lui non è il bello e dannato e lei non è l’ennesima protagonista svampita, per non parlare di personaggi come Ammaniel e Din –che ho fatto veramente fatica ad inquadrare.

Ammaniel meriterebbe una parentesi a parte per l’intensità della sua storia che, nonostante assomigli fin troppo a quella di un noto film sugli angeli –o forse proprio per questo– mi ha fatto sobbalzare e trattenere il fiato più di una volta.

Non ci sono errori da segnalare, non ci sono difetti da rimproverare, c’è solo da ringraziare per la commozione della fine del libro, le cui ultime parole –ehi, ma l’ho già detto– mi hanno fatto scendere la lacrimuccia.

Complimenti Alaisse, continua così!

 

Disney’s Real Life -recensione-

Chi si ricorda di Witch? Nel 2001 uscì questo fumetto bellissimo, con protagoniste accattivanti e realistiche, una trama intrigante e misteriosa, rubriche mai viste e un disegno assolutamente strabiliante. Fu un successo planetario, basato più sul contenuto che sulla facciata, e colpì il cuore di ogni ragazzina nata negli anni Novanta.

Ha lasciato un vuoto, tant’è che perfino la mia amica M, francese trapiantata qui, ne parla con nostalgia. Un vuoto che è inutile tentare di riempire con i vari surrogati –primo tra tutti Winx– e che la Disney stessa non ha mai tentato di riempire. Fino ad ora.

Amber, Alice e Andrea sono tre ragazze diversissime: Amber è la reginetta del liceo, Alice la pasticciona romantica e Andrea la secchiona e originale. Nella migliore delle tradizioni si ritrovano costrette a condividere un pomeriggio di punizione in biblioteca, ed è lì che la storia, altrimenti piuttosto prevedibile, ha la sua svolta: in preda alla frustrazione che l’avere a che fare con i ragazzi provoca loro le tre si uniscono nella costruzione del profilo del ragazzo ideale su Real Life, una specie di Facebook riservato alla scuola.

Romantico ma studioso, sportivo ma sensibile, ecco Thomas Anderson. Il profilo, tuttavia, avrà la vita breve: Alice-Disastro-Keats inciampa nel cavo del computer e lo spegne, facendo così sparire il bel ragazzo. Se non fosse che, il giorno dopo, le ragazze ricevono da quello stesso profilo una richiesta di amicizia, e il misterioso ragazzo inizia a comparire nelle vite di tutte e tre, pronunciando proprio le parole che ognuna di loro aveva sognato di sentire dalle sue labbra.

Comincia così Real Life, il nuovo fumetto targato Disney comparso nelle edicole il 20 maggio. A guardarne la copertina viene subito un infarto, perché lo stile è quanto più diverso da Witch si possa immaginare: estremamente realistico, linee sottili, molto lontano dai manga e in generale più freddo, meno intrigante. La componente magica, com’è ovvio, è assente e viene rimpiazzata da quella tecnologica: questo Real Life ruota tutto attorno all’omonimo social network, tanto da spingermi a chiedermi se sia un tentativo di accattivarsi le giovani masse rifuggendo l’approccio demonizzante ai social –tipico della maggioranza degli adulti– o se ci sia in arrivo una chiave di lettura che metta in cattiva luce la dipendenza dalla rete dei protagonisti.

Per ora, con solo due numeri alla mano, posso confermare la generale impressione e tirare un sospiro di sollievo: le tre protagoniste, pur nascendo sull’impronta di classici stereotipi, hanno già iniziato a mostrare le loro peculiarità.

Posso dire che questo fumetto non mi piace ma mi piace: non mi piace perché non è il mio genere, perché preferisco la magia, perché per ora fa passare per normale e accettabile il fatto che la vita sia su Real Life e non dal vero -paradossalmente, che bel gioco di parole-, ma mi piace perché la grafica è bellissima e perché finalmente c’è un nuovo fumetto Disney per ragazze in giro.

L’unica cosa che veramente mi dispiace è che manchi completamente l’ingrediente magico che caratterizzava così bene Witch, non tanto perché la storia ne abbia bisogno –anche se per un attimo lo si sarebbe potuto pensare– quanto per una sorta di nostalgia personale. Il secondo numero, al contrario, termina con un cliffhanger –al quale purtroppo non viene dato seguito nel terzo numero– che suggerisce una svolta del tutto particolare: la bibliotecaria dell’istituto, alla vista del profilo online del suddetto Thomas Anderson, lascia cadere il libro che aveva in mano e sussurra un “Tu…sei tornato!” ad occhi spalancati.

Quale segreto si nasconde dietro al ragazzo perfetto? Le tre protagoniste diventeranno amiche? E, soprattutto, questa serie avrà un seguito degno di questo nome?

L’ultima osservazione è data dal fatto che gli ultimi bei fumetti per ragazze capitati in Italia, Lys e Mad Sonja, sono stati interrotti misteriosamente lasciando un bel po’ di gente con un palmo di naso. Staremo a vedere…

 

 

Articolo pubblicato retroattivamente